24 marzo 2011

150) La sionista deborah lipstadt,detta"bocca che non sapeva nulla",dichiara guerra all'ebrea arendt hannah

Scrittrice di destra (nonostante gli equivoci di tanti sinistri e tante femministe), la Arendt ha avuto però il merito di contestare la tesi dell'"antisemitismo eterno" e metafisico, una tesi che è alle origini del mito fondativo di Israele. Adesso, ovviamente, viene lei stessa accusata di antisemitismo... [SGA].

ariete.jpgarendt hannah ,ebrea,al centro di un attacco senza precedenti.

Negazionisti?

No! Il Sionismo stesso!

Beghe sioniste.

Non è sufficientemente amante di se stessa! Non fraintendete,centra nulla l'autoerotismo,semplicemente NON ADORA l'ebrea che è in lei!

Apre il fuoco la "bocca che non sapeva nulla"(frase di hilberg raul,ebreo,massimo storico sterminazionista) lipstadt deborah,sionista ,ma occupante il suolo yankee ( mai capite queste filosofie!Hanno nauseato  per secoli con "l'anno prossimo a gerusalemme",ed ora che lo hanno ... continuano a risiedere fuori israele!

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Processo ad Hannah Arendt

Il nuovo libro di Deborah Lipstadt(definita "bocca che non sapeva nulla"(frase di hilberg raul,ebreo,massimo storico sterminazionista)


Roma. Sono trascorsi cinquant’anni da quando Hannah Arendt, una delle più note intellettuali di origini ebraiche del Novecento, evocò la “banalità del male” come chiave interpretativa per penetrare il mistero dell’Olocausto ebraico. L’icona simbolica di questa celebre tesi era Adolf Eichmann (“uomini come lui ce n’erano tanti e questi tanti non erano né perversi né sadici, bensì erano e sono tuttora terribilmente normali”), il gerarca nazista catturato dagli israeliani a Buenos Aires e impiccato nello stato ebraico. La Arendt seguì il processo come inviata della prestigiosa rivista New Yorker, ricavandone il profilo del grigio burocrate e docile strumento di morte. Nomi di spicco della cultura ebraica la attaccarono duramente. Hans Jonas, amico di gioventù della Arendt, ne prese platealmente le distanze, definendola “ignorante”. Gershom Scholem disse che la banalità del male è “uno slogane che Arendtself-hating-jew.jpgmanca di amore per il popolo ebraico. Ma da allora, il nome di Hannah Arendt è entrato a far parte del canone occidentale. Adesso una grande storica americana, Deborah Lipstadt (definita "bocca che non sapeva nulla"(frase di hilberg raul,ebreo,massimo storico sterminazionista), resa celebre per aver smascherato le “ricerche” dello storico negazionista David Irving, demolisce Arendt in un nuovo libro. Si intitola “The Eichmann Trial” ed è edito da Schocken, la stessa casa editrice che all’epoca pubblicò Arendt e che in Israele possiede il quotidiano di sinistra Haaretz. Il Jewish Forward, storica rivista della comunità ebraica newyorchese, parla di “processo ad Hannah Arendt”. In copertina del libro c’è l’icona della Arendt, intellettuale pensosa con la sigaretta accesa. Secondo Lipstadt (definita "bocca che non sapeva nulla"(frase di hilberg raul,ebreo,massimo storico sterminazionista), nominata da Bill Clinton allo United States Holocaust Memorial Council, Eichmann non fu un “burocrate”, come dice Arendt, ma “un uomo colto che sposò l’idea di purezza razziale”. Eichmann, continua Lipstadt, era “tutto tranne che banale”. “Per Arendt, Eichmann era un uomo ordinario e ogni altro uomo ordinario avrebbe potuto fare ciò che ha fatto. E’ una lettura perversa della natura umana”. Lipstadt non usa mezzi termini sulla Arendt neppure dal punto di vista personale: “Flippant” (frivola) e “cruel” (crudele). La storica americana (definita "bocca che non sapeva nulla"(frase di hilberg raul,ebreo,massimo storico sterminazionista)ne condanna il ruolo che ebbe nel ridare una verginità a Martin Heidegger, il filosofo tedesco che aderì al nazionalsocialismo e di cui Arendt era stata amante: “Arendt lo ha aiutato nella carriera dopo la guerra minimizzando la sua affiliazione nazista”. Celebre è la tesi di Arendt secondo cui Eichmann non era motivato da antisemitismo. Secondo Lipstadt (definita "bocca che non sapeva nulla"(frase di hilberg raul,ebreo,massimo storico sterminazionista), la minimizzazione dell’antisemitismo da parte della Arendt, che è servita alla cultura secolarista per trasformare Eichmann nel simbolo universale del totalitarismo, nasceva dalla biografia stessa dell’autrice: “A casa di Arendt la parola ‘ebreo’ non veniva mai pronunciata. Accusò i sionisti di parlare il linguaggio di Eichmann”. La colpa principale di Hannah Arendt, la più grave secondo l’autrice, consiste nell’aver assolto, nei fatti, l’antisemitismo: “I commenti della Arendt vennero fatti propri da teologi, intellettuali e umanisti, che abbracciarono la sua spiegazione universale del genocidio che li liberava dal nucleo antisemita della cultura europea. Arendt ci ha fornito una versione dell’Olocausto in cui l’antisemitismo ha un ruolo minoritario. Così, oggi in tanti commemorano le vittime ma si scagliano contro Israele”. Alla fine del libro, Lipstadt (definita "bocca che non sapeva nulla"(frase di hilberg raul,ebreo,massimo storico sterminazionista)abbandona i panni dell’accademica per vestire quelli della polemista: “In Iran la capacità di un uomo, dichiarato antisemita e negazionista dell’Olocausto, di seminare distruzione nel mondo aumenta ogni giorno di più. E violente accuse contro Israele sono accettate da accademici, giornalisti e politici”. In questo senso le tesi di Hannah Arendt sono state utilizzate a fini politici e ideologici, “da persone che lei stessa non avrebbe mai accettato”.(Fonte: Il Foglio del 19 marzo 2011)

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israel giorgio ,ebreo non so quanto sionista,non condivide le accuse della sionista lipstadt deborah e risponde alla stessa

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Processo ad Hannah Arendt

«La banalità del libro»

Ho sempre condiviso le critiche alla teoria della “banalità del male” di Hannah Arendt. Nella sua corrispondenza con Gershom Scholem, ho sempre trovato più convincente la posizione di quest’ultimo. Aggiungerei che la tesi della “banalità del male” potrebbe essere rovesciata. Uno dei più grandi enigmi del mondo è l’esistenza del male, ed è, casomai, il bene a essere ovvio e naturale, mentre il male è un’aberrazione inspiegabile. Non a caso, la teologia ebraica, in particolare quella kabbalistica, ha esplorato con la massima intensità il tema dell’esistenza del male ponendosi di fronte, con audacia estrema, alla domanda se l’origine del male non vada cercata entro lo stesso atto creativo del mondo da parte di Dio, e quindi Egli stesso non ne sia la causa. Anche per l’incomprensione di questa problematica da parte di Arendt, aveva ragione Scholem a definire la tesi della “banalità del male” come uno “slogan”, frutto di un’analisi poco profonda e persino – aggiungeva – contraddittoria con quella centrale del celebre libro di Arendt sulle origini del totalitarismo. Ciò detto, non trovo nulla nella critica di Scholem a Arendt che assomigli neppure lontanamente alle dure accuse mosse da Deborah Lipstadt(definita "bocca che non sapeva nulla"(frase di hilberg raul,ebreo,massimo storico sterminazionista) nel suo libro “The Eichmann Trial” (di cui ha parlato il Foglio), fino al punto di imputarle di aver assolto la cultura europea dalla colpa di antisemitismo. Il rimprovero di Scholem a Arendt di mancare dell’Ahavat Israel, dell’amore per il popolo ebraico, non ha niente a che fare con l’accusa della Lipstadt (definita "bocca che non sapeva nulla"(frase di hilberg raul,ebreo,massimo storico sterminazionista)secondo cui israele-apartheid.jpgla Arendt considerava i sionisti colpevoli di parlare lo stesso linguaggio di Eichmann. Non soltanto Arendt si difende esplicitamente da questa accusa in una risposta a Scholem (24 luglio 1963), ma spiega il senso della sua critica a un certo sionismo, la quale ha un fondamento tutt’altro che inconsistente.

Arendt riferisce di un suo dialogo con un alto esponente israeliano cui esprimeva la sua preoccupazione per l’assenza di separazione tra stato e religione in Israele.

Questi rispose:

In quanto socialista evidentemente non credo in Dio, credo nel popolo ebraico”. “Trovai questa dichiarazione scandalosa”, osservò Arendt, aggiungendo:

“Avrei potuto rispondere: la grandezza di questo popolo è venuta un giorno dal fatto che ha creduto in Dio e ha creduto in Lui in tal modo che la sua fiducia e il suo amore per Lui erano più grandi della sua paura. Ed ecco che ora questo popolo non crede altro che in se stesso! Cosa di buono può venire da questo?”.

Questi non sono accenti di un’antisemita, bensì di un’ebrea che pone un problema perfettamente sensato, anche se accanto a una tesi poco convincente, forse dannosa, ma legittima. Lo scambio, pur duro, tra Arendt e Scholem, è un confronto intellettuale ad alto livello tra due grandi intellettuali mitteleuropei e non un processo da rotocalco. Di recente, per aver paragonato gli orrori del Gulag comunista a quelli del Lager nazista, alcuni primi della classe del filosemitismo mi hanno accusato di essere un “traditore del mio popolo”, adducendo come colpa anche il mio interesse per Husserl, che si sarebbe macchiato della colpa di aver avuto come allievo Heidegger. Le tesi della Lipstadt (definita "bocca che non sapeva nulla"(frase di hilberg raul,ebreo,massimo storico sterminazionista)e l’imputazione alla Arendt di aver commerciato con Heidegger, rievocano queste strida da tricoteuses giacobine. Nella citata lettera Arendt lamentava che la sua tesi fosse stata demolita prima ancora di leggerla dalla campagna promossa da un certo establishment ebraico israeliano e statunitense. E’ da augurarsi che, dopo mezzo secolo, non si ripeta lo scenario, con un certo ebraismo liberal newyorchese pronto a gettare con l’acqua sporca delle colpe europee una grande ricchezza culturale per lasciarci in mano solo la parodia puritana della ghigliottina di Robespierre.(Fonte: Il Foglio del 22 marzo 2011)

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Questo è quanto!

Lipstadt_2005.jpgCi sono tutti gli elementi per affermare che il sionismo internazionale giudica chi non adora il nuovo vitello d'oro con pigiama a strisce come un "odiatore di se stesso",quindi da CANCELLARE dalla lista "amici" e sistemarlo nella lista dei nemici di sion !Incredibilmente questi talebansionisti abitano ,normalmente,FUORI dai "confini" sionisti! Perchè?

Sulla sionista lipstadt(nella foto) un nostro articolo,cliccare QUI

La pietra tombale su tale "storica" lipstadt,ebrea,definita "bocca che non sapeva nulla",frase di hilberg raul,ebreo,massimo storico sterminazionista, la sistema Carlo Mattogno,un brevissimo pensiero del miglior conoscitore mondiale di olocau$to ebraico:..."Nel panorama della propaganda antirevisionista è difficile trovare un'opera più ignobile di Denying the Holocaust di Deborah Lipstadt"...

Il testo del Mattogno continua fino alla completa demolizione...cliccare QUI

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