13 maggio 2011
216- John Demjanjuk prossimo round Madrid ...$hoah must go on
Il 12-05-2011,in Germania , è stata emessa la condanna a cinque anni di carcere per il 91enne John Demjanjuk .Tra i testimoni anche tre sopravvissuti al lager e un ex guardiano.
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In foto: John Demjanjuk, 91 anni,e il suo avvocato, Ulrich Busch
Riportiamo da stampa e WEB
A) ..."L'accusa però non ha prodotto alcun testimone diretto o documento che provi la sua tesi (1).
Al processo nessuno dei superstiti di Sobibor chiamati a testimoniare ha riconosciuto l’imputato, che il tribunale non ha potuto accusare di un crimine preciso.(2)
Ma nella motivazione si sottolinea che i guardiani del lager come Demjanjuk, i cosiddetti «trawniki», parteciparono a tutte (3)le fasi della vita del lager, «giocando un ruolo decisivo nello sterminio» "...(Fonte)
B)..." il giudice Ralph Alt leggendo la sentenza, "l'imputato fu una parte della macchina dello sterminio, si preoccupò che le vittime non avessero possibilità di fuga e finissero nelle camere a gas". Senza i volontari stranieri, ha ricordato la Corte, a Sobibor i nazisti non sarebbero riusciti a massacrare tutti gli ebrei la cui eliminazione era prevista (4)dalla "soluzione finale", il piano per il genocidio (5)del popolo ebraico, pianificato a tavolino con efficienza industriale"...(Fonte)
C) ..."Ma la sua vicenda non è ancora conclusa: ora è Madrid (6)a reclamare la sua estradizione per complicità nella morte di prigionieri spagnoli in un terzo campo"...(Fonte)
D) ..." l’ultimo grande processo in Germania per i crimini nazisti, durato 18 mesi per 93 udienze, si è concluso senza fare assoluta chiarezza sulle colpe personali dell’imputato (...) La Corte ha ammesso di non potere attribuire a Demjanjuk delitti specifici, ma ha condiviso la tesi della pubblica accusa, secondo cui, siccome Sobibor era un ingranaggio creato esclusivamente per uccidere (7) chiunque vi prestava servizio si rendeva corresponsabile (8)dell’Olocausto"... Fonte: Libero,13 maggio 2011,(Fonte)
Quindi su cosa è stato condannato?
Note di waa:
1) Quindi l'accusa si basava SOLO sulla pretesa (basata su cosa?)presenza dell'imputato in quel lager.
2) Nessun testimone ha certificato il suo ruolo nello "sterminio".Quindi all'accusa è mancato anche questo.
3) Se consideriamo il lavoro ordinario (come quello delle semplici guardie) come corresponsabilità nel preteso olocausto,allo stesso tempo dovremmo processare :
- il 10-20& degli internati che facevano parte dei "prominenten" e della "autoamministrazione" dei lager tedeschi,ebrei e non ebrei.
- La Polizia ebraica dei ghetti che collaborava coi Tedeschi alle deportazioni,
- i vari "Judenräte" che garantivano il governo dei ghetti e la produzione nel ghetto stesso,
- i vari internati che lavoravano nellindustria bellica all'interno dei lager,
- i membri del sedicente "sonderkommando" che spingevano gli internati "selezionati" nelle "camere a gas"!
4) Affermazione immotivata e priva di ogni elemento di prova! Ci dica il redattore da QUALI documenti si rileva che "eliminazione era prevista"?
5) "il piano per il genocidio" ! Qui siamo all'assurdo più profondo! Nessuno ha mai prodotto uno straccio di documento che possa supportare tale affermazione ,l'esistenza di un piano di sterminio, e lo si fa con una "sicurezza" disarmante! Il redattore non sa che i massimi storici sterminazionisti si sono accapigliati per 20 anni su questo piano e sull'ordine di sterminio,senza trovare il bandolo della matassa! Anzi si sono frazionati in due tronconi; intenzionalisti e funzionalisti! Ma del "piano"...a tutt'oggi ,solo il redattore ne ha conoscenza! Ci renda edotti! Vogliamo uscire dalla nostra ignoranza storica! Ci dica DOVE possiamo trovare informazioni su tale piano!?
6) ...sperando che il "boia" non muoia prima...$hoah must go on!
7) Questa è bella! Una affermazione che presuppone una DOCUMENTAZIONE a supporto,naturalmente. Da quale documentazione ORIGINALE tedesca si evince che Sobibor fosse destinato allo sterminio puro? Le "testimonianze" hanno valore solo se supportate da RISCONTRI ,diversamente non hanno peso! Ripetiamo la richiesta: su quali documenti ?
8) Vedi punto 3
Finchè dura!
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Riportiamo in prima pagina un vecchio articolo di Gilad Atzmon sul caso di John Demjanjuk.
$hoah must go on
Fotoricordo di un safari in Palestina.
Di Gilad Atzmon (Atzmon è un ebreo.)
25 Gennaio 2010(1)
La settimana scorsa ha visto il sopravvissuto dell’Olocausto Thomas Blatt, 82 anni, testimoniare al processo di John Demjanjuk. Blatt ha detto di avere ancora gli incubi per il periodo da lui trascorso al campo di Sobibor: “Vado lì nei miei sogni, sono così reali. In questi sogni sto ancora lì. Non riesco a sfuggire alla mia mente. Questo è il prezzo che ho pagato per esserne uscito”.
L’ucraino di nascita John Demjanjuk, 89 anni, è accusato dal tribunale di Monaco di essere stato ‘complice’(2) della morte di 27.900 ebrei nel campo di Sobibor quando era un prigioniero di guerra tedesco. Il caso vuole che la giustizia tedesca stia dando la caccia ai complici(3) dei crimini nazisti. Per quanto dirlo sia imbarazzante, non lo sta facendo molto bene nel caso in questione. Demjanjuk nega recisamente di aver avuto a che fare con il crimine che gli viene imputato e inoltre la pubblica accusa non ha prove di sorta che colleghino personalmente Demjanjuk al delitto o ad ogni altro relativo evento criminale olocaustico.
nella foto blat thomas,ebreo
Nemmeno Blatt ricorda John Demjanjuk, né può dire se è colpevole di aver aiutato a gasare 27.900 ebrei. “Sono passati più di 60 anni”, ha detto Blatt, “non riesco a ricordare neanche il viso dei miei genitori. La corte deve decidere se lui stava lì. Se stava lì quando c’ero io allora posso immaginare che spingesse gli ebrei con la punta della baionetta nelle camere a gas”.
Secondo il Mirror(4), Blatt è stato portato in tribunale “per dare viva voce all’orrore, piuttosto che un polveroso resoconto storico”. A quanto pare, nello stato corrente dei nostri iperrealistici processi internazionali, i documenti storici e la realtà dei fatti sono ridotti al rango di “polvere” mentre un racconto personale, pieno di supposizioni, collegamenti ed emozioni viene considerato una “viva voce” persuasiva. Demjanjuk, un vecchio decrepito, è qui accusato di aver collaborato alla morte di non meno di 27.900 persone.
Il tribunale farebbe meglio a portare qualcosa di concreto invece di mere supposizioni.
Blatt ha affermato che “gli ucraini ‘come Demjanjuk’ erano il peggio del peggio. Avevamo più paura di loro che dei tedeschi”. C’erano “sempre 120 guardiani ucraini, rispetto ai soli 17 uomini delle SS”, ha detto Blatt alla corte.
Blatt chiaramente l’ha passata liscia con le sue generalizzazioni.
Mi chiedo se sarebbe ugualmente accettato dal tribunale di Monaco un bambino palestinese che dica che sono gli ebrei ‘come Blatt’ ad aver ucciso un anno fa la sua famiglia sganciando bombe su un rifugio delle Nazioni Unite a Gaza. Per qualche strano motivo, all’interno del contesto del discorso liberale occidentale è permesso generalizzare - così come utilizzare liberamente categorie razziali e indicare la colpevolezza mediante associazione - quando sono gli ebrei a farlo. Mentre il resto dell’umanità deve evitare un tal modo di parlare.
Comunque, queste rozze accuse indiscriminate contro gli ucraini in quanto popolo, a quanto pare accettate come prova dal tribunale di Monaco, possono in realtà gettare luce sulle motivazioni sinistre che stanno dietro al processo in questione.
Come il resto dell’umanità, i tedeschi sembrano mostrare chiari segni di “logorio da Shoah”.
Sembrano ritirare la propria responsabilità dal passato nazista e lasciare che siano i prigionieri di guerra ucraini ad esserne accusati. Allo stesso modo, potremmo aspettarci che ad un certo punto l’America e l’Inghilterra decidano di usare la stessa tattica e che accusino i loro collaborazionisti nel mondo arabo delle morti e dei massacri che loro stessi si sono lasciati dietro. Anche Israele, che sta ora fronteggiando le pressioni dovute al crescente record dei propri crimini contro l’umanità, potrebbe servirsi del trucco dei tedeschi.
Ma c’è una piega molto più interessante in questo vergognoso caso giudiziario in corso. Mentre Demjanjuk nega di essere stato complice dei crimini nazisti, Blatt ammette liberamente di aver lavorato per le SS e di aver aiutato quella che lui stesso descrive come una macchina della morte: “Un altro lavoro era quello di tagliare i capelli alle donne che dovevano essere uccise”, dice Blatt. “Quelle che provenivano da luoghi come l’Olanda credevano alla menzogna”, afferma. “Le donne mi dicevano: ‘La prego, non mi tagli i capelli troppo corti!’ Ma le ebree polacche – già sapevano. Avevano sentito troppe storie, avevano sentito l’odore dei falò notturni”. Continua Blatt: “dicevano: ‘Come puoi farlo? Come puoi lavorare per le SS?’. L’ho fatto per sopravvivere”.
Ci si può chiedere come mai la voglia di Blatt di sopravvivere sia più Kosher del desiderio di un prigioniero ucraino di tornare a casa.
In altre parole, considerando l’ammissione di Blatt di aver aiutato le SS, perché non viene accusato dallo stesso tribunale tedesco di essere stato un ‘complice’ dei crimini nazisti?
Una possibile risposta è che Blatt è ebreo e Demjanjuk è un Goy.
Per quanto sia triste, agli occhi del tribunale di Monaco la voglia di sopravvivere di un ebreo deve essere superiore al desiderio di un ucraino di arrivare alla fine della guerra sano e salvo. Se questo è il caso, il tribunale tedesco non riesce a comportarsi in modo etico e universale. Di conseguenza, sarebbe ragionevole pensare che il tribunale di Monaco non riesce a trarre dal passato nazista della Germania la necessaria ed elementare lezione. La giustizia tedesca in qualche modo discrimina le persone a seconda della loro razza o etnia.
(Fonte : http://andreacarancini.blogspot.com/2010/04/caso-demjanjuk-la-shoah-must-go-on.html)
Note:
[1] Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo: http://www.gilad.co.uk/writings/the-shoa-must-go-on-by-gilad-atzmon.html
[2] Un ‘complice’ è una persona che aiuta l’esecuzione di un crimine ma che non partecipa in realtà all’esecuzione del crimine come mandante. Vedi http://www.gilad.co.uk/writings/accessory-vs-perpetrator-by-gilad-atzmon.html
[3] http://www.gilad.co.uk/writings/accessory-vs-perpetrator-by-gilad-atzmon.html
[4] http://www.mirror.co.uk/news/top-stories/2010/01/20/guards-used-bayonets-to-push-jews-along-the-road-to-heaven-if-demjanjuk-was-there-he-did-it-sobibor-death-camp-survivor-thomas-blatt-115875-21980892/
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14:35 Scritto da: prussian-blue in $hoah must go on, Aktion Reinhardt, Ansia, paranoia, delirio, Prozac, Articoli di Gilad Atzmon, Azione Reinhard, E. Jäckel, H. Krausnick, Demjanjuk, Lager Sobibor | Link permanente | Commenti (1) | Tag: john demjanjuk, sobibor, repression |
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Commenti
Ma sì, questi processi kafkiani, in cui un personaggio lontano, SENZA DIFESE, e possibilmente molto malato, viene portato alla gogna mediatica ed esposto al ludibrio di un accusa menzognera, falsa e iscritta a libro paga dei giudeiti, sono talmente ovvi nella loro logica aberrante che non meritano alcun tipo di discussione. Purtroppo però c'è quasi sempre di mezzo una persona, indifesa, strappata agli affetti, alle cure, alla famiglia, una persona volutamente violentata nella sua dignità. Una persona che ha già vissuto una guerra mondiale ed è a malapena riuscita a filtrare le maglie del tritacarne dei vincitori, per finire però nel centrifugatore delle verità pagato a cottimo.
Una nota va però necessariamente riservata a chi ha la totale responsabilità di queste infamie: i giudeiti e i loro servitori. In una cosa questi sono insuperati: nella capacità di saper ispirare l'odio nei propri confronti.
Scritto da: rudolf262 | 15 maggio 2011
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