24 febbraio 2011

118) L’UGIF E LA RETATA DEL VELODROMO D’INVERNO 16 luglio 1942

vichy-les communistes et les juifs.jpgIl 27 Gennaio 2011, in occasione della “ Giornata della Memoria “, è uscito il film “ Vento di Primavera “ (titolo originale: La Rafle), una coproduzione tra Francia, Germania e Ungheria della francese Rose Bosch. Il film narra di una vicenda poco nota o poco ricordata nei libri di storia: il 16 Luglio 1942, 13.000 ebrei vennero rastrellati e deportati in un velodromo, dove vennero riuniti in attesa di deportazione. Di tutto ciò viene accusato il governo “collaborazionista” di Vichy, a quel tempo alleato della Germania.

Se questa vicenda è poco nota, ancora meno noti sono i reali fatti che si nascondono dietro e che la “storia ufficiale” si guarda bene di narrare.

Qui di seguito alcuni cenni riassuntivi:


- I -

IL LIBRO DI RAJSFUS

Maurice Rajsfus, Des Juifs dans la collaboration/L’UGIF 1941-1944 (Degli ebrei nella collaborazione/L’UGIF 1941-1944), prefazione di Pierre-Vidal Naquet, Editions EDI, Parigi 1980.

Estratto della 4a. di copertina:

Jewish police detain a former Kapo.gif

Foto: ebreo,kapò di lager

Dal 1941 al 1944, alcuni notabili ebrei francesi hanno servito la politica di Vichy ?

Hanno facilitato la politica di sterminio condotta dai nazisti ? Queste due domande trovano la risposta in questo libro il cui autore, all’epoca adolescente, ha vissuto questo periodo drammatico che vedeva questi notabili “per bene” partecipare alla creazione di un’organizzazione (UGIF – Union Générale des Israélites de France – Unione Generale degli Israeliti di Francia), che permetterà l’intensificazione della repressione anti-ebraica. In nome della politica del male minore, i dirigenti dell’UGIF accetteranno la legge razzista ed applicheranno le direttive di Vichy. (….)


Estratto della pagina 54:

Gross Rosen KAPO Jewish Armband.jpg

Armband kapò ebreo ,lager .Foto.

La mattina del 15 Luglio 1942, iscritti all’UGIF vengono convocati tramite lettere con posta pneumatica alla sede dell’organizzazione dove sono centralizzati i servizi sociali dell’organizzazione stessa. Cos’è quindi che ha richiesto l’invio urgente di lettere con posta pneumatica ? Si tratta semplicemente di confezionare migliaia di etichette di cartone alle quali viene attaccata una cordicella. Le etichette assomigliano stranamente a quelle che venivano attaccate al collo dei bambini che venivano evacuati nel 1940. Alla sede dell’UGIF sono già perfettamente al corrente da qualche giorno circa le grandi retate che avranno luogo il 16 e 17 Luglio e le etichette sono destinate alle migliaia di bambini che verranno separati dai loro genitori arrestati e trasferiti al Velodromo d’Inverno, poi al campo di Beaune-la-Rolande, prima di essere deportati verso Est.

Sembra infatti, in base a numerose testimonianze, che, dal 13 al 14 Luglio 1942, i dirigenti dell’UGIF fossero perfettamente al corrente degli eventi che stavano per prepararsi.


- II -

ARTICOLI DI ROBERT FAURISSON

Robert Faurisson, Ecrits Révisionnistes (1974-1998). Edizione privata esaurita. Parigi (1999) 2004

jewish-ebraica-OberKapo.jpg

Fascia da braccio per kapò superiore ebraico in lager.

 

Estratto del Tomo III, pag. 1444:

Vichy, durante la guerra, è stato un luogo di una così fitta collaborazione ebraica che gli ebrei vi affluivano ed assediavano letteralmente Philippe Pétain e Pierre Laval. L’UGIF (Union Générale des Israélites de France) era finanziata da “Vichy”. La retata del Velodromo d’Inverno (ogni paese effettua retate di cittadini stranieri che, in tempo di guerra, rappresentano un pericolo: ivi compresi i bambini) è stata possibile grazie alla collaborazione degli addetti all’UGIF (che ha taciuto la data della retata e ha fatto preparare cordicelle, etichette e pacchetti). In tutta Europa è esistita una vivace “internazionale ebraica della collaborazione” (Maurice Rajsfus).


Estratto del Tomo IV, pag. 1592:

belzec-kapo.jpg

Kapò ebrei nel lager di Belzec

In Francia, l’Unione Generale degli Israeliti di Francia (UGIF) aveva collaborato alla retata del Velodromo d’Inverno. Nel 1947, al processo di Xavier Vallat, la sig.na Libers ricordava in quali circostanze era stata assunta come assistente dell’UGIF il 16 Luglio 1942:

“ Mi sono presentata all’UGIF perché, in qualità di giornalista senza più in lavoro durante la

guerra, ho pensato che come assistente sociale all’UGIF avrei potuto essere d’aiuto a qualche

persona bisognosa. Mi sono presentata nel Maggio del 1942 e mi fu risposto che al momento

non c’era lavoro. Aspettai, e fu la sera del 15 Luglio 1942 che ricevetti una lettera per posta

pneumatica che mi chiedeva di presentarmi all’UGIF il 16 Luglio al mattino.

La mattina del 16 Luglio mi recai all’UGIF alle ore 9 e vi trovai altre persone che stavano

cercando lavoro. In quel momento assistevamo ad una vera e propria messa in scena, cioè ci

facevano preparare delle etichette con una cordicella che dovevano sicuramente essere

attaccate da qualche parte. La notte del 16 Luglio ebbero luogo le retate di donne e bambini

ebrei. Comprendemmo, il 17 mattina, che ci avevano fatto preparare questo lavoro perché già

sapevano fin dal giorno 15 che le retate avrebbero avuto luogo “. (1)

La stessa sig.na Libers aggiunge che l’UGIF forniva ai suoi assistenti sociali degli incarichi firmati dalle autorità della SS per andare a prelevare bambini ebrei e portarli al centro Lamarck, da dove venivano poi portati a Drancy (2). Sappiamo che da Drancy alcuni venivano inviati in seguito ad Auschwitz. Il campo di Drancy era, sotto la sorveglianza delle autorità tedesche e francesi, ampiamente autogestito dagli ebrei. (3)


Estratto del Tomo IV, pag. 1859:

Cruel-Jewish Nazi Police.gif

Polizia ebraica di ghetto.

Al processo, J.M. Varaut non ha in effetti aperto questi due vasi di Pandora: sia quello dell’UGIF e dei “ juifs bruns “ (ebrei bruni), che quello di Drancy e di questo campo governato dagli ebrei (Robert Blum firmava i suoi appunti compresi quelli relativi all’allestimento dei convogli per la deportazione: “Il Tenente-Colonnello Blum, comandante del campo di Drancy”).

J.M. Varaut si è astenuto dal ricordare che l’UGIF aveva partecipato alla preparazione della retata del Velodromo d’Inverno nel Luglio 1942.

Nella sua bramosia di screditare Vichy, ha ampiamente minimizzato l’interposizione dello Stato Francese sia nelle deportazioni degli ebrei, che nella sistemazione, a favore degli ebrei, delle controversie con le autorità tedesche: ad esempio, quando, in seguito ad attentati contro soldati tedeschi, gli ebrei si erano visti comminare un ammenda di un miliardo (cioè un miliardo e mezzo di oggi), il Maresciallo Pètain e Xavier Vallat sono subito intervenuti per far versare questa somma dall’Ente bancario, con promessa di rimborso totale da parte dell’UGIF….entro i successivi 99 anni! Alcune alti esponenti del Gran Rabbinato e del Concistoro Centrale, nonché responsabili di altre organizzazioni ebraiche, intrattenevano eccellenti relazioni con il Maresciallo Pétain o con alti funzionari di Vichy. Nel giornale Le Monde Juif (il mondo ebraico), la penna di Simon Schwarzfuchs scriveva:

“ Si può d’altronde affermare che le diverse comunità (ebraiche di Francia) non furono scontente

del ruolo avuto dai loro rabbini durante l’occupazione; la stragrande maggioranza non aveva

considerato di partire per andarsene in Svizzera o in Spagna, nemmeno in clandestinità. Le

funzioni religiose furono ovunque celebrate regolarmente là dove il numero e la disponibilità

dei fedeli lo giustificasse. A Parigi la maggior parte delle grandi sinagoghe erano rimaste aperte

durante le intere ostilità “. (4)

Dopo la liberazione, gli ebrei che avrebbero dovuto avere a che fare con la giustizia per collaborazionismo col nemico, sfuggirono alla sorte comune e furono discolpati da dei “tribunali d’onore” composti unicamente da loro correligionari.

A quell’epoca Léon Meiss (alto magistrato ebreo) dovette occuparsi della liquidazione morale dell’UGIF: delle commissioni d’onore ricevettero dei rimproveri fatti ad alcuni loro dirigenti ma, in fin dei conti, furono tutti più o meno riabilitati. Non ci fu alcuna epurazione in seno al giudaismo. (5)

NOTE:

1 – Le Procès de Xavier Vallat, pag. 366-367, la Sig.na Libers testimoniava a carico

2 – Id., pag. 368-369

3 – M. Rajsfus, Drancy. Un camp de concentration très ordinaire 1941-1944 (Drancy. Un campo di concentramento molto normale, 1941-1944)

4 – Le Monde Juif (Il mondo ebraico), Settembre-Dicembre 1996, pag. 17

5 – Id., pag. 100

Traduzione a cura di: Gian Franco SPOTTI

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