30 gennaio 2011

092) Discorso (estratto) al Reichstag del 28 Aprile 1939 di Adolf Hitler

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..."Il 15 Aprile 1939 Roosevelt fece il suo famoso appello a me e al Duce Mussolini, che altro non era che un miscuglio di ignoranza geografica e politica combinata con l’arroganza tipica di un membro della classe milionaria. Fummo invitati a fare dichiarazioni e a concludere patti di non aggressione con un certo numero di paesi, molti dei quali non erano nemmeno indipendenti perché o erano annessi o trasformati in protettorati subordinati da paesi alleati del Sig. Roosevelt (Francia e Gran Bretagna). Ricorderete, delegati miei, che in data 28 Aprile 1939 diedi una risposta gentile ma decisa a questo invadente gentiluomo, la quale riuscì a fermare, almeno per alcuni mesi, la tempesta di chiacchiere di questo brutale guerrafondaio"...(Fonte)

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Credo sia una buona notizia per milioni e milioni di uomini che io sia riuscito, grazie anche all’acume e al senso di responsabilità dei nostri avversari, a scongiurare un conflitto e a trovare la soluzione a un problema che rappresentava un pericolo per tutta l’Europa Centrale.

Il fatto che questa soluzione sia in contrasto con l’Accordo di Monaco non ha alcun fondamento, poiché lo stesso Accordo ammetteva l’esistenza di altri problemi legati alla questione della Cecoslovacchia che dovevano essere affrontati e risolti successivamente. Non possiamo certamente essere rimproverati per il fatto che le parti coinvolte si siano rivolte all’Italia e alla Germania e non alle Quattro Potenze, né possiamo essere ritenuti responsabili della scomparsa della Cecoslovacchia come Stato.

Era infatti facilmente intuibile che, essendo venuto meno il problema etnico, la Germania avrebbe comunque protetto i suoi storici interessi di natura politica ed economica.

Solo il futuro ci rivelerà se la soluzione trovata dalla Germania sia da considerarsi giusta o sbagliata, ma non certo gli Inglesi che la criticano solo perché non è stata preventivamente sottoposta alla loro approvazione. Del resto neanche la soluzione adottata nell’Irlanda del Nord è stato sottoposta all’approvazione della Germania. È bene comunque sottolineare che la Boemia e la Moravia non hanno nulla a che vedere con il Patto di Monaco.

Non riesco veramente a capire come l’Accordo raggiunto a Monaco tra il sig. Chamberlain e me possa riferirsi a questo caso dal momento che la questione della Cecoslovacchia non fu affatto risolta dal Protocollo di Monaco. Esso stabiliva che qualora le parti interessate non avessero raggiunto un accordo si sarebbero rivolte alle Quattro Potenze che avrebbero dovuto incontrarsi nuovamente dopo la scadenza dei tre mesi per nuove consultazioni in merito. Le parti interessate però non si sono affatto appellate alle Quattro Potenze ma solo alla Germania e all’Italia e senza che né l’Inghilterra né la Francia sollevassero obbiezioni di sorta.

L’accordo raggiunto tra me e Chamberlain non riguarda questo problema ma solo le relazioni tra Inghilterra e Germania che avrebbero dovuto essere oggetto di successive consultazioni condotte nello spirito dell’Accordo di Monaco e dell’Accordo Navale Anglo-Tedesco.

Se l’accordo con Chamberlain dovesse essere applicato ad ogni futura iniziativa Tedesca di natura politica, allora anche l’Inghilterra non potrebbe fare un passo, sia in Palestina che altrove, senza consultarsi preventivamente con la Germania. È ovvio che noi non vogliamo questo, così come non desideriamo che altri lo pretendano da noi. Ora, se il sig. Chamberlain trae da ciò la conclusione che l’Accordo di Monaco debba considerarsi nullo, non mi resta che prenderne atto e agire di conseguenza.

Durante tutta la mia attività politica ho sempre sostenuto l’idea di allacciare uno stretto rapporto d’amicizia e di collaborazione con l’Inghilterra. Il desiderio di raggiungere questo obbiettivo deriva non solo dalle origini razziali dei nostri due popoli, ma anche dal fatto di aver constatato quale importanza riveste per tutta l’umanità l’Impero Britannico.

Sono stato sempre convinto, al di là di ogni dubbio, che l’esistenza di questo Impero rappresenti un valore inestimabile per la vita culturale ed economica di tutta l’umanità. So perfettamente che la Gran Bretagna ha conquistato i propri territori coloniali con la forza e spesso con la brutalità, ma so anche che nessun altro impero è stato costruito altrimenti. La storia non considera i metodi ma i risultati che tali metodi consentono di ottenere.

Ora, non c’è alcun dubbio che il popolo Anglo-Sassone abbia portato a termine una grandiosa opera di colonizzazione tale da suscitare in me una sincera ammirazione. Il pensiero di distruggerla non potrebbe che essere considerato puro vandalismo. Questo sincero rispetto per l’impresa compiuta dagli Inglesi non può però farmi dimenticare gli impegni assunti nei confronti del mio popolo. Ritengo impossibile raggiungere una duratura amicizia tra il popolo Tedesco e quello Anglo-Sassone se non si riconoscono i reciproci interessi che per gli Inglesi sono rappresentati dalla conservazione dell’Impero Britannico e per i Tedeschi dalla libertà e dalla salvaguardia del Reich.

Un autentico rapporto di amicizia tra queste due Nazioni è raggiungibile solo attraverso la reciproca considerazione. Il popolo Inglese domina un grande Impero costruito quando la Germania era purtroppo debole. Anche la Germania ha avuto un grande Impero! Essa dominava l’Occidente allora pervaso da lotte sanguinose e contrapposizioni di carattere religioso, ma a causa di conflitti interni la potenza e la grandezza del suo Impero diminuirono gradatamente fino a cadere in un profondo letargo.

Ma quando sembrava che questo vecchio Impero avesse ormai raggiunto la sua fine, germogliò il seme della rinascita. Da Brandenburgo e Prussia sorse una nuova Germania, quella del Secondo Reich e successivamente si è sviluppato finalmente il Reich del Popolo Tedesco. Spero che il popolo Inglese sia consapevole del fatto che noi non abbiamo il minimo complesso di inferiorità nei suoi confronti. La nostra storia passata non lo consente!

L’Inghilterra ha dato al mondo molti grandi uomini, ma la Germania in questo non le è stata da meno. L’immane sforzo compiuto nel corso di tre secoli per salvare il nostro popolo dalla distruzione è costato il sacrificio di tante vite umane; un sacrificio molto più grande di quello che altri popoli hanno dovuto sopportare per affermare la propria esistenza.

Se la Germania, sempre attaccata, non è stata in grado di difendere il suo territorio e per questo costretta a sacrificare molte delle sue province, ciò è dipeso principalmente dal suo scarso peso politico e dalla conseguente impotenza nei confronti delle altre Nazioni! Quella particolare situazione è stata ampiamente superata! Noi Tedeschi non ci sentiamo minimamente inferiori agli Inglesi! La nostra autostima è grande tanto quanto la loro! Nella storia del nostro popolo, lunga circa duemila anni, ci sono fatti e avvenimenti che ci riempiono d’orgoglio.

In Inghilterra non possono comprendere questo nostro convincimento perché guardano alla Germania come ad uno Stato vassallo, rendendo così inutili i nostri sentimenti d’amore e di amicizia per quella Nazione. Noi non ci dispereremo per questo, ma confidando nella nostra forza e in quella dei nostri amici, troveremo la strada e i mezzi necessari per salvaguardare la nostra indipendenza senza per questo rinunciare alla nostra dignità.

Ho ascoltato la dichiarazione del Primo Ministro Britannico secondo la quale le assicurazioni date dalla Germania risulterebbero inaffidabili. Date le circostanze e dopo questa dichiarazione, non possiamo più aspettarci dall’Inghilterra quella collaborazione che avrebbe senso soltanto in una atmosfera di fiducia reciproca. Quando la Germania è diventata Nazional Socialista, gettando così le basi della sua rinascita, nel perseguire la mia ferma politica di amicizia verso l’Inghilterra ho volontariamente proposto di ridurre gli armamenti navali Tedeschi. Questa mia proposta poneva però la condizione che Germania e Inghilterra non entrassero più in guerra tra loro. Questa volontà è tuttora viva in me.

Devo tuttavia constatare che la politica dell’Inghilterra non lascia alcun dubbio sul fatto che questa mia volontà non sia più condivisa da Londra dove al contrario prevale l’opinione secondo la quale qualunque sia il conflitto in cui un domani la Germania dovesse essere coinvolta, la Gran Bretagna si schiererebbe sempre e comunque contro di essa.

Questo significa che da parte Inglese viene data per certa una guerra contro la Germania. Sono profondamente rammaricato del fatto che questa spiacevole situazione sia nata per effetto dell’unica rivendicazione che ho avanzato e che continuerò ad avanzare e cioè la restituzione delle nostre colonie. Ho sempre chiaramente sostenuto che questa mia richiesta non sarebbe mai stata causa di conflitto armato e che gli Inglesi, per i quali quelle colonie non hanno alcun valore, avrebbero un giorno capito la situazione della Germania e avrebbero considerato l’amicizia con il Reich più importante di quei territori che non danno loro alcun reale profitto, ma che per la Germania sono di vitale importanza.

A parte questo, comunque, non ho mai sostenuto rivendicazioni che potessero interferire sugli interessi Britannici o che rappresentassero un pericolo per l’Impero. Ho sempre avanzato richieste che fossero contenute entro i limiti dettati dalle esigenze di spazio vitale per la Germania. Poiché oggi il Governo e la stampa Inglese sostengono che la Germania deve essere comunque contrastata in qualsiasi circostanza, vengono a cadere i presupposti sui quali era basato il Trattato Navale Anglo-Tedesco.

Ho pertanto deciso di inviare oggi stesso una comunicazione in tal senso al Governo Britannico. Qualora lo stesso Governo Britannico intendesse riaprire i negoziati con la Germania su questo specifico problema, nessuno sarebbe più felice di me.Non c’è molto da dire riguardo alle relazioni Tedesco-Polacche. Anche in questo caso il Trattato di Pace di Versailles ha intenzionalmente inflitto alla Germania una ferita profonda. Lo strano modo con il quale è stato delineato il Corridoio per dare l’accesso al mare alla Polonia, ha di fatto impedito il raggiungimento di un’intesa tra la stessa Polonia e la Germania. Come ho già sottolineato più volte, questo è il problema più doloroso per la Germania anche se non ho mai cessato di sostenere che il diritto dello Stato Polacco ad avere uno sbocco sul mare non può essere ignorato.

Come principio generale applicabile a questa come ad altre situazioni simili, le Nazioni che la Provvidenza ha destinato o condannato a vivere fianco a fianco, dovrebbero evitare di rendersi l’esistenza ancora più difficile senza che ve ne sia motivo. Il compianto Maresciallo Pilsudski era della mia stessa opinione e fu proprio per questo che cercò di rasserenare l’atmosfera delle relazioni Tedesco-Polacche concludendo un Accordo con il quale la Germania e la Polonia si impegnavano vicendevolmente a rinunciare a considerare la guerra come strumento per risolvere le proprie divergenze.

Questo accordo prevedeva una sola condizione che fu in pratica una concessione fatta alla Polonia, e cioè che i Patti di Mutua Assistenza già stipulati in precedenza dai Polacchi, come quello sottoscritto con la Francia, non sarebbero stati influenzati dall’accordo con la Germania. Era però ovvio che questa condizione riguardava i Patti sottoscritti precedentemente all’accordo e non a quelli che potevano essere conclusi successivamente.

È comunque un fatto che l’Accordo Tedesco-Polacco abbia notevolmente attenuato la tensione in Europa. Ciononostante, tra Germania e Polonia è rimasta aperta una questione che presto o tardi dovrà essere risolta: Danzica!

Danzica è una città tedesca che desidera appartenere alla Germania, ma purtroppo esistono degli accordi con la Polonia che ci sono stati imposti dai dittatori della Pace di Versailles. La Società delle Nazioni, che da allora non ha fatto altro che sollevare problemi, è ora rappresentata nella città da un Alto Commissario che incidentalmente è un uomo di straordinario tatto. Ma il problema di Danzica dovrà in ogni caso essere affrontato, al più tardi dopo la graduale estinzione di questa calamitosa istituzione internazionale.

Io considero la soluzione di questo problema indispensabile per garantire la stabilità e la definitiva rimozione di ogni elemento di tensione in Europa. Questa tensione non può essere eliminata attraverso le agitazioni di insani guerrafondai, ma annullando le vere cause che la determinano.

Dopo aver affrontato nei mesi scorsi innumerevoli discussioni sul problema di Danzica, ho presentato una concreta proposta al Governo Polacco che intendo ora sottoporre alla vostra attenzione in modo che possiate giudicare voi stessi se non rappresenti la più grande concessione che si possa immaginare per garantire la pace in Europa. Come ho precedentemente accennato, ritengo indispensabile che la Polonia abbia uno sbocco sul mare e ho di conseguenza tenuto in considerazione questa necessità. Io non sono uno statista democratico ma Nazional Socialista e quindi realista.

Considero tuttavia doveroso far presente al Governo di Varsavia che come la Polonia desidera uno sbocco sul mare, così la Germania ha bisogno di avere accesso alle sue province situate ad Est. Questi sono tutti problemi di difficile soluzione, ma la Germania non ne è responsabile; lo sono piuttosto gli impostori di Versailles che con la loro malvagità e avventatezza, hanno piazzato 100 barili di polvere intorno all’Europa muniti di miccia a lenta combustione. Questi problemi non possono essere risolti con idèe antiquate ma con nuovi metodi.

Lo sbocco al mare della Polonia e una strada Tedesca attraverso il Corridoio, ad esempio, non hanno nessun tipo di rilevanza militare, ma hanno un’importanza esclusivamente economica e psicologica. Assegnare un’importanza militare ad una strada di questo genere significa ignorare completamente la tattica e la strategia militare.

In seguito a queste considerazioni ho sottoposto al Governo Polacco le seguenti proposte:

(1) Danzica tornerà a far parte del Reich Tedesco come Città Libera.

(2) Alla Germania dovranno essere concesse una strada ed una ferrovia attraverso il Corridoio aventi entrambe lo status di extraterritorialità come lo stesso Corridoio.

In cambio la Germania è pronta a:

(1) Riconoscere alla Polonia ogni diritto economico su Danzica.

(2) Assicurare alla Polonia un porto franco a Danzica con accesso al mare completamente libero.

(3) Considerare definitivi gli attuali confini tra la Germania e la Polonia.

(4) Concludere con la Polonia un patto di non aggressione della durata di 25 anni, cioè oltre la durata della mia vita.

(5) Garantire l’indipendenza dello Stato Slovacco dalla Germania, dall’Ungheria e dalla Polonia che in pratica significa la rinuncia ad ogni egemonia Tedesca su questo territorio.

Il Governo Polacco ha respinto la mia proposta dichiarando di essere pronti soltanto a:

(1) Negoziare la questione relativa alla nomina del sostituto per la carica di Commissario della Società delle Nazioni.

(2) Prendere in considerazione le richieste tedesche relativamente al transito attraverso il Corridoio.

Sono profondamente amareggiato da questo incomprensibile atteggiamento del Governo Polacco che da solo non sarebbe così preoccupante se non fosse accompagnato da un altro fatto ancor più grave e cioè che la Polonia, come la Cecoslovacchia un anno fa, sotto la pressione di una mendace campagna internazionale, ritenga necessario chiamare alle armi le proprie truppe, nonostante la Germania non abbia compiuto finora alcun atto di ostilità nei suoi confronti.

È una situazione estremamente spiacevole e i posteri un giorno giudicheranno se è stato sensato e giusto rifiutare le proposte da me avanzate. Il mio è stato un tentativo per risolvere una questione intimamente sentita dal popolo Tedesco, attraverso un compromesso vantaggioso per entrambi i Paesi. Sono assolutamente convinto che in questa situazione la Polonia non sia affatto disposta a dare, ma sia pronta soltanto a ricevere, senza rendersi conto che Danzica non diventerà mai Polacca.

La presunta intenzione di attaccare da parte della Germania, inventata dalla stampa internazionale, ha spinto il Governo Polacco a sottoscrivere un impegno con l’Inghilterra in base al quale la Polonia, in determinate circostanze, sarebbe obbligata a prendere le armi contro la Germania in caso di conflitto tra la stessa Germania e un’altra qualsiasi Potenza Europea. Quest’obbligo è in netto contrasto con l’accordo sottoscritto a suo tempo da me e dal Maresciallo Pilsudski che prevedeva che la Polonia mantenesse inalterati i soli impegni assunti in precedenza con la Francia e dei quali peraltro eravamo a conoscenza.

Sottoscrivere successivamente nuovi accordi di questo tipo con altri Paesi non è consentito dai termini del Patto di non aggressione stipulato tra noi e i Polacchi. Se lo fosse stato non lo avrei mai firmato perché non avrebbe avuto senso lasciare aperta la possibilità per uno dei contraenti di assumere unilateralmente impegni di aiuto reciproco con un numero illimitato di partner.

Considero quindi risolto l’Accordo firmato tra me e il Maresciallo Pilsudski, essendo stato unilateralmente infranto dalla Polonia!

Ho già inviato una comunicazione in tal senso al Governo Polacco. Tuttavia, posso ribadire che questa decisione non modificherà il mio atteggiamento nei confronti dei problemi che vi ho appena illustrato. Qualora il Governo Polacco desiderasse proporre alla Germania nuovi accordi , sarò lieto di discuterli, ma naturalmente a condizione che tali accordi impegnino entrambe le parti in ugual misura. La Germania è assolutamente disponibile a sottoscrivere e a rispettare eventuali intese future.(Fonte)

Fonte originale:THE BRITISH WAR BLUEBOOK

Traduzione di UGO PERSIANI

In verde testi di Olotruffa. Le foto non sono pertinenti col testo. Colore, foto, evidenziatura, grassetto, sottolineatura, NON sono parte del testo originale.WaA

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11:41 Scritto da: prussian-blue in Adolf Hitler Führer Reichskanzler, Monaco accordo | Link permanente | Commenti (0) | Tag: adolf hitler, reichstag, discorso, accordo monaco | |  Facebook |  Stampa

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