28 gennaio 2011

089) Il revisionismo dell'olocausto conferenza di Juergen Graf tenutasi a Mosca il 15 Aprile 2009 in una università privata

Jürgen Graf.jpg(Esposizione di Juergen Graf (nella foto)in una università di Mosca. Ricordiamo che lo svizzero Juergen Graf, condannato per reato d’opinione, vive in esilio in Russia, paese dove ancora vige la libertà di espressione, soppressa in diversi paesi europei da leggi del tipo Gayssot. Ne diamo degli estratti  in parti distinte).

“ L’oggetto della mia esposizione è di sapere se la versione corrente sulla sorte degli ebrei durante la seconda guerra mondiale corrisponde ai fatti. Che in Occidente non ci sia la minima libertà d’opinione, ce lo ha appena dimostrato il caso Williamson. Il 21 Gennaio si apprendeva che Richard Williamson, un vescovo cattolico inglese che aveva vissuto e lavorato per diversi anni in Argentina, durante un’intervista aveva contestato l’esistenza delle camere a gas omicide nei campi di concentramento nazional-socialisti. Immediatamente si è scatenata una campagna isterica inaudita alla quale hanno partecipato letteralmente tutti i media del presunto mondo libero.


Questa reazione dimostra che in Occidente è nata una nuova religione, la religione “ dell’Olocausto “ e che ogni infrazione ai suoi dogmi comporta delle spiacevoli conseguenze per gli eretici “.


E Graf ricorda l’etimologia del termine “olocausto” e la sua attuale accezione: la distruzione da cinque a sei milioni di ebrei principalmente in camere a gas. E menziona anche le prove presentate che sono ben lontane dal rispondere a qualsiasi domanda.


Dal punto di vista “dell’Olocausto” domande del genere sono blasfeme, perché testimoniano una mancanza di rispetto per le vittime. Questa religione impedisce anche di paragonare la tragedia degli ebrei durante la seconda guerra mondiale con le tragedie di altri popoli. Mettere sullo stesso piano Auschwitz o Treblinka con Leningrado (dove, durante il blocco, 670.000 russi, un milione secondo altre fonti, sono morti di fame), oppure con Dresda dove, nella notte tra il 13 e 14 Febbraio 1945, almeno 250.000 tedeschi sono stati arsi vivi, è un peccato mortale per la religione
“dell’Olocausto”.

(…) E non basta trattare da paria gli autori revisionisti, ma una dozzina di stati europei hanno promulgato leggi che criminalizzano il revisionismo. Conosco personalmente venti persone che, per opinioni divergenti sull’Olocausto, sono stati in prigione o vi si trovano tutt’ora “.

E per giustificare queste leggi, si afferma:

“ i revisionisti non sono degli storici ma degli pseudo-storici i cui moventi non sono di natura scientifica ma esclusivamente ideologica. Ciò che vogliono è riabilitare il regime nazional-socialista assolvendolo dal suo maggiore crimine: l’annientamento degli ebrei “.

Ma il conferenziere dimostra la debolezza di questa tesi e conclude: “ ciò che veramente importa è di sapere se questa tesi è vera o falsa

“ Prima di familiarizzare con gli argomenti revisionistici, dobbiamo considerare la versione ufficiale dell’Olocausto. Questa si distingue in tre elementi:


a) l’esistenza di un piano di annientamento fisico di tutti gli ebrei nello spazio controllato dalle
forze tedesche.

b) camere a gas stanziali come mezzo principale, camion a gas ed esecuzioni con armi da fuoco
come mezzi ausialiri.

c) Un totale da cinque a sei milioni di vittime ebree (…)


La questione di sapere come e quando questo piano si sia materializzato non fa l’unanimità presso
gli storici ufficiali “

E di ricordare la dichiarazione di Léon Poliakov: “ lo sterminio degli ebrei rimane, assieme alla sua concezione e ad altri punti, nell’oscurità


Gli storici ufficiali spiegano l’assenza di simile ordine col fatto che se ne è persa la traccia oppure che Hitler avesse impartito l’ordine solo verbalmente


Secondo gli storici ufficiali, come sarebbe stato eseguito un simile ordine?

“ secondo loro, due metodi sono stati impiegati nei territori sovietici occupati: fucilazioni di massa e camion a gas. Per sterminare gli ebrei dell’Europa Occidentale e Centrale si è fatto ricorso ad altri mezzi sempre secondo gli storici ufficiali. Questi classificano i campi in tre categorie:

1) campi di concentramento ordinari cioè dei campi di lavoro;

2) “campi misti”, ossia allo stesso tempo sia di lavoro che di sterminio;

3) campi di vero e proprio sterminio.

Categoria 1) Dachau, Buchenwald


Categoria 2) Auschwitz, Majdanek


Categoria 3) Belzec, Sobibor, Treblinka, Chelmno


Auschwitz occupa la posizione chiave (….) Gli storici di ogni sfumatura concordano nell’asserire che Auschwitz è servito innanzitutto per i prigionieri di guerra e prigionieri politici, tuttavia, secondo gli storici dell’Olocausto, fu dotato nel Febbraio del 1942 di una funzione supplementare. I non idonei al lavoro (vecchi, bambini, malati, invalidi) venivano immediatamente assassinati nelle camere a gas senza essere immatricolati, mentre gli altri, che venivano indirizzati ai lavori forzati, venivano immatricolati. (….) L’arma del crimine sarebbe stato l’insetticida Zyklon B


“ L’arma del crimine sarebbe stata l’insetticida Zyklon B, utilizzato in Germania fin dagli anni ’20 del secolo scorso. In numerosi campi di concentramento, lo Zyklon B serviva alla lotta contro gli insetti nocivi, in particolare contro i pidocchi, portatori del tifo. (…) In base al modo d’impiego del 1942, il locale di disinfestazione doveva essere ventilato per 20 minuti prima di potervi entrare.

Gli storici ufficiali non contestano affatto che lo Zyklon B fosse un insetticida ma affermano che questo insetticida sia servito anche allo sterminio di massa di ebrei ad Auschwitz e a Majdanek. Al contrario di Auschwitz e di Majdanek, Sobibor, Belzec, Treblinka e Chelmno erano, secondo gli storici ufficiali, delle vere e proprie fabbriche della morte, costruite esclusivamente per sterminarvi gli ebrei. In quei luoghi non si praticava alcuna selezione , tutti gli ebrei, compresi quelli idonei al lavoro, venivano immediatamente gassati senza nessuna immatricolazione. Era accettato solo un piccolo numero di “lavoratori ebrei” necessari al funzionamento del campo. A Belzec, Sobibor e Treblinka il gas di scappamento dei motori a diesel proveniente da carri armati sovietici catturati sarebbe servito come arma del crimine; a Chelmno invece si trattava di camion a gas.


Per quanto riguarda il numero di ebrei che sarebbero stati uccisi col gas nei sei campi di sterminio, gli storici dell’Olocausto danno cifre diverse.


Raul Hilberg: 2,7 milioni


Lucy Davidowicz: 5,37 milioni.


Queste grosse divergenze portano ad un terzo punto, al numero totale delle vittime ebree. Quasi tutti gli storici ortodossi danno una cifra che va da 5 a 6 milioni; per quanto concerne poi la valutazione del loro numero in questo o quel “campo di sterminio”, o al di fuori dei campi di sterminio, altre profonde divergenze dividono gli storici. Nessun revisionista contesta che un gran numero di ebrei europei sia stato deportato i campi o ghetti dove la mortalità, in certi periodi, era altissima.


Ad Auschwitz il periodo peggiore fu l’estate e l’autunno del 1942, quando imperversava una spaventosa epidemia di tifo.

L’epidemia culminò fra il 7 e l’11 Settembre 1942 con una media di 375 morti al giorno.

Nei campi occidentali, grazie a migliori condizioni igieniche, la mortalità fu relativamente debole fino alla fine del 1944 quando poi la situazione peggiorò drammaticamente.

Secondo la documentazione dell’amministrazione del campo di Dachau, non meno di 15.400 detenuti sono morti nel corso degli ultimi quattro mesi di esistenza del campo su un totale di 27.900 decessi registrati dal Gennaio 1940 all’Aprile del 1945, quindi circa il 55% del totale. Nella primavera del 1945, quando le truppe americane e britanniche liberarono Bergen-Belsen e gli altri campi occidentali, esse vi trovarono migliaia di cadaveri abbandonati e degli scheletri ambulanti. Fino ad oggi queste foto terribili hanno un ruolo che testimonierebbe l’avvenuto Olocausto, nonostante che in tutti i campi occidentali, tranne che a Bergen-Belsen, i non-ebrei costituissero la maggioranza delle vittime e che in seguito tutti gli storici, senza eccezione, abbiano riconosciuto che queste numerose morti non facessero parte di una politica di sterminio ma che erano l’immediata conseguenza della disfatta tedesca.


A partire dall’autunno 1944, i campi orientali sono stati evacuati verso occidente ed il numero di detenuti nei campi occidentali aumentava di continuo. Nelle baracche sovraffollate si diffuse il tifo, la dissenteria ed altre malattie che sfuggivano a qualsiasi controllo.


In seguito ai bombardamenti anglo-americani, che avevano distrutto l’infrastruttura e le vie di trasporto, i viveri e le medicine non arrivavano più nei campi e la morte mieté vittime a piacimento.


Secondo il parere dei revisionisti, non ci fu mai un piano mirante allo sterminio degli ebrei ed il numero totale delle vittime ebree della persecuzione nazional-socialista si aggira sul milione (alcuni revisionisti sostengono un numero ancora inferiore). Non c’è alcuna prova documentaria o legale circa la realtà dello sterminio degli ebrei mediante gas; tutto ciò si fonda esclusivamente su delle testimonianze o delle deposizioni “.


E Juergen Graf cita lo storico Jacques Baynac che nel 1996 scriveva: bisogna riconoscere che la mancanza di tracce comporta l’incapacità di stabilire direttamente la realtà dell’esistenza delle camere a gas omicide


Graf  ripercorre poi la storia del revisionismo: Rassinier, Butz, Staeglich, Faurisson, Zuendel, Leuchter, Rudolf, Guionnet, Theil, Reynouard, Verbeke, Honsik, Mahler e altri.


Butz parte dall’idea che mai i tedeschi sarebbero riusciti a mantenere segreti milioni di uccisioni in fabbriche della morte, dal momento che gli Alleati disponevano, in tutti i paesi occupati dai tedeschi, di una fitta rete di informatori. Butz conclude che i governi degli stati Alleati non credevano all’Olocausto e consideravano i terrificanti rapporti sullo sterminio degli ebrei nei territori sotto il controllo tedesco e continuamente divulgati fin dall’inizio del 1942, come una propaganda per far credere a delle atrocità “.


Staeglich ha esaminato prima di tutto i due pilastri della versione ufficiale del campo di Auschwitz: i “ricordi” dell’ex comandante di Auschwitz Rudolf Hoess, scritti durante la sua detenzione in mano polacca ed il processo di Francoforte (1963-1965) contro ex sorveglianti del campo. Staeglich stimava che questi due pilastri erano insufficienti “.


“ C’è qualcosa di ancora più importante dei libri di Butz e di Staeglich: i lavori del francese Robert Faurisson (….) che ha paragonato le “camere a gas naziste” con le camere a gas incontestabilmente autentiche degli Stati Uniti dove i condannati venivano giustiziati con l’ausilio dell’acido prussico “.

“ Una esecuzione con l’acido prussico è un procedimento complesso e pericoloso. Il locale deve essere ermeticamente sigillato, altrimenti il personale della prigione ed i testimoni sarebbero a loro volta in pericolo di morte. Il condannato viene saldamente legato ad una sedia, dopodiché vengono buttate delle capsule di cianuro in un recipiente contenente acido solforico diluito. Le capsule si sciolgono e il gas mortale evapora. Se il condannato respira profondamente perde conoscenza nel giro di 45 secondi; la morte avviene dopo 10 minuti, dopodiché viene aerata la camera per 15 minuti. Trenta minuti più tardi un medico e due assistenti provvisti di maschere antigas entrano nella camera e ne prelevano il cadavere.


Faurisson paragona questa complicata procedura con le descrizioni dei testimoni dell’Olocausto. Secondo loro, una esecuzione di ebrei tramite gas nelle camere mortuarie del crematorio II di Auschwitz-Birkenau avveniva nel seguente modo:  la stanza di 210 m2 veniva riempita di 2.000 ebrei, dopodiché venivano gettati dei granuli di Zyklon B tramite dei buchi nel soffitto. Una volta che le vittime erano morte, il Sonderkommando (squadra speciale), composto da lavoratori ebrei, si precipitava nella camera a gas, ne estraeva i cadaveri e li portava al crematorio. Faurisson, che aveva studiato le pubblicazioni riguardanti lo Zyklon B, sapeva che l’acido prussico veniva facilmente assorbito dalla pelle. Ne conclude che i membri del Sonderkommando sarebbero stati immediatamente uccisi dal veleno anche se avessero portato delle maschere a gas (…) “


“ Il 1988 è stato un anno decisivo per il revisionismo. A Toronto si è svolto il processo contro il tedesco Ernst Zuendel che, tre anni prima, era stato condannato a 15 mesi di prigione per la divulgazione di testi revisionisti. Durante il processo d’appello, Faurisson, consulente di Zuendel, prende contatto con Fred Leuchter, specialista nelle tecniche di esecuzione capitale negli Stati Uniti e che aveva notoriamente allestito delle camere a gas.


Nel Febbraio dle 1988, Leuchter va in Polonia con una piccola squadra e sottopone ad un esame le presunte camere a gas omicide di AuschwitzI, Auschwitz-Birkenau e di Majdanek. Redige in seguito un rapporto dove espone le sue conclusioni: egli ritiene che le presunte camere a gas, per ragioni di costruzione, non avrebbero potuto servire a tale uso e che i crematori di questi campi non avrebbero mai potuto cremare il preteso numero di cadaveri. Ma la parte più importante del rapporto era quella chimica. Al contatto dell’acido cianidrico col ferro si formano dei ferrocianuri che si distinguono per una straordinaria stabilità. Siccome ci sono delle piccole quantità di ferro nelle mura degli edifici, in un locale che ha subito un contatto massiccio con l’acido prussico, si dovrebbero trovare nelle sue pareti questi ferrocianuri anche dopo decine di anni.


Leuchter ha prelevato sulle pareti delle “camere a gas” di Auschwitz I e di Birkenau una serie di campioni; ha preso un campione di controllo in una camera di disinfestazione a Birkenau nella quale nessuno ha mai detto che vi fossero stati gassati degli esseri umani. I campioni sono stati analizzati in un laboratorio che era all’oscuro della loro provenienza. Lo strato esterno della camera di disinfestazione presentava una quantità di 1.050 mg di cianuri per kilogrammo, in altre parole, c’era più del 10% di ferrocianuri. Se nei locali definiti “camere a gas” ci fosse stato un uso regolare e prolungato di acido prussico, si sarebbe dovuto trovare una concentrazione della stessa entità di ferrocianuri. In realtà, per i 31 campioni prelevati dalle mura di questi locali, i valori si situavano fra lo zero ed i 7,9 mg. Per kilogrammo “.


Alla fine del procedimento Zuendel fu prosciolto nel 1992 dalla Corte Suprema del Canada.


“ Il successivo protagonista di questa vicenda è stato il giovani ingegnere chimico tedesco Germar Rudolf. Il rapporto Leuchter non lo soddisfaceva, innanzitutto perché questi comportava una serie di errori patenti ed in secondo luogo perché Leuchter  non si sarebbe basato su dei testi di chimica. Nel 1991 Germar Rudolf, favorito sull’argomento, è andato ad Auschwitz ed ha prelevato anch’egli sulle mura delle “camere a gas” una serie di campioni. La conseguente perizia, ben più dettagliata e solida del Rapporto Leuchter, ha pienamente confermato le conclusioni di quest’ultimo (…) “


A causa della sua perizia, Rudolf fu portato davanti alla giustizia in Germania nel 1995 e condannato a 14 mesi di prigione per “ incitazione popolare “, senza condizionale. Nel corso del processo si recò in Inghilterra, poi negli Stati Uniti, dove pubblicò numerose opere revisioniste in inglese e in tedesco. Va fatto rilevare che fu sua l’iniziativa di tradurre in inglese ed in tedesco le opere più importanti di Carlo Mattogno, revisionista italiano specialista fin dagli anni 90. I libri di Mattogno non sono proibiti in quanto l’Italia non ha leggi anti-revisioniste “.


“ Siccome gli avversari del revisionismo non avevano potuto confutarlo, vari stati europei sono ricorsi ad altri metodi per far tacere gli eretici pericolosi.

Nel 1990 una legge francese prevede, per argomenti revisionistici, fino a un anno di prigione e di pene pecuniarie di ammontare illimitato. E siccome alla giustizia francese non piace incarcerare le persone per le loro opinioni, in genere si accontenta di rovinarle con ammende astronomiche. Fino ad ora soltanto un revisionista è stato incarcerato in Francia, Alain Guionnett. Altri due dovrebbero essere in procinto di esserlo, la corte d’appello ha confermato le loro condanne al carcere. Uno è l’Ing. Georges Theil, condannato a nove mesi di prigione e a 100.000 Euro di ammenda per il suo libro “ un caso di insubordinazione “, tuttavia la giustizia sembra averlo” dimenticato” essendo questi tuttora in libertà. L’altro è il professore di chimica Vincent Reynouard, padre di otto figli ed editore della rivista “ Sans Concession “, condannato ad un anno di prigione e ad un’ammenda di 40.000 Euro. Il suo ricorso è stato rigettato e Reynouard ha scelto la clandestinità onde poter continuare la sua attività. (Reynouard si è poi consegnato volontariamente alla giustizia ed in questo momento si trova nel carcere francese di Valenciennes dopo essere stato estradato dal Belgio, ndt).


C’è poi il revisionista belga ed editore Siegfried Verbeke. In Svizzera, nel 2000, Gaston-Armand Amaudruz è stato condannato per aver dichiarato impossibile la cifra di sei milioni di vittime ebree ed aver espresso dubbi circa l’esistenza delle camere a gas.


In quanto a me, nel Luglio del 1998, a Baden, i miei libri ed i miei articoli revisionisti mi hanno valso 15 mesi di carcere e diverse pene pecuniarie ammontanti a circa 40.000 Franchi Svizzeri; ho scelto l’esilio dopo che questa condanna fu confermata in ultima istanza. Il mio editore Gerhard Foerster (79 anni), così infermo al momento del processo che fu necessario accompagnarlo su una sedia a rotelle, si prese un anno di carcere ed un’ammenda simile alla mia. Morì due mesi più tardi. René-Louis Berclaz, segretario generale di “ Vérité et Justice “ che aveva relazionato e commentato i processi contro Amaudruz, Foerster e il sottoscritto, ha dovuto trascorrere nove mesi in prigione “.


In Austria e in Germania la giustizia ha imperversato più duramente contro i revisionisti.


Il 20 Aprile a Vienna ha inizio il processo contro lo scrittore austriaco Gerd Honsik. Egli era stato condannato nel 1992 a 18 mesi di carcere per un libro revisionista ma si rifugiò in Spagna dove visse per 16 anni senza complicazioni.


Nell’Ottobre 2007 fu consegnato all’Austria e mentre stava scontando la sua pena, è stato oggetto di un procedimento per il fatto che, dalla Spagna, aveva inviato degli articoli revisionisti in Austria. Nel Gennaio del 2008, l’Ing. Wolfgang Froehlich, specialista nell’impiego di gas contro gli insetti parassiti dell’uomo, viene condannato a quattro anni di carcere per aver dichiarato come tecnicamente impossibile la gassazione di esseri umani nei campi di concentramento nazional-socialisti e questo su diversi opuscoli. A causa di una condanna antecedente per lo stesso reato (due anni con la condizionale), deve ancora scontarne sei.


Ernst Zuendel viene colpito ancora più duramente. Benché prosciolto in appello in Canada nel 1992, le manovre delle organizzazioni sioniste lo costringono a emigrare negli Stati Uniti con la moglie americana Ingrid Rimland. Da là viene deportato in Canada col pretesto di non essersi presentato ad una convocazione dell’ufficio dell’immigrazione; viene incarcerato per due anni senza alcuna accusa in condizioni disumane, per essere poi consegnato alla Repubblica Federale di Germania che gli commina cinque anni di carcere. Secondo il quotidiano Berliner Tageszeitung del 16.02.07 il tribunale ha respinto tutte le richieste di prove della difesa: che l’olocausto abbia avuto luogo o meno non ha importanza, ma la sua negazione è un reato in Germania. Nel Novembre del 2005 Germar Rudolf viene estradato dagli USA alla Germania , nonostante egli sia sposato con un’americana e che la copia abbia una figlia. Durante la sua detenzione di 14 mesi nel 1995 viene istruito contro di lui un nuovo processo che termina in una condanna a due anni e mezzo. Nel Gennaio 2008 l’avvocatessa tedesca Sylvia Stolz che difendeva Zuendel ed altri revisionisti, viene condannata a tre anni e mezzo per essere ricorsa ad argomenti revisionisti durante la difesa dei suoi clienti.


In Febbraio di quest’anno (2009) l’avvocato Horst Mahler, a Monaco, viene condannato a sei anni di galera per “negazione dell’olocausto” e mancanza di rispetto verso gli ebrei. A Marzo, a Potsdam, gli viene inflitta una seconda condanna (questa volta di cinque anni e due mesi), così, secondo la volontà della giustizia tedesca, dovrà restare in carcere fino al Maggio del 2020 quando avrà 80 anni.

L’idolo Olocausto esige dei capri espiatori “.

“ Gli stati la cui Costituzione garantisce la libertà d’opinione ma che, per combattere il revisionismo, ricorrono a metodi classici delle dittature totalitarie, svelano non soltanto l’ipocrisia dei suoi dirigenti, ma rendono poco credibile la versione ufficiale dell’olocausto “.


E Juergen Graf sottolinea l’importanza dell’opera dell’americano Arthur Butz (The Hoax of the Twentieth Century – La Mistificazione del 20° Secolo) disponibile anche in lingua tedesca con il titolo Der Jahrhundertbetrug edito dalla:


Historical Review Press
,23 Ellerker Gardens ,RICHMOND, SURREY TW10 6AA (GB)

ed anche in francese col titolo La Mistification du XXème Siècle.


Dopodiché affronta “Auschwitz” come argomento principale, poiché la propaganda politicamente corretta fa riferimento soprattutto a questo tema.


“ Nel 1945, ottanta “registri mortuari” di Auschwitz caddero nelle mani dei soldati dell’Armata Rossa. Registri simili a questi venivano tenuti in tutti i campi di concentramento. Ognuno comportava 1500 pagine; su ogni pagina figurava il nome, il cognome, la nazionalità, la data di nascita, quella del decesso e la relativa causa.

Quarantasei, degli 80 registri, furono messi a disposizione dall’URSS. Questo comprendono, con qualche lacuna, il periodo dall’Agosto 1941 al Dicembre 1943. Siccome una parte dei registri presenta delle pagine bianche, il totale dei casi mortali non è di 69.000 ma 68.751. Purtroppo i registri dei decessi inerenti il 1944, anno nel corso del quale la letteratura olocaustica colloca la maggior parte delle vittime delle “camere a gas”, non sono ancora disponibili. Senza alcun dubbio, i 34 registri restanti provengono totalmente, o in gran parte, dall’anno 1944. Possiamo quindi affermare che gli 80 registri contengano in tutto 119.000 o 120.000 nomi. A questo vanno aggiunti i nomi di 8.320 prigionieri di guerra sovietici che figuravano altrove, in un “libro dei decessi”.


Quindi il numero dei detenuti morti ad Auschwitz ammontava a circa 128.000, di cui un po’ più della metà erano ebrei “.


“ Il contenuto dei 46 registri trovati è stato pubblicato nel 1995. Se la versione ufficiale su Auschwitz è esatta non ci si dovrebbero trovare né vecchi, né bambini, in quanto questi sarebbero stati immediatamente mandati nelle camere a gas, senza immatricolazione. In verità, fra questi 68.751 morti si rilevano 2.584 bambini fino a 10 anni, 557 anziani di oltre 80 anni e 2.083 persone fra i 60 e i 70 anni.

Un esempio significativo: l’ebrea ceca Minna Grossova, deportata a Treblinka il 19 Ottobre 1942. Essendosi trattato di un campo di “puro sterminio”, dove sarebbero stati gassati addirittura ebrei idonei al lavoro, sarebbe un’immediata condanna a morte per questa donna di 68 anni. Ma la signora Grossova è stata trasferita da Treblinka ad Auschwitz, dove, secondo la versione ufficiale, doveva essere gassata immediatamente. Invece no: è stata presa in carico ed immatricolata in conformità alle prescrizioni. E’ morta il 30 Dicembre 1943. Dal punto di vista della storiografia ufficiale, il destino di questa donna è assolutamente inspiegabile. E il suo non è nemmeno un caso eccezionale! “

“ Passiamo al punto successivo. Il numero dei detenuti inidonei al lavoro era molto alto ad Auschwitz. Secondo la documentazione del campo, al 31 Dicembre 1943, 19.699 detenuti su 85.298, cioè il 23% circa, non erano idonei al lavoro. Se la versione ufficiale è esatta, questi uomini, scelti, sarebbero stati gassati o uccisi con iniezione letale. I documenti stabiliscono tuttavia che non era vero. Altro colpo portato alla versione ufficiale: i numerosissimi documenti sulle cure mediche ad Auschwitz. Al riguardo, Carlo Mattogno ha scritto un libro che, al momento attuale, è ancora inedito. Limitiamoci ad un solo esempio: il 27 Luglio 1944 viene pubblicata ad Auschwitz una statistica sugli “ebrei ungheresi temporaneamente alloggiati nel campo”. Fino a quella data, 3.138 ebrei ungheresi erano stati curati all’infermeria. Questa statistica, ben precisa, indicava le malattie curate. Secondo la letteratura dell’olocausto, dalla metà di Maggio alla metà di Giugno, centinaia di migliaia di ebrei ungheresi sarebbero stati gassati ad Auschwitz. Tuttavia non c’è un solo documento che stabilisca che anche un solo ebreo, ungherese o non, sarebbe stato gassato, mentre invece le cure mediche per oltre 3.000 ebrei ungheresi sono accertate senza ombra di dubbio. 1.426 di essi sono pure stati operati.

Come afferma anche uno storico ufficiale del museo di Auschwitz, il polacco Henry Swiebocki, dal 10 Settembre 1942 al 23 Febbraio 1944, sono state praticate nel campo ben 11.246 operazioni “.

Prima conclusione: non sono stati gassati bambini ad Auschwitz. Non sono stati gassati persone anziane. Non sono stati gasati ebrei non idonei al lavoro. Ma allora chi è stato gassato?


Risposta: nessuno!


La storia delle camere a gas omicide è una enorme impostura, come sto per dimostrarlo in breve in merito alla più celebre di tutte le “camere a gas naziste”, quella del campo principale di Auschwitz I alla quale Carlo Mattogno ha dedicato un libro intero “.


“ Come tutti i campi di concentramento, Auschwitz-I aveva anche un crematorio. Secondo la versione storica ufficiale, che si basa esclusivamente su delle testimonianze, la sua camera mortuaria, da Febbraio a Maggio del 1942, sarebbe servita da camera a gas per la messa a morte degli ebrei. Milioni di turisti hanno visto hanno visto questa “camera” da quando il Museo di Auschwitz ha aperto i battenti. L’esecuzione si sarebbe svolta nel seguente modo: tramite quattro aperture nel tetto della “ camera a gas”, un SS avrebbe gettato dei granuli di Zyklon B. Dopo la morte delle vittime i cadaveri sarebbero stati spostati nel locale dei forni. Siccome il crematorio era solo a 30 metri dall’infermeria, ciò significa che il segreto N° 1 del Terzo Reich, lo sterminio degli ebrei, era noto a pazienti e personale medico! “.


Juergen Graf fa ancora notare che l’acido prussico lascia delle tracce bluastre sui muri di un locale, però non vi è alcuna traccia nella presunta camera a gas di Auschwitz-I.


Inoltre l’autore afferma che la camera in questione (di 100 m2) presenta in una delle pareti dei tubi di due toilettes. Un progetto edilizio lo spiega: prima c’era una stanza ad uso lavanderia della quale sono state eliminate le pareti per ingrandire la “camera a gas “ !!


Dopo un esame della configurazione dei luoghi nel locale spacciato come camera a gas di Auschwitz, Juergen Graf passa alle testimonianze.

Rudolf Hoess che ha comandato il campo di Auschwitz fino alla fine di Novembre 1943, fu catturato dagli inglesi nel Marzo del 1946. Dopo essere stato picchiato per tre giorni, firmò delle confessioni secondo le quali, durante il suo comando, 2,5 milioni di persone furono gassate, mentre altre 500.000 morirono di fame e di malattie. Le confessioni erano redatte in inglese, lingua che Hoess probabilmente non comprendeva. In seguito fu consegnato ai polacchi. Prima della sua esecuzione, nell’Aprile del 1947, scrisse nella prigione di Cracovia degli “appunti” redatti evidentemente dai polacchi “.


Pery Broad, un SS di stanza ad Auschwitz, fu catturato dagli inglesi nel 1945. Poiché conosceva l’inglese, i britannici lo utilizzarono come interprete. Nel corso della sua prigionia egli scrisse un racconto sul periodo trascorso ad Auschwitz: egli vi conferma la versione della fabbrica della morte. Ne viene ricompensato venendo liberato nel 1947 mentre molti suoi colleghi finirono al patibolo. Broad ebbe salva la vita raccontando agli inglesi ciò che volevano sentirsi dire “.


Il testimone Fajnzylberg, che avrebbe fatto parte di una squadra preposta alla camera a gas, testimonia il
16.04.1945 davanti ad una commissione polacca. “ egli parla certamente di sterminio al crematorio I, ma afferma che non avveniva col gas ma con le pallottole. Quindi, l’attuale versione di Auschwitz, nell’Aprile del 1945 non era ancora stata messa a punto “.

Filip Mueller apparteneva anch’egli alla squadra speciale. Questo ebreo slovacco ha scritto nel 1979, quindi ben 34 anni dopo la fine della guerra, un libro intitolato Sonderbehandlung (trattamento speciale), stampato in Germania in 100.000 copie e ricoperto di encomi in tutti i media. Mueller vi descrive come, nella camera a gas del crematorio I, doveva svestire i cadaveri dei gassati. Una volta trovò nella tasca di un cadavere un pezzo di torta che divorò con avidità. Siccome non poteva divorare un dolce indossando una maschera a gas, bisogna concludere che Mueller era resistente all’acido prussico. Poi asserisce che al crematorio I venivano bruciati tre cadaveri in 20 minuti in una muffola. Cosa si può pensare? Nel 1975 un gruppo di specialisti inglesi ha stabilito il tempo minimo necessario per incenerire un cadavere adulto in una muffola: necessitano 63 minuti (…) “


Quante aperture c’erano, secondo questi  testimoni, nel soffitto della “camera a gas “ del crematorio I ?:


-   Un’apertura, secondo la dichiarazione di Rudolf Hoess davanti al tribunale di Cracovia il
12.03.1947

-   Sei aperture secondo gli appunti di Pery Broad


-   Due aperture secondo la deposizione di Fajnzylberg davanti alla commissione polacca il
16 Aprile 1945

Chi visita oggi il crematorio I non trova ne una, ne due, ne sei aperture ma quattro. Ogni commento è superfluo “.


“ Esaminiamo infine la questione di sapere come è nata la leggenda delle camere a gas di Auschwitz. La versione adottata oggi, secondo la quale gli ebrei venivano uccisi con l’ausilio dello Zyklon B, risale al rapporto Vrba-Wetzler.


Rudolf Vrba e Alfred Wetzler erano due giovani ebrei slovacchi che riuscirono ad evadere da Auschwitz nell’Aprile del 1944. Essi scrissero in lingua slovacca un rapporto sul campo che fu pubblicato in inglese negli Stati Uniti nel Novembre del 1944 dal “ War Refugee Board (Ente Rifugiati di Guerra), organizzazione diretta da Henry Morgenthau, ministro americano delle finanze “.


Il 27 Gennaio 1945 l’Armata Rossa libera Auschwitz. Il 2 Febbraio, una settimana dopo la liberazione del campo, appare sulla Pravda un articolo di Polevoi (Boris Polevoi, corrispondente di guerra) intitolato “ L’Industria della Morte ad Auschwitz “ (E’ stato prendendo conoscenza di questo testo, nel 1991, che Juergen Graf è stato avviato al revisionismo per via delle contraddizioni e delle impossibilità che vi erano rappresentate).


Nei mesi che seguirono la liberazione del campo, comparvero davanti ad una commissione polacco-sovietica, tre ebrei polacchi: Henryk Tauber, Shlama Dragon e Henryk Mandelbaum, che avevano fatto parte della “squadra speciale” e che erano sopravvissuti grazie a tutta una serie di miracoli. Dichiararono che gli omicidi di massa erano stati perpetrati con l’ausilio dello Zyklon B nei crematori, confermando così la versione del rapporto Vrba- Wetzler.


Il 24.05.1945 Tauber affermava che quattro milioni di persone erano state uccise ad Auschwitz, cifra che figurava anche nel rapporto di una commissione d’inchiesta sovietica 17 giorni prima.

Questo prova chiaramente che i testimoni erano già stati istruiti prima della loro deposizione. Fino al 1990 in Polonia è stata mantenuta la cifra di 4 milioni. Poi le vecchie targhe  commemorative (riportanti i 4 milioni) furono sostituite da nuove che indicavano le vittime di Auschwitz a 1,5 milioni “.

(Juergen Graf capì così l’imbroglio ed iniziò la lotta revisionista).


In realtà, l’Olocausto è una mostruosa calunnia, non soltanto del popolo tedesco che viene messo alla gogna per un genocidio inventato e avvenuto in presunti macelli chimici, ma di tutto il mondo occidentale e cristiano, accusato di aver saputo fin dall’inizio ciò che succedeva con lo sterminio ebraico “.



Traduzione a cura di SGF

Brani pubblicati nel mensile Courrier du continent.

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In verde testi di Olotruffa. Le foto non sono pertinenti col testo. Colore, foto, evidenziatura, grassetto, sottolineatura, NON sono parte del testo originale.WaA
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Commenti

Ottimo articolo. Base fondamentale per l'istituzione di un serio e scientifico approccio alla questione.

Scritto da: rudolf262 | 29 gennaio 2011

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