25 febbraio 2011

119) Dicerie Einsatzgruppen: l' oscenità olocaustica di patrick desbois

FALSO TESTIMONE: PADRE PATRICK DESBOIS E L’”OLOCAUSTO” IN UCRAINA

Patrick Desbois.jpgdi Stephan Gallant, Maggio 2009[1]

La miriade di uccisioni attribuite alle forze tedesche in Unione Sovietica – gli Einsatzgruppen e altri – ha giocato a lungo un ruolo secondario, rispetto alle presunte camere a gas, nella tesi che i tedeschi abbiano ucciso circa sei milioni di ebrei durante la seconda guerra mondiale. Di recente, tuttavia, le fucilazioni di massa a cui si attribuisce la morte di più di un milione di ebrei stanno ricevendo maggiore attenzione.

Negli ultimi anni Padre Patrick Desbois (a destra nella foto)è stato molto ospitato sui media per i suoi sforzi di pubblicizzare certe apparenti fosse in Ucraina che a suo dire contengono i corpi di circa un milione e mezzo di ebrei massacrati dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale. All’inizio di Marzo, diversi revisionisti della zona di New York hanno avuto la possibilità di vedere il prete francese in persona alla New York Public Library, dove lui e il suo nuovo libro,
The Holocaust by Bullets [L’Olocausto mediante pallottole][2] erano al centro dell’attenzione.

Traumatizza
e impaurisci

Prima che Padre Desbois si mostrasse al centinaio circa di convenuti, in maggioranza (prevedibilmente) ebrei, è stato mostrato un video professionale che presentava la vicenda del prete francese. Lui e la sua squadra incrociano più volte la campagna ucraina, interrogano i testimoni, visitano i siti delle fosse, scoprono le cartuccere tedesche, e aprono almeno una fossa comune. Tutto indicava che quasi tutto il pubblico stesse assistendo con orrore reverenziale; certamente, la tesi del narratore secondo cui la posizione di alcuni scheletri, oltre sessant’anni dopo, mostrava che erano stati sepolti vivi non ha suscitato dubbi, tranne nella manciata di revisionisti presenti.


Poi ha fatto il suo ingresso Padre Desbois, accompagnato dal direttore della biblioteca Paul LeClerc. Desbois è un uomo tarchiato ed energico, che appare irlandese quanto basta, per via del nome, e che parla bene inglese (il suo forte accento raramente è stato un problema). Padre Desbois non ha tenuto una conferenza ma è stato intervistato da LeClerc, un esile studioso di Voltaire di circa sessant’anni. LeClerc gli ha fatto domande con un atteggiamento complice e appassionato, alla Charlie Rose
[3], ma – come la maggior parte dei profani quando si occupano dell’Olocausto – ha mostrato una capacità di comprensione poco più che da neofita. Tutto ciò per Desbois era un bene, perché la forza di persuasione del suo shtick[4], che promuove vigorosamente da diversi anni, dipende dall’accettazione acritica di coloro che abbracciano il culto dell’Olocausto.

Così, LeClerc ha lanciato a Desbois domande facili, e per il resto si è comportato con deferenza. Desbois ha esposto le sue presunte scoperte, e ha rivelato qualcosa del suo “metodo”. Le sue risposte sono state abbastanza in linea con il suo libro. Da diversi anni viaggia in Ucraina in cerca di testimoni delle fucilazioni di massa degli ebrei da parte degli Einsatzgruppen e di altre unità tedesche – testimoni che possano condurlo alle fosse comuni. La sua rievocazione delle presunte testimonianze era piena di dettagli che puzzano di pornografia olocaustica, e che hanno suscitato gli ansiti e i piagnucolii del pubblico: bambini gettati in aria come bersaglio, vittime frequentemente sepolte vive, e fosse che tremano e si smuovono per giorni a causa degli spasmi dei corpi ancora in vita. ussr-393-prova-norimberga-sapone-umano.jpg

Nella foto una delle molte "prove" prodotte al Tribunale di Norimberga, miseramente fallite e dimostrate come falsi storici: il SAPONE fatto col grasso ebraico!

Questo sacerdote non si è fatto scrupolo di raccontare la diceria di un “testimone” secondo cui, mentre scavava in una fossa comune sette giorni dopo la fucilazione, venne afferrato da una mano che era emersa dalla terra per afferrargli il badile.

I difetti
metodologici di “Holocaust by Bullets

Tuttavia, come accade con molta “storiografia” dell’Olocausto, evocare dettagli raccapriccianti aiuta ad oscurare il più concreto compito di stabilire quello che è davvero accaduto. In realtà, per quelli che si sono presi il disturbo di leggere attentamente il celebrato
Holocaust byBullets di Desbois (New York: Palgrave MacMillan, 2008) – sovvenzionato da quel US Holocaust Memorial Museum che è finanziato dal contribuente – e di seguire le sue varie dichiarazioni alla stampa, la recente dichiarazione del prete - secondo cui, “E’ un’indagine. E’ una raccolta di prove, come la polizia raccoglie le prove. E’ la nostra risposta ai negazionisti” (http://www.earthtimes.org/articles/show/261751,priest-see... ) - suona vacua come i peggiori tentativi di comprovare le accuse relative alle camere a gas.

Prima di tutto, Desbois ammette di non aver scavato sistematicamente le presunte fosse comuni in cui si è imbattuto: ha detto al pubblico che egli, semplicemente, apre una presunta fossa per accertarvi la presenza di resti umani, poi la richiude per non trasgredire – così dice – i presunti divieti religiosi ebraici contro la profanazione dei morti. Robert Faurisson ha evidenziato l’assurdità di questa procedura e la falsità, da parte di Desbois, di accampare la legge ebraica (
http://www.rense.com/general80/furg.htm ). Inoltre, Desbois afferma, in Holocaust byBullets, di aver raccolto cartuccere tedesche – ma a quanto pare non le pallottole – vicino ad alcune delle presunte fosse comuni. Ma come è stato osservato da Faurisson, i sovietici a Katyn utilizzarono pallottole tedesche, così che le cartuccere, anche se autentiche, non necessariamente chiamano in causa i tedeschi.

E’ sufficiente aggiungere che l’Ucraina fu, nella prima metà del 20° secolo, il cimitero dell’Europa dell’est, con le sepolture di massa causate dalle grandi battaglie della prima guerra mondiale, dai combattimenti e dalle epidemie che accompagnarono la rivoluzione sovietica, dalla massiccia mortalità della carestia ucraina e dalle enormi perdite militari e civili della seconda guerra mondiale. Il rifiuto, da parte di Desbois, di quella che dovrebbe essere la procedura di prammatica di ogni competente agenzia di polizia del mondo – esaminare le vere fosse e il loro contenuto – è sufficiente a liquidare lui e la sua “indagine”.


olocausto-pinocchio.jpgVa detto che sono i testimoni che Padre Desbois si è specializzato a scoprire, a essere le star del suo show. Il suo libro Holocaust by Bullets, il video mostrato in biblioteca, e i suoi commenti lì, si sono dilungati sulle loro risposte alle sue domande, ma hanno offerto poco per indicare in che modo abbia stabilito che avevano visto quello che dicevano, o come abbia separato le testimonianze raccolte dalle cose riferite per sentito dire, o come abbia affrontato il problema della capacità di ricordare da parte dei settuagenari sessant’anni dopo gli eventi. Come se queste falle non fossero sufficientemente gravi, Padre Desbois porta la credulità al punto di rottura affermando che i suoi “testimoni” [un tempo] bambini spesso esercitarono una parte integrale nei massacri: egli scrive degli ucraini costretti ad aiutare a compiere le uccisioni, “la maggior parte dei quali erano bambini” (p. 97).


Forse riconoscendo i suoi problemi con le prove forensi e le testimonianze oculari, Padre Desbois ha parlato al pubblico della biblioteca del suo uso delle fonti documentarie, principalmente rapporti degli Einsatzgruppen e della Commissione Sovietica sui crimini tedeschi nei territori sovietici, per le informazioni sulle presunte fucilazioni tedesche. Per quanto riguarda quest’ultima fonte, le sue scoperte più importanti furono che i tedeschi gasarono oltre quattro milioni di persone ad Auschwitz e che furono i perpetratori del massacro degli ufficiali polacchi a Katyn. E, mentre sia i revisionisti che gli sterminazionisti hanno discusso l’attentibilità e persino l’autenticità dei rapporti degli Einsatzgruppen, nessuno è riuscito ad eguagliare la vista acuta del prete francese per i dettagli che essi nascondono. La sua dichiarazione a un giornale israeliano (corroborata a p. 155 del suo libro) rivela molto – fin troppo, del metodo di Padre Desbois:


“In molti casi, non c’è assolutamente nulla sotto la superficie, solo polvere e ceneri, perché i tedeschi distrussero tutte le prove dei massacri”, aggiunge Desbois.

“In tali casi, per valutare il numero delle vittime, ci dobbiamo affidare basilarmente alla documentazione nazista. Con il tempo e l’esperienza, abbiamo scoperto che i rapporti a Berlino erano criptati sotto la copertura di un’innocente previsione metereologica quotidiana: il numero delle nuvole stava per il numero delle tombe e la quantità di pioggia indicava il numero delle vittime ( Haaretz, 17 Maggio 2007).

Sfidare
il soprannaturale

Come Robert Faurisson e altri revisionisti hanno notato, gli assertori del tentato sterminio degli ebrei nella seconda guerra mondiale hanno sempre più cercato rifugio in malcelate giustificazioni religiose per l’accettazione delle camere a gas, dei sei milioni, e dell’Olocausto (esso stesso, un termine religioso). Desbois, in quanto prete francese pesantemente coinvolto nel “dialogo” con gli ebrei, rientra in pieno in tale quadro, in cui il disprezzo per le prove fisiche e l’accettazione acritica delle testimonianze costituiscono la tentazione più facile, con il tentativo di rafforzare l’ortodossia e di zittire i dissidenti dietro l’angolo.


olocaustianità-olocaustica-religione-olocash.jpgAll’evento della New York Public Library, Padre Desbois è stato stridulo nel suo sforzo di spingere la Chiesa cattolica persino oltre l’accettazione del culto dell’Olocausto. Egli ha vigorosamente condannato la rimozione di Papa Benedetto XVI della scomunica al Vescovo Williamson - dalla spiccata sensibilità revisionista - ed è visibilmente sussultato quando uno spettatore gli ha chiesto degli sforzi per canonizzare Papa Pio XII.

Il prete francese ha anche condannato Robert Faurisson e gli altri “negazionisti”, e ha espresso la sua approvazione per le leggi francese e tedesca mirate a rovinarli e a incarcerarli: tutto questo mentre il suo interlocutore, lo studioso di Voltaire Paul LeClerc, approvava in silenzio.

Padre Desbois e il suo pubblico, tuttavia, sono andati incontro a un grosso shock quando il ben noto revisionista Michael Santomauro (Reporter’s Notebook; Theses and Dissertation Press) si è fatto avanti per rimproverare il prete francese per aver liquidato il fondatore del revisionismo dell’Olocausto Paul Rassinier descrivendolo come un fascista. Santomauro ha smascherato in modo convincente l’ignoranza (se non la malafede) di Desbois, e ha difeso efficacemente il revisionismo dell’Olocausto e i suoi aderenti, nonostante i tentativi del moderatore di zittirlo. L’apparizione in mezzo al pubblico di un revisionista informato e non intimorito ha visibilmente smontato l’uditorio (sebbene gli ebrei e gli altri presenti si siano comportati sempre in modo educato), e il periodo riservato alle domande è rapidamente terminato, a quanto pare per facilitare Padre Desbois nella vendita delle copie autografate del suo libro.


Mai sottovalutare l’impatto di alzarsi e di prendere posizione in favore del revisionismo!


[1] Traduzione di Andrea Carancini Il testo originale è disponibile all’indirizzo: http://www.codoh.com/newsite/sr/online/sr_161.pdf
[2] Uscito in edizione italiana con il titolo: Fucilateli tutti!: http://www.marsilioeditori.it/autori/libro/3179680-lfucil... .
[3] Famoso intervistatore e giornalista americano: http://en.wikipedia.org/wiki/Charlie_Rose
[4] Termine yiddish che nel gergo teatrale sta per “numero”, “esibizione”.(Fonte) http://andreacarancini.blogspot.com/2009/12/la-pornografia-olocaustica-di-patrick.html

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Riportiamo l'analisi ,su tanto libro di tale prete, del ricercatore storico Friedrich Paul Berg (foto)

L'opinione di Friedrich Paul Berg su Padre Patrick Desbois

Friedrich Paul Berg.jpgHo il libro The Holocaust by Bullets [L’Olocausto mediante pallottole] di Padre Patrick Desbois. E’ sbalorditivo per la sua totale mancanza di qualsiasi prova forense che anche una sola persona sia stata uccisa dai nazisti [nel corso delle rappresaglie antipartigiane sul fronte dell'Est].

Nemmeno il più piccolo frammento di osso è stato trovato in una qualunque delle presunte fosse comuni. La “prova” che viene presentata in tre delle sedici pagine di foto a colori consiste in nulla più che cartucce di pallottole consumate, presumibilmente tedesche, trovate vicino a qualcuna delle presunte fosse comunima non è stato trovato nemmeno il più piccolo osso o il frammento dei vestiti di una vittima, o di chiunque altro. Nelle 16 pagine di foto a colori, a parte le cartucce delle pallottole, tutto quello che si può vedere sono tetri scenari di fattorie russe in rovina e cosiddetti “testimoni oculari” che appaiono come i più patetici “scemi del villaggio che si possano trovare.

monoteismo-semita-semitic-monotheism.jpgIl libro non è semplicemente l’opera di un solitario mitomane in abiti talari, ma è il prodotto di una importante collaborazione con lo Yad Vashem e l’UHSMM [United States Holocaust Memorial Museum]. Il libro è anche un “National Jewish Book Award Winner” [vincitore del premio nazionale ebraico del libro]. Sul retro della copertina, Deborah Lipstadt ci dice che “Il suo [di padre Desbois] contributo alla storia e alla memoria umana, per come è stato registrato in questo importante libro, è incommensurabile. Il libro è stato anche “pubblicato con il sostegno dell’USHMM”.

Bene, il libro smantella tutto quello che ci è stato detto sugli Einsatzgruppen questo è il suo contributo alla storiografia, ed è davvero un grande contributo. Dove Desbois si aspettava di trovare prove forensi sostanziali, non ha trovato assolutamente nulla se non semplice spazzatura. Per coprire il suo fallimento, Desbois fa ricorso alla vecchia storia che i nazisti riesumarono tutti i corpi molto tempo dopo che le vittime erano state fucilate, e che le bruciarono all’aperto, da qualche parte. Bene, vi sarebbero dovute essere ancora grandi quantità di frammenti di ossa, se questo è il modo in cui andarono le cose.

Uno deve leggere il libro da sé, per capire che la mistificazione è davvero putrida per quanto è grossa. E’ anche un’ulteriore ragione per chiedere che i “revisionisti” che ancora credono all’insensatezza dell’”Olocausto mediante pallottole”, Mark Weber e David Irving in modo particolare, presentino qualche prova seria o la smettano con la loro vigliaccheria.

Il cosiddetto Olocausto è davvero una sporca MISTIFICAZIONE. Non ci fu nessun programma di sterminio, né mediante gas né MEDIANTE PALLOTTOLE.

Desbois, senza capirlo, ci fornisce la più grande prova indiretta che si possa immaginare.(Fonte)

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In ultimo una frase rivelatrice del prete:

Desbois ha parlato così dei suoi finanziatori:

6,000,000-6.000.000-sei milioni-ebrei.gif«Siamo sostenuti enormemente da varie organizzazioni, la Fondazione per la memoria della Shoah soprattutto, e da Madame Veil che ci ha fatto conoscere nei media, nonché da altre fondazioni e personalità, anche del mondo cristiano. Tuttavia ci dobbiamo attivare per poter far quadrare il nostro bilancio,

perché questo bilancio dipenderà dal fatto che si trovino o no i morti.

Si è dunque costretti a dispiegare tutta una ricerca di fondi per giungervi, sapendo che tutta l’organizzazione è completamente trasparente»[*] .

In altre parole: più morti, più fondi. E più morti, più notorietà. Fonte: cliccare QUI

 

[*] Père P. Desbois: « Nous avons aussi nos ennemis». Par Caroll Azoulay pour Guysen International News. 1° giugno 2009, in: http://www.guysen.com/articles.php?sid=10016.

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Tale prete  Patrick Desbois ha ricevuto la laurea honoris causa dall’Università Ebraica di Gerusalemme(fonte). Una frase del prete:..."Ma lei apre le fosse comuni? “Me ne guardo bene. Non è compito mio, semmai dei rabbini"...

MA, subito la cronista afferma..."Finora padre Desbois ha trovato più di 800 fosse comuni, alcuni grandissime, con i resti di 45.000 corpi"...(fonte) !

Domanda : come può aver contato 45.000 corpi se NON ha aperto le fosse?

Non soddisfatto il prete afferma :..."Ho incontrato un paio di sopravvissuti: bambini allora, che, sepolti vivi, sono riusciti, grazie alla taglia minuscola, a farsi strada e uscire da sotto la catasta dei cadaveri”...(Fonte)

Se capiamo bene questi due sarebbero stati sepolti ,quindi nel breve periodo di qualche minuto (senza respirare ,sotto terra,si campa ben poco) si sarebbero districati tra terra e mare di cadaveri pesanti...riemergendo !

Fantastico! Altri 2 soggetti  OLOMIRACOLOSAMENTE SCAMPATI!

Sul caso di questo prete,Desbois,si legga l'analisi di Carlo Mattogno,cliccare QUI

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In verde testi di Olotruffa. Colore, foto, evidenziatura, grassetto, sottolineatura, NON sono parte del testo originale.

Contatto mail di Olotruffa: waa359@libero.it / Contatto Skype di Olotruffa: velvet-blu

Commenti

Una domanda: perchè i Russi a Katyn usarono pallottole di fabbricazione tedesca? Dove presero tali pallottole?

Scritto da: Ologramma | 25 febbraio 2011

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Ciao Ologramma,
ogni tanto trovo i tuoi quesiti sul sito...Purtroppo sei, quasi sempre, off-topic...
Perchè i Russi utilizzarono pallottole tedesche? Bisognerebbe chiederlo a loro; quando operano i sovietici, infatti, c'è sempre da aspettarsi la sorpresa...ma a loro, che "uccidono a fin di bene", tutto è permesso....
Le uccisioni di massa, le distruzioni dei nazionalismi, lo sradicamento dei popoli dalla loro terra d'origine, l'annientamento delle classi dirigenti, sono esempi tipici della "realpolitik" sovietica...Lo stesso Marx disse che non si realizzerà mai la dittatura del proletariato se non avverrà la rivoluzione che spazzerà via i nemici del popolo...E tra quest'ultimi ci sono praticamente tutti: nazionalisti, credenti, monarchici, ministri del culto, borghesi, aristocratici....ecc. ecc. ecc. finanche comunisti in disaccordo con le direttive centrali...Ecco perchè il Comunismo ha fatto tanti morti: sono tanti quelli da annoverare nel cerchio dei "nemici del popolo"....
Il massacro di Katyn va letto in quest'ottica: i comunisti vollero distruggere l'intera classe dirigente polacca per ottenere un popolo senza dirigenti...In poche parole, si cercò di trasformare una terra di confine dell'impero sovietico in una tranquilla colonia di schiavi senza possibilità di avere dei capi che avrebbero potuto, in futuro, guidare una rivolta!!!! E' la stessa politica che venne usata in Ucraina, quando 7 milioni di persone furono costrette, dalle requisizioni di cibo, effettuate dai sovietici, a morire di fame...Gli Ucraini, infatti, con a capo i kulaki, si ribellavano continuamente alla politica di Stalin...Per questo il feroce capo sovietico spezzò il nerbo della nazione mediante l'Holomodor (la fame di massa) che trasformò l'intero stato in un immenso campo di sofferenza e morte per inedia...I Tedeschi, durante l'offensiva contro l'URSS, quando passarono in Ucraina nel 1941, furono accolti come liberatori...Si registrarono scene di gioia e di giubilo alla vista delle truppe teutoniche che avanzavano baldanzose nella steppa...Qualche anno più tardi il comunista yugoslavo Tito diede il via ad una simile operazione di pulizia etnica, nei confronti degli Italiani, nella Venezia Giulia, in Istria e Dalmazia...Se i sovietici avessero conquistato l'Italia nel 1945, molti milioni di Italiani sarebbero morti e la nostra nazione sarebbe affogata in un bagno di sangue....
Tornando a noi, quindi, non c'è da meravigliarsi che l'URSS aveva pallottole tedesche nei suoi arsenali...I sovietici avevano ricevuto aiuti dalla Germania durante la guerra russo-finnica (un piccolo errore di Hitler!); addirittura, la gran parte della flotta sovietica fu costruita, negli anni 30, nei cantieri navali italiani (un grande errore di Mussolini!)...Tra i due blocchi [italo-tedesco e sovietico] c'era stata una collaborazione e scambi commerciali. E' da ricordare il patto di amicizia italo-russo del 1933 ed il patto Ribbentrop-Molotov del 1939...
Sono al corrente che qualche sito comunista nostalgico del "sogno operaio" cerca ancora di attribuire ai Tedeschi l'eccidio...ma puoi stare certo che a Katyn, visto il movente e la dinamica del delitto, un assassino di nome Stalin ha firmato uno dei suoi tanti crimini..

Scritto da: Milite Ignoto | 25 febbraio 2011

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Per Ologramma e Milite Ignoto:
E soprattutto taglia la testa al toro l'ammissione di colpa da parte degli stessi russi, dopo la caduta del muro di Berlino.
Vi sembra possibile che gli ex sovietici si fossero addossati un crimine compiuto dai tedeschi? Ma neanche per un miliardo di dollari!

Scritto da: nemo profeta | 26 febbraio 2011

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C'è un'altra cosa che voglio sapere, a costo di andare di nuovo off-topic: Quali prove esistono che gli ebrei "deportati all'est" siano stati trattenuti dall'unione sovietica dopo la liberazione dei campi?
Mi sembra che questa sia la tesi dei revisionisti (altrimenti non si spiega che fine abbiano fatto gli ebrei mancanti).

In questo video ( http://www.youtube.com/watch?v=YCzWSFddoYw ), a partire dal minuto 5:13, si racconta di un ebreo polacco "liberato" dai russi, cioè deportato in un gulag. Dopo 5 anni di prigionia riesce a scappare.
Prima cosa: quanti sono i casi come questo? Sono tanti e documentalmente provati?
Seconda: conoscete questo ebreo? E' famoso, ha scritto qualche libro ecc.?
Terza: lui dice che il tasso di mortalità era del 50%, che lavoravano al freddo e che non ricevevano da mangiare. Altro che "cure mediche" da parte dei nazisti.

Scritto da: Ologramma | 27 febbraio 2011

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A me interessa il viaggio di quella gente fino al confine della "riserva ebraica".Oltre si interessino altri.
Non conosco il soggetto del racconto del Guzzanti.
Come abbia stabilito il tasso del 50% (a meno che non fosse impiegato all'ufficio addetto alla contabilità mortuaria)non è dato sapere.Classica propaganda nera,visto il livello infimo del video.
In inverno nelle cave ,qui da me, si lavora allo scoperto ed al freddo.Nel 2011.
L'idiozia che Lei riporta,spero per Lei se ne dissoci,che lavorassero senza mangiare è degna della mente malata che l'ha partorita.Il bisogno PRIMARIO,per i Tedeschi,era che gli internati lavorassero quindi che logica è quella di non dar da mangiare?In aggiunta ,che senso ha aver un'alta mortalità in un centro di lavoro?
Argomenti indegni di un cervello normale,non oloinfettato.
Un giorno questi "casi" di propagandisti orrorifici saranno studiati in psichiatria criminale.

Scritto da: Olo (dogma-truffa) | 28 febbraio 2011

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"In inverno nelle cave ,qui da me, si lavora allo scoperto ed al freddo.Nel 2011."
Ma lei lavora con una divisa di tela sottile e qualche straccio per coprirsi?

"In aggiunta ,che senso ha aver un'alta mortalità in un centro di lavoro?"
Ad Auschwitz sono morti 120.000 ebrei (come dite voi). Le sembra una bassa mortalità? E poi mi viene a dire che per i tedeschi "Il bisogno PRIMARIO era che gli internati lavorassero"? E' per questo che ne sono crepati 120.000? Grandi sforzi per tenerli in vita hanno fatto i tedeschi!!

"L'idiozia che Lei riporta,spero per Lei se ne dissoci,che lavorassero senza mangiare è degna della mente malata che l'ha partorita"
Anche un cervello normale capisce che non va preso alla lettera, ma significa che le razioni di cibo per gli ebrei erano scarse e insufficienti, al di sotto del fabbisogno alimentare di una persona. Cioè esattamente "senza mangiare".
Eccole un bel documento tedesco dell'epoca con le restrizioni alimentari imposte agli ebrei. Il testo comincia così: "Gli ebrei non dovranno più ricevere i seguenti generi alimentari:..."
http://www.olokaustos.org/archivio/documenti/reg/cibo.htm

"quindi che logica è quella di non dar da mangiare?"
E' la logica spiegata nel documento sopra citato, la logica della discriminazione razziale e razzista. Quella espressa anche nei protocolli di Auschwitz: chi sopravvive bene, chi muore fatti suoi. è la dura legge del più forte, del più evoluto.

Scritto da: Ologramma | 28 febbraio 2011

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Dalle foto della "liberazione" del lager di Auschwitz si vedono persone coperte ,come nelle foto della evacuazione di Auschwitz.
Mai detto ci fosse una bassa mortalità,anzi nei testi del Mattogno si rileva la preoccupazione della dirigenza SS di limitare al massimo tale mortalità.Ci sono documento in questo senso.
Le interpretazioni e allegorie non fanno la Storia:affermare ..."senza mangiare"... significa SENZA mangiare.
Le limitazioni alimentari di cui parla il link non sono riferite agli internati,mi par di capire,sbaglio?
Lei sa che dal Marzo 1933 la Germania subiva l'embargo e boicotaggio da parte ebraica,a livello mondiale,cosa pretenderebbe,lei ora?Che i tedeschi non avessero il diritto di contraccambiare il piacere?
Cosa dicono di corretto i "protocolli di Auschwitz"?
Sul nostro sito ci sono articoli documentati su tale favola del vrba,se li legga e poi ci mediti sopra.
La ritenevo più intelligente e preparato.
E' la mia ultima risposta.

Scritto da: Olo (dogma-truffa) | 28 febbraio 2011

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vorrei ricordare a Ologramma che la SEGREGAZIONE RAZZIALE istituzionalizzata negli Stati Uniti del Bene Assoluto durò fino alla metà degli anni '60... le leggi "Jim Crow" furono emanate fino al 1965 e di fatto servirono a creare e mantenere la segregazione razziale in tutti i servizi pubblici, istituendo il suprematismo razzista nei confronti dei neri americani e dei i membri di altri gruppi razziali diversi dai bianchi.
La separazione era assoluta nelle scuole pubbliche, nei luoghi pubblici e sui mezzi di trasporto e ci fu un'evidentissima differenziazione dei bagni e dei ristoranti tra quelli per bianchi e quelli per neri.... persino nell'esercito venne applicata la segregazione razziale e ovviamente i "bianchi" mangiavano meglio degli "sporchi negri"...
Consideri infine che sto parlando di un periodo di relativa pace, l'America razzista e suprematista non subì alcuna dichiarazione di guerra da parte di "internazionnali africane" o similari... in Alabama negli anni '60 per i negri valeva sicuramente quanto da lei espresso, la cito: chi sopravvive bene, chi muore fatti suoi.... è la dura legge del più forte, del più evoluto.

saluti

Scritto da: Mirko Viola | 07 marzo 2011

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