01 gennaio 2011

067 I RACCONTI DELL'OLOTRUFFA E LE VIGNETTE ANTIMUSULMANE DANESI

Simon_Sheppard_and_Steven_Whittle.jpgSanti e figli di puttana

articolo di Michael Hoffmann

 

In foto: Simon Sheppard e Steve Whittle

Alla fine ci si stanca di additare la disparità di trattamento riservata dai media e dai tribunali, tanto a livello legale quanto di opinione pubblica, ai revisionisti dell'”Olocausto” da un lato e ai seminatori di odio antimusulmano dall'altro. Kurt Westergaard, il disegnatore danese che creò le vignette contro Maometto, è oggi un eroe dell'Unione Europea. La sua “libertà d'espressione” viene gelosamente difesa ed utilizzata come strumento pedagogico per educare i musulmani alla gloria dei moderni standard occidentali sui diritti umani. E se i musulmani rispondono che quelle vignette danesi erano bigotte e razziste, vengono liquidati come retrogradi buzzurri di società neanderthaliane, non ancora edotti sui rudimenti della tolleranza illuminista.

Allo stesso tempo, però, la libertà d'espressione concernente il giudaismo talmudico o l'esistenza delle presunte camere a gas di Auschwitz è tutto un altro par di maniche. In quest'ultimo caso, il dispregiativo “razzista” viene disinvoltamente appuntato dai media e dai tribunali al colletto dei revisionisti, agendo così da solvente per indebolire ogni tentativo di reclamare anche a favore degli scrittori e degli autori di satira revisionista il retaggio occidentale della libertà di stampa.

Ecco perché Simon Sheppard, condannato ad un lungo periodo di detenzione per aver distribuito in Inghilterra l'opera satirica a fumetti Tales of the Holohoax, viene descritto da tutti i media britannici, dall'altezzosa BBC fino al proletario “Sun”, come un “razzista”.

L'ingiusta attribuzione di questo dispregiativo è il muro impenetrabile che è stato eretto per isolare il caso di Sheppard da quello del cartoonist danese antimusulmano e che consente di sottrarlo alla tutela delle libertà civili europee, amministrate dai presunti guardiani della libertà contro il fondamentalismo islamico. La possibilità che l'Europa abbia bisogno sì di essere protetta, ma contro la tirannia razzista del giudaismo ortodosso fondamentalista, non viene neanche presa in considerazione.

Cosa c'è esattamente di “razzista” nel fumetto Tales of the Holohoax? I media non si curano di analizzare la questione, perché nessuno li spinge o li obbliga a farlo. La satira è una nobile arma solo quando viene utilizzata contro il “demone dell'Islam”, mentre il giudaismo e l'olocaustismo sono dogmi sacri per l'Europa. Fare satira su queste vacche sacre rappresenta una “disgustosa incitazione all'odio”.

Westergaard viene presentato come un martire eroico, mentre Sheppard e il suo coautore nella satira “criminale”, Stephen Whittle (noti con il soprannome collettivo de “L'eretico duo”), sono meno di zero agli occhi dei tutori della moralità e della storiografia occidentale. “Incitatori all'odio razziale”, nella colorita prosa della BBC. Il fatto che questi due personaggi siano stati stigmatizzati come “razzisti” è sufficiente per rendere lo stigma una realtà, anche se i fatti testimoniano il contrario.

La “comunità revisionista”, con qualche notevole eccezione (Lady Michelle Renouf, Robert Faurisson, Willis Carto, Herman Otten), è riluttante a mettere in relazione Tales of the Holohoax con la persecuzione che ha colpito “l'eretico duo”. La stessa pubblicazione e tutte le eresie che sono circolate intorno ad essa sarebbero oggi una cause célébre se solo l'attuale “comunità revisionista” avesse avuto l'intuito per le pubbliche relazioni di un Ernst Zundel. La lista con i nomi e gli indirizzi di detenzione di tutti i revisionisti incarcerati, circolata su internet a Natale 2009 e pubblicata da alcune newsletters revisioniste, sotto il nome di Sheppard e Whittle indicava, come motivo della loro carcerazione, un generico: “ricerca di asilo negli Stati Uniti”. Ma la ragione della richiesta di asilo risultava vistosamente assente. A causa di questa omissione, ogni riferimento a Tales of the Holohoax e ai suoi autori è stato destinato all'oblio dai revisionisti stessi.

Non ho visto i revisionisti compiere nessun raffronto argomentato tra il trattamento riservato a Sheppard e al suo sceneggiatore e quello riservato a Westergaard. E poiché si è deciso che Tales of the Holohoax non debba essere menzionato o discusso dai revisionisti, nessun parallelismo verrà tracciato fra la satira delle camere a gas eseguita da questi autori e quella antimusulmana nata in Danimarca. Una splendida occasione è così andata perduta.

La colpa per lo spreco di tale opportunità ricade anche sui media del mondo arabo e musulmano, i quali non hanno voluto mettere a confronto le due produzioni satiriche e il diverso destino riservato ai loro autori.

Nessun europeo è mai finito in carcere per aver fatto satira sull'Islam o sul suo profeta. Al contrario, l'arroganza del cartoonist danese viene celebrata, remunerata e tutelata, mentre Sheppard deve marcire in una prigione britannica per aver distribuito una satira che si prende gioco delle fandonie talmudiche riciclate per il consumo dell'opinione pubblica contemporanea, durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale.( Fonte)

traduzione di Gianluca Freda

Questi gli indirizzi carcerari dei due eretici:

Simon Sheppard (#A8042AA) Wing D4-05, HMP Leeds, 2 Gloucester Terrace, Stanningley Road, Leeds, LS12 2TJ, United Kingdom.

Stephen Whittle (#A8041AA), stesso indirizzo.

Questo caso fa il paio con un caso simile,quello di Horst Mahler e del premio nobel Liu Xiaobo(cliccare QUI). Il titolo(Santi e figli di puttana) è di Olotruffa.In verde testi di Olotruffa. Colore, foto, evidenziatura, grassetto, sottolineatura, NON sono parte del testo originale.WaA

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