31 luglio 2011

293- Il fallimento morale ed intellettuale di uno studioso:il Dr.Christian Lindtner ed il Revisionismo dell'olocausto

IL FALLIMENTO MORALE ED INTELLETTUALE DI UNO STUDIOSO

 
IL DR.  CHRISTIAN LINDTNER  ED IL REVISIONISMO DELL’OLOCAUSTO

  
di Juergen Graf

22 Luglio 2011


Holocaust_Komitee.jpgIn foto il Comitato di Teheran di cui si parla,da sin a destra: Dr Christian Lindtner (Denmark), Lady Michele Renouf (UK), Dr Mohammad Ali Ramin (Secretary, Iran),Dr Fredrick Töben (Australia), Bernhard Schaub (Switzerland) and Serge Thion (France).

Quando visitai Copenhagen nel 1997 e nel 1998, ebbi svariate e lunghe discussioni col revisionista danese Dr. Christian Lindtner, uno studioso di sanscrito ed esperto di storia del buddismo. Lindtner mi stupì con la sua straordinaria conoscenza delle lingue classiche e sembrava avere molta familiarità con i temi revisionistici.

Fui pertanto felice quando appresi nel Dicembre 2006, durante la Conferenza sull’Olocausto a Teheran, che fu scelto come membro del comitato per la promozione della ricerca revisionista.

(Più tardi questo comitato si rivelò essere completamente inutile in quanto non fece assolutamente niente).

 
Nel frattempo Lindtner è arrivato, o crede di essere arrivato, alla conclusione che il Revisionismo dell’Olocausto è una “ aberrazione morale ed intellettuale “ una “ impudenza “.

Il 20 Luglio 2011, in una email inviata al Dr. Frederick Toeben, affermò:
 
“ Spero lei trovi il tempo di leggere i due grossi libri di Wolfgang Curilla (2006 e 2011) che parlano delle forze di polizia tedesche. La sua lodevole ricerca è basata su fonti tedesche originali. Non si può più negare che oltre quattro milioni di ebrei furono assassinati da varie unità della polizia tedesca ecc.
( nel sito Aktion Reinhard Camp, alla voce Einsatzgruppen, si legge:

«Gli  Einsatzgruppen e i loro assistenti alla fine uccisero più di 1.200.000 individui».

Perciò la presenza di  «milioni»  di cadaveri in fosse comuni non è molto probabile)

E’ quindi venuto il momento di affrontare il fatto che il revisionismo, o negazionismo, dell’Olocausto non è altro che un IMPUDENZA irresponsabile “.
 
In una seconda mail indirizzata a Toeben, datata 21 Luglio, Lindtner  aumentò la posta:

“ Ho esaminato questi libri (riferendosi a quelli di Curilla) ed altri scritti dai migliori studiosi tedeschi, per molti anni e sono più che certo che ci si possa fidare della loro ricerca. Come filologo classico, riconosco  la cultura tradizionale tedesca quando essa offre il meglio.

L’affermazione che il Leichenkeller 1 (camera mortuaria) nel crematorio 2 non era una camera a gas, è anch’essa un’impudenza.

Come sicuramente saprà, Bischoff scrisse a Kammler il 29 Gennaio 1943 che si trattava di una “Vergasungskeller” (camera di gassazione) e che i due ingegneri della ditta Topf & Soehne (Karl Schultze e Fritz Sander, il 17 Febbraio 1943) la chiamarono camera a gas. I fori mancanti sono facili da spiegare. Quando la camera mortuaria 1 fu fatta saltare in aria, i fori, ossia i margini dei fori, sarebbero stati i primi a saltare a causa dell’enorme pressione che tendeva a “fuoruscire”.

Anche le prove sui camion a gas sono state esibite in modo convincente.

E’ quindi una sfacciataggine dire: “ niente fori, niente olocausto “ – come se l’uccisione di milioni di ebrei non avesse nulla a che fare con la soluzione finale! Pertanto, per queste e molte altre ragioni, è mia ferma convinzione che il Revisionismo dell’Olocausto è un’aberrazione morale ed intellettuale. La mia affermazione è seria: la negazione è una sfacciataggine. Ora sappiamo perché Himmler disse ai generali a Sonthofen, il 21 Giugno 1944: “ è un bene essere stati abbastanza duri da eliminare gli ebrei nella nostra sfera di influenza “. Egli continuò dicendo che anche le donne ed i bambini furono ammazzati. Himmler era schietto ed anche noi dobbiamo esserlo “.
 

Ora analizzerò gli argomenti di Lindtner punto per punto.


   1. Wolfgang Curilla e le forze di polizia tedesche


Einsatzgruppen-processo.jpgFoto: Processo ai comandanti degli Einsatzgruppen

Per prima cosa faccio presente di non aver letto i due libri di Wolfgang Curilla. Assieme ad altri due revisionisti sto progettando di scrivere uno studio sulla questione delle Einsatzgruppen (maggiori informazioni su queste Unità Antipartigiana,cliccando  QUI)(i reparti speciali tedeschi addetti alla lotta anti-partigiana nelle retrovie tedesche sul fronte russo). Se questo progetto dovesse andare in porto (il che non è certo perché richiederebbe molti soldi dei quali siamo a corto), dovremo indubbiamente leggere questi libri.

Andiamo ora a vedere che cosa dice il sito buecher.de circa le forze di polizia tedesche e l’Olocausto nel Baltico e in Bielorussia 1941-1944 (Schoeningh, 2006):
 
“ I membri delle forze di polizia tedesca furono corresponsabili della deportazione e della morte di oltre due milioni di vittime ebraiche nell’Unione Sovietica. W. Curilla da una descrizione dettagliata delle attività di questa polizia negli stati Baltici ed in Bielorussia. Oltre a documenti attuali, le sue fonti finora erano documenti mai pubblicati e testimonianze oculari provenienti da ben oltre 100 processi di criminali nazional-socialisti nella Repubblica Federale, Austria e nell’ex Repubblica Democratica Tedesca “.
 
Quindi le fonti di Curilla erano documenti attuali, come le “relazioni dei fatti” delle Einsatzgruppen, più processi post-bellici nei confronti di “ criminali nazional-socialisti “. Questi sono i tipi di prove che gli storici dell’Olocausto adducono di routine. Raul Hilberg fa la stessa cosa nel suo libro in tre volumi intitolato La distruzione degli ebrei europei (la critica a questo libro nello studio di Carlo Mattogno,cliccare QUI). Fra poco vedremo quanto valgono queste fonti.

  
2. La mancanza di prove forensi circa i presunti omicidi di massa 
  

Facciamo finta che gli storici dell’Olocausto siano dalla parte della ragione e che i tedeschi  abbiano veramente ucciso più di due milioni di ebrei in Unione Sovietica. Se le cose stessero in questi termini, ci sarebbero montagne di prove.

katyn2.jpg

 

Foto:La riesumazione dei cadaveri nella foresta di Katyn,si notino gli ufficiali russo e americano o inglese,(prigionieri e utilizzati come testimoni).Su questa strage imputata ai Tedeschi a Norimberga,si legga la dichiarazione ufficiale russa del 26-11-2010, cliccare QUI.

Quando i tedeschi scoprirono i corpi di 4.143 ufficiali polacchi fucilati dai sovietici a Katyn, misero insieme una commissione internazionale composta da medici provenienti da non meno di 12 paesi per ispezionare il luogo del crimine ed effettuare autopsie.

In seguito fu pubblicato un rapporto forense dettagliato del massacro. (1)

Alcuni mesi dopo, i tedeschi fecero la stessa cosa dopo aver trovato i corpi di 9.432 ucraini assassinati dal NKVD sovietico a Vinnitsa prima della guerra, invitando non meno di otto commissioni locali e sei internazionali per la verifica dei fatti. (2) I propagandisti nazional-socialisti usarono queste macabre scoperte in una campagna anti-bolscevica di successo.

Ora, secondo gli storici olocaustici e secondo l’augusto studioso di sanscrito Dr. Christian Lindtner, i tedeschi avrebbero ammazzato più di due milioni di ebrei nella sola Unione Sovietica. Questa cifra è circa 140 volte superiore al numero totale delle vittime di Katyn e Vinnitsa.

Forse i sovietici seguirono l’esempio tedesco di mettere insieme delle commissioni internazionali per ripagare i loro nemici della vergogna di Katyn e Vinnitsa?

Forse a Norimberga mostrarono dei filmati sull’esumazione di centinaia di migliaia di corpi?

No, non lo fecero.
 
Ciò non significa che i sovietici non abbiano scavato in fosse comuni contenenti le vittime dei tedeschi, oppure che abbiano effettuato autopsie. Queste ricerche hanno sicuramente avuto luogo, tuttavia i relativi risultati non sono stati resi noti perché smentivano le fantastiche esagerazioni della propaganda sovietica.

I seguenti tre punti saranno ampiamente sufficienti per illustrare questo punto:
 
Nell’Agosto 1944 tre fosse contenenti un totale di 305 corpi furono individuate dall’Armata Rossa vicino all’ex campo di lavoro di Treblinka I, a circa 2 kilometri dal presunto “campo di sterminio” di Treblinka II (3).
 

   1. Nel Gennaio 1945, dopo la liberazione di Auschwitz, i sovietici trovarono una fossa comune con 536 corpi all’interno. (4)

   2.  Nel luogo dell’ex campo di concentramento di Salaspils, in Lettonia, i sovietici scoprirono  564 corpi (5). Essi non impedirono ai loro agenti della propaganda di affermare  sfacciatamente che non meno di 101.000 persone erano state assassinate a Salaspils. (6)
Gli storici odierni dell’Olocausto, come il lettone Hinrichs Strods e i tedeschi A. Angrik e P.Klein,  indicano il numero delle vittime di Salaspils a 2.000-3.000. (7)

Se prendiamo come buona la più alta di queste due cifre, significa che i sovietici hanno esagerato il numero  delle vittime di oltre 30 volte, proprio come fecero con

$hoah must go on,aaa-cerca$i camere a ga$,aktion 1005,articoli di jurgen graf,au$chwitz: aperture x zyklon b,au$chwitz: tifo petecchiale,au$schwitz : assistenza sanitaria,babi yar,camion a gas,deliri $terminazioni$ti,einsatzgruppen,hilberg raoul,lager au$chwitz,lager di sachsenhausen,lager di treblinka,lager lublino-majdanek,majdanek:camere a ga$ ad o$$ido di carbonio,neurodeliri sterminazionisti,olocau$to dipendenza,ss-obersturmbannführer r. höss,tifo petecchiale,vergasungskeller,£iturgia de££a memoriaAuschwitz (4 milioni (8) contro la cifra reale di 135.500) (foto)(9),

Majdanek (1,5 milioni (10) contro la cifra reale che va dai 42.000 ai 50.000) (11) 

Sachsenhausen (840.000 (12) contro la cifra reale di poco superiore ai 20.000) (13)

 
In altre parole, le indagini forensi sovietiche hanno soltanto provato che molte persone (ebrei e non) erano decedute durante la prigionia tedesca e che i tedeschi effettuarono per certo delle esecuzioni, ciò che nessun serio revisionista ha mai messo in dubbio.

Non fu mai prodotto alcun straccio di prova circa i massacri su larga scala rivendicati dai propagandisti sovietici, da storici dell’Olocausto tedeschi ed ebrei e da studiosi danesi di sanscrito.

 

3. “ L’Azione 1005 “

     
Paul_Blobel_einsatzgruppen.jpg

   In foto Paul Blobel, SS-Standartenführer, dal Giugno 1941 Führer des Sonderkommandos 4a (SK 4a) dell' Einsatzgruppe C

 

 Secondo la dottrina olocaustica, nel Giugno 1942 Heinrich Himmler ordinò al tenente Paul Blobel di cancellare le tracce dei massacri all’Est. Essendo Blobel un ufficiale fidato del suo superiore, formò un reparto speciale con la denominazione in codice “1005”. Questo reparto aveva il compito di scavare le fosse comuni e di rimuoverne i corpi ivi contenuti. Blobel ed i suoi uomini viaggiarono in tutti i territori occupati per adempiere al loro triste lavoro.

 L’Enciclopedia dell’Olocausto riporta una mappa con i luoghi più importanti dove si suppone queste attività abbiano avuto luogo. Si tratta di una gigantesca area estesa da nord a sud di circa 1.500 kilometri e da est a ovest di circa 1.300 kilometri (14). Su questo gigantesco territorio si presume che Blobel e il suo reparto abbiano scavato molte centinaia di fosse e rimosso i corpi delle vittime senza lasciare la minima prova documentaria o materiale!

Bisogna proprio essere uno storico dell’Olocausto o uno studioso di sanscrito per credere a queste scemenze.
 
Un esempio basterà per dimostrare la straripante assurdità di questa favola.

Nel tardo 1941 si ritiene che i tedeschi abbiano fucilato e sepolto 27.800 ebrei nei sobborghi di Riga.

Blobel ed il suo reparto non avrebbero potuto cancellare le tracce delle fosse comuni, perché queste fosse, vuote o piene che fossero, sono facilmente identificabili dalle foto aeree a causa della configurazione alterata del terreno. (Questo metodo è stato applicato con successo in Bosnia e in altri luoghi). Blobel avrebbe potuto almeno rimuovere i corpi? Teoricamente sì, ma sarebbe stato un compito difficilissimo. Sarebbe significato rimuovere milioni di ossa e frammenti di ossa, avrebbero dovuto rimuovere (27.700 x 30 =) 834.000 denti (presumendo che ognuna delle ipotetiche vittime avesse almeno due denti mancanti).

Avrebbero dovuto rimuovere (27.800 x 2,5 =) 69.500 kili di ceneri (presumendo che le vittime avessero un peso medio di 50 kili, le ceneri lasciate dopo la cremazione corrispondono al 5% del peso corporeo) oltre ad una quantità molto superiore di cenere di legna.

 
Naturalmente i 27.800 ebrei presuntamente uccisi vicino a Riga rappresentavano solo l’1,3%, o meno, del presunto totale di almeno due milioni di vittime ebraiche! Anche se i ragazzi di Blobel fossero stati dei supermen, non avrebbero mai potuto compiere un lavoro simile.

Inutile dire che gli studiosi tedeschi i cui lavori Lindtner ha studiato così diligentemente e che, nella sua distinta opinione, rappresentano “ il meglio della cultura tradizionale tedesca” , non si preoccupano mai di questi non trascurabili dettagli.

Proprio come Lindtner, essi sono “ storici della carta “ (un termine appropriato coniato da Robert Faurisson) che vivono lontano dalla realtà fisica delle cose nel loro mondo di documenti e libri.
 

Basta leggere il libro di Jens Hoffmann circa “ L’Azione 1005 “ (15) per rendersi conto che l’intero racconto è basato esclusivamente su “ testimonianze oculari “, “ confessioni “ e processi post-bellici dove queste “testimonianze oculari “ e “ confessioni “ formavano la sola base dell’apparato accusatorio.

 
4. “ Testimonianze oculari “ e “ confessioni “


rudolf_hoess_ss.jpg
In foto lo SS-Obersturmbannführer Rudolf Franz Ferdinand Höss (Höß)

Gli studiosi dell’Olocausto obietteranno dicendo che, Blobel, prigioniero in mano agli americani, confessò di aver cancellato le tracce dei massacri. Egli confessò questo (16) ma tali confessioni non valevano la carta su cui erano scritte. In base a quanto riportò una commissione americana nel 1949, le confessioni furono spesso estorte con barbare torture (17). Un notissimo caso fu quello di Rudolf Hoess, che dopo tre giorni di botte spietate date da una squadra di torturatori inglesi capitanati dall’ebreo Bernard Clark, confessò di aver gasato 2,5 milioni di ebrei fino al Novembre 1943. (18)

 
Non tutti gli accusati rilasciarono le loro dichiarazioni sotto tortura. Vi erano metodi molto più raffinati.

Erich von dem Bach-Zelewski, ex comandante SS e ufficiale superiore della SS e di polizia nella zona centrale della Russia dichiarò al processo di Norimberga che agli inizi del 1941 Heinrich Himmler disse a Wewelsburg che l’obiettivo della prossima campagna di Russia sarebbe stato quello di ridurre la popolazione slava di 30 milioni. (19).

Diamo ora un’occhiata al destino di von dem Bach-Zelewski. (20). Secondo la storia ufficiale olocaustica, egli era uno dei peggiori criminali. Si diceva avesse ordinato il summenzionato massacro di 27.800 ebrei nei pressi di Riga ed il massacro di decine di migliaia di civili sovietici.

Con queste premesse si può presumere che questi sarebbe stato processato e condannato ad impiccagione dopo la guerra, ma ciò non avvenne. A Norimberga fu usato come testimone per il processo penale e poi rilasciato.

E’ ovvio che questo trattamento clemente fu la ricompensa per aver fatto dichiarazioni  come quella sopra citata, la quale permise agli alleati di accusare i tedeschi di aver pianificato non solo il totale sterminio degli ebrei, ma anche un orribile genocidio di decine di milioni di slavi.

E’ vero che von dem Bach-Zelewski fu in seguito processato dalla giustizia della Germania Occidentale, ma non per il suo presunto ruolo nell’Olocausto o nel massacro di cittadini sovietici. Egli fu processato per due omicidi che avrebbe commesso, in realtà o presuntamente, nel 1934.

 
Ancora più importanti dei processi alleati post-bellici furono i procedimenti penali contro “criminali di guerra nazisti” nella Repubblica Federale Tedesca. Come abbiamo visto, W. Curilla basa le sue accuse contro le forze di polizia più che altro sulla documentazione di questi processi. Infatti non la si può definire un’esagerazione dire che la maggior parte delle “prove” dell’Olocausto furono costruite dalla giustizia tedesco-occidentale.

Per dimostrare ciò, dobbiamo puntare al fatto che, nel suo capitolo circa i “centri di sterminio”, la fonte più importante di Raul Hilberg(QUI la demolizione di tale libro) è quanto scritto da Adalbert Rueckerl: “ I campi di sterminio nazional-socialisti nell’ambito dei procedimenti penali tedeschi “; Hilberg cita questo libro il quale fa affidamento esclusivamente su testimonianze oculari e confessioni, non meno di 41 volte. (21)

 
E’ chiaro che la tortura non fu usata nella Germania Occidentale. I tribunali dello stato fantoccio di fatto seguirono la stessa strategia degli alleati nei confronti di von dem Bach-Zelewski. Agli accusati che ammettevano i presunti stermini di massa venivano emesse sentenze indulgenti, mentre  quelli che “negavano testardamente” il crimine non potevano aspettarsi alcuna clemenza.

Al processo di Sobibor, nella città di Hagen (1965/1966) quattro accusati giudicati colpevoli di complicità con altri nel massacro di un numero che andava da 15.000 a 79.000 persone, ricevettero sentenze sorprendentemente miti da 3 a 4 anni rispettivamente. (22).

Oberscharfuehrer Hans Heinz Schuett, served in Sobibor camp.- 9268815808644958825.jpgIn foto lo Oberscharfuehrer Hans Heinz Schuett, (in servizio a Sobibor )

Gli accusati Schuett e Unverhau, che erano stati giudicati colpevoli di complicità nell’uccisione di 86.000 e 72.000 persone rispettivamente, furono addirittura prosciolti. (23).

Questo dimostra che questi processi erano visti in primo luogo come uno strumento per stabilire la notorietà giuridica dei presunti omicidi di massa.

 

 

 

 

 
Heinrich Unverhau-7397130439336862907.jpgIn foto Heinrich Unverhau

E’ vero che aluni accusati furono condannati all’ergastolo (dopo tutto gli ebrei volevano il loro pezzo di carne!), ma se si fossero dichiarati pentiti, la maggior parte di loro poteva sperare nella grazia.

Karl Frenzel, che al processo di Hagen fu condannato all’ergastolo con l’accusa di essere stato complice nell’assassinio di almeno 150.000 persone e per l’omicidio di altre nove, fu rilasciato in appello nel 1981. (24). Nonostante la sua condanna all’ergastolo fu in seguito confermata, egli non dovette ritornare in prigione e la ragione fu quasi certamente quella che nel 1984 egli ammise i presunti omicidi di massa a Sobibor in una conversazione con l’ex prigioniero di Sobibor Toivi Blatt. (25).
 
Come possiamo vedere fu facile per i tribunali della “democratica” Germania Occidentale ottenere le desiderate confessioni. Anche per il regime comunista della Germania dell’Est non fu difficile.

Queste sono le “basi scientifiche” della “cultura tedesca” che il Dr. Lindtner ammira così ferventemente!
 
 

5. I rapporti degli Einsatzgruppen (reparti speciali tedeschi impiegati nella lotta anti-partigiana sul  fronte russo, ndt)
   
 
Come prova dei presunti giganteschi massacri nei territori orientali occupati, sempre e ovunque vengono citati i così detti “ Ereignismeldungen” (rapporti sugli avvenimenti) dei quattro reparti delle Einsatzgruppen. Questi documenti riguardano il periodo che va dal Giugno 1941 al Maggio 1942 e menzionano diversi massacri con un numero di vittime spesso a cinque cifre.

Questi rapporti si presume siano stati trovati dagli Alleati  presso il RSHA (Ufficio Centrale della Sicurezza del Reich, ndt) a Berlino. Che i tedeschi abbiano lasciato del simile materiale incriminante cadere nelle mani dei loro nemici è sorprendentemente strano.
 

Elie Wiesel jew blood geyser_fotomontaggio.jpg

Foto:un fotomontaggio sulle falsità del "geysers di sangue"("eletto", si presume) annunciati da wiesel elie,sedicente "ebreo" e "sopravvissuto",smentito QUI dalla direzione del museo di Auschwitz e da Carlo Mattogno!

Il presunto massacro di 33.711 ebrei ucraini a Babi Yar vicino a Kiev è la strage più importante addebitata ai tedeschi sul fronte dell’Est.

La cifra compare in un rapporto delle Einsatzgruppen del 7 Ottobre 1941. (26). Secondo la stabilita versione dei fatti, questi 33.711 ebrei furono fucilati ed i loro corpi gettati nel dirupo di Babi Yar il 29 Settembre 1941.

Ma i primi testimoni raccontarono storie completamente diverse tra loro:

il massacro sarebbe stato compiuto

in un cimitero,

oppure vicino ad un cimitero,

oppure in una foresta,

oppure nella città di Kiev,

oppure sulle rive del fiume Dnepr.

Per quanto riguarda l’arma del delitto,

i primi testimoni parlarono di fucili,

oppure di mitragliatrici,

oppure di fucili mitragliatori,

oppure bombe a mano,

oppure baionette,

oppure coltelli;

alcuni testimoni asserirono che le vittime erano state ammazzate con iniezioni letali,

mentre altri sostenevano che erano state annegate nel Dnepr,

oppure sepolte vive,

oppure uccise tramite corrente elettrica,

oppure schiacciate dai carri armati,

oppure fatti passare per campi minati,

oppure che i loro crani erano stati fracassati con delle pietre,

oppure che erano state uccise in camion a gas. (27).

E questo è quello che noi chiameremmo una buona e solida prova, caro Dr. Lindtner?
 

Quando l’Armata Rossa si avvicinò a Kiev, si suppone che i tedeschi scavarono le fosse comuni e ne bruciarono i corpi. Da quel che si dice, questo lavoro terminò il 28 Settembre. Ma due giorni prima, il 26 Settembre, Babi Yar fu fotografata da un aereo di ricognizione tedesco. Le foto aeree non indicano fuochi, nessuna fossa comune e nessuna traccia di attività umana. (28). Dopo che i sovietici ebbero riconquistato Kiev, una commissione ispezionò Babi Yar e prese un paio di foto. Le sole cose visibili nelle foto sono un paio di vecchie scarpe e alcuni stracci. (29).

Non è forse una prova inconfutabile dell’assassinio di 33.711 ebrei Dr. Lindtner?
 

Quindi il rapporto del 7 Ottobre 1941 che menziona un massacro immaginario è un falso. Ciò significa che tutti i rapporti delle Einsatzgruppen sono in egual modo sospetti fin dall’inizio.
 

 
6. Prova documentaria che non ci fu alcuna politica di sterminio nemmeno nell’Est

 
14-year-old-prisoner-of-Auschwitz.jpgFoto:bambino di 14 anni immatricolato ad Auschwitz, in quanto immatricolato non destinato alla "immediata gasazione",come preteso ,per i minori di 15 anni e maggiori di 65,dalla propaganda sterminazionista.

Se i tedeschi avessero pianificato lo sterminio fisico della popolazione ebraica, avrebbero ucciso per primi i bambini ed i vecchi. Gli adulti in buona salute sarebbero stati temporaneamente risparmiati perché sarebbero potuti servire come lavoratori-schiavi. Invece una robusta documentazione prova che i bambini ebrei e le persone anziane non furono sterminate. I seguenti quattro esempi lo illustreranno:

 
auschwitz-children-tatooed-tatuati.JPGFoto: foto propagandistica sterminazionista di bambini ,in Auschwitz,al momento della loro "liberazione",mentre mostrano al fotografo il loro numero di matricola tatuato sull'avambraccio .Chiaro esempio di immatricolazione anche dei minori dei 15 anni.Ulteriore esempio della falsità di quanto affermato dalla propaganda sterminazionista sulla IMMEDIATA gasazione degli "inabili al lavoro" e dei "minori"!

- Il 5 Giugno 1942 vi erano circa 9.000 ebrei che vivevano nel ghetto di Brest (Bielorussia).  Fra loro c’erano 932 anziani oltre i 65 anni (il più vecchio aveva 92 anni) ed oltre 500 bambini al di sotto dei 16 anni. (30)

- in un mese sconosciuto dell’anno 1943, 225 bambini con meno di 16 anni, più alcuni anziani con un età che arrivava fino a 86 anni, vivevano ancora nel ghetto di Minsk (Bielorussia). (31)

- alla fine di Maggio del 1942 c’erano molte persone anziane che vivevano nel ghetto di Vilnius
  (Lituania). La più vecchia, una donna di nome Chana Stamleriene, era nata nel 1852.  Auschwitz-Enfants.jpg

 

Foto:foto di propaganda sterminazionista di bambini , in Auschwitz,al momento della loro "liberazione", prova evidente che non erano  destinati alla "immediata gasazione",come preteso ,per i minori di 15 anni e maggiori di 65,dalla propaganda sterminazionista.

 

C’erano anche 3.693 bambini al di sotto dei 16 anni. (32). L’angelo della morte non stava quindi volando sulle teste di questi bambini ebrei. Apprendiamo invece da una “ antologia della letteratura olocaustica”, più di 20 scuole vennero fondate nel primo anno di esistenza del ghetto.

  Nell’Ottobre 1942 fra i 1.500 e i 1.800 bambini studiavano in queste scuole e nell’Aprile del 1943 la frequenza scolastica divenne obbligatoria. (33)
 
- nell’estate e nell’autunno del 1944 molti ebrei di varie nazionalità (anche ebrei ungheresi che erano stati in precedenza deportati in Lituania ed in Lettonia a lavorare per l’esercito tedesco) furono trasferiti da Riga e da Kaunas al campo di concentramento di Stutthof, a est di Danzica. Il 26 Luglio 1944, 1.983 ebrei, per lo più lituani, arrivarono a Stutthof. 850 di loro erano al di sotto dei 15 anni (34) il che significa che il più vecchio fra loro aveva 12 anni quando i tedeschi conquistarono la Lituania nell’estate del 1941.

 
Ciò prova che non c’è alcun senso ad ascrivere alle Einsatzgruppen, alle forze di polizia e alla SS, da parte degli storici di corte, la responsabilità di questi massacri.

 

7. La lettera sulla “Vergasungskeller” (camera di gassazione, ndt)


auschwitz_vergasungskelller_lettera_29gennaio1943_butz.gifIn sostanza è possibile rifiutare la “metà occidentale” della storia dell’Olocausto (“Shoah tramite gas”) e accettare la “metà orientale”. Questo è ciò che una persona furba, desiderosa di salvare almeno una parte del mito, in effetti dovrebbe fare, ossia:

mentre i revisionisti hanno fatto rilevare le numerose impossibilità riguardo le gassazioni,

non c’è niente invece niente di tecnicamente impossibile per quanto riguarda fucilazioni di massa.

Ma per gli ebrei questa specie di semi-revisionismo è totalmente inaccettabile perché le camere a gas sono un elemento centrale della leggenda.

E’ per questa ragione che Lindtner, il quale si identifica completamente con la versione ebraica dei fatti ed utilizza perfino il linguaggio propagandistico ebraico (egli definisce il revisionismo “negazione”), difende non solo il mito dei “milioni di ebrei fucilati nell’Est” , ma anche il mito della camera a gas.

Fare ciò è una indicibile pazzia, perché oltre a Majdanek, Auschwitz è la parte più insostenibile della menzogna, il suo tallone di Achille se mai ce ne fu uno.

Onde poter dimostrare la realtà storica delle presunte gassazioni, Lindtner cita un noto documento, il “Vergasungskeller” (cioè la camera o il vano dove sarebbero avvenute le gassazioni, ndt).(Cliccare QUI per leggere la demolizione,da parte del massimo ricercatore storico sul lager di  Auschwitz,e non solo,Carlo Mattogno) della pretesa criminalità del termine

Il 29 Gennaio 1943 il capo dell’Ufficio Centrale delle Costruzioni di Auschwitz, Karl Bischoff, affermò in una lettera(Foto sopra) al Comandante di Brigata Hans Kammler:

 “ Il crematorio II è stato ultimato, con l’ausilio di tutta la mano d’opera disponibile, nonostante le gravi difficoltà e il forte freddo, operando con turni diurni e notturni. I forni sono stati accesi alla presenza dell’ingegnere-capo Pruefer della ditta esecutrice Topf & Soehne e funzionano perfettamente.

Il rivestimento del soffitto di cemento armato della camera mortuaria non ha potuto essere rimosso a causa del gelo. Ciò, comunque, non ha importanza, perché per questo uso si può utilizzare la camera di gassazione". (35)


Per gli storici dell’Olocausto, questa lettera prova che la camera mortuaria 1 del crematorio II a Birkenau fu usata come camera a gas omicida.

 
Questa tesi fu pesantemente criticata da Jean-Claude Pressac. Nel libro: Auschwitz: Technique and Operation of the Gas Chambers egli scrisse:
 

“ L’affermazione, basata esclusivamente sulla lettera del 29 Gennaio 1943, che il termine “Vergasungskeller” (camera o vano di gassazione, ndt.) si riferisse ad una camera a gas omicida installata nella camera mortuaria 1 del crematorio II, non ha senso. Per quanto il termine “camera a gas” sia corretto, non c’era alcuna prova che si trattasse di una “camera omicida”. (36)

 
Così perfino Pressac ammette che questa lettera non prova l’esistenza di una camera a gas omicida nel crematorio II.

Carlo Mattogno spiega la lettera nel contesto di una epidemia di febbre da tifo esantematico che fu la causa principale della terribile mortalità ad Auschwitz. Citando numerosi documenti, Mattogno sostiene che la SS aveva pianificato di installare una camera provvisoria di spidocchiamento con lo Zyklon B nella camera mortuaria 1 del crematorio II. (37). Il progetto non fu mai realizzato.
 

8. I fori mancanti


leikenkellerI-krematoriumII_auschwitz_birkenau.jpgUn argomento chiave contro le presunte gassazioni omicide nella camera mortuaria del crematorio II è il fatto che i quattro fori rotondi, attraverso i quali si riteneva che lo Zyklon B venisse introdotto nella “camera a gas”, non esistono. A questo argomento Lindtner obietta:

 “ I fori mancanti sono facilmente spiegabili. Quando la camera mortuaria 1 fu fatta saltare in aria, i fori, ossia i lati dei fori, sarebbero stati i primi a saltare in seguito all’enorme pressione che tentava di uscire “.

Ciò è ridicolo. Il tetto della camera mortuaria 1 (foto: parte del tetto del Leikenkeller 1 del Krematorium II di Auschwitz-Birkenau, sul quale non si riscontrano i fori  ,per l'introduzione della Zyklon B,pretesi esistenti dalla propaganda sterminazionista)sopravvisse relativamente bene alla demolizione del crematorio. I due fori irregolari, uno dei quali non fu nemmeno spazzato via dalle barre in acciaio di rinforzo, le quali si erano piegate all’indietro, non “saltarono per aria” affatto. Quindi come hanno potuto quattro grossi fori nello stesso soffitto scomparire semplicemente?

 

9 I camion a gas


Lindtner ha l’audacia di affermare:

 “ Anche la prova dei camion a gas è stata stabilita in modo convincente “

Il problema è che nessuno di questi camion è mai stato trovato. Nessuno ha mai visto un modello o una fotografia di questi mitici veicoli. (38). Gli storici dell’Olocausto si rifanno regolarmente a due documenti che proverebbero in modo presunto l’uso di camion a gas omicidi, si tratta del “ Just document” (39) e del “Becker document”. (40), ma come ha irrefutabilmente dimostrato il revisionista francese Pierre Marais  nel suo importantissimo studio su questo argomento (41), questi documenti sono dei falsi grotteschi.

Ma forse il Dr. Lindtner non ha trovato il tempo di leggere questo libro perché era troppo occupato a studiare gli “studiosi tedeschi”!

 
10. Il presunto discorso di Himmler ai suoi generali a Sonthofen il 21 Giugno 1944


Reichsfuehrer-SS Heinrich Himmler holding his daughter Gudrun.jpgStando a quel che si dice, il 21 Giugno 1944, Heinrich Himmler (nella foto assieme alla figlia Gudrun )disse ai suoi generali a Sonthofen che la SS aveva fatto bene a sterminare gli ebrei, inclusi i bambini e le donne. Per Lindtner queste presunto discorso conferma la posizione sterminazionista.

Invece gli ebrei europei non furono sterminati.

In Francia il 75% della popolazione ebraica ed il 90% degli ebrei con passaporto francese non furono affatto deportati. (42).

Nella maggior parte degli altri paesi sotto il controllo tedesco, la percentuale dei deportati era considerevolmente maggiore, ma un’infinità di documenti provano che, mentre un vasto numero di detenuti ebrei nei campi di concentramento morì a causa delle condizioni dei campi, non vi fu alcuna politica di sterminio.

auschwitz_registro_block20_ospedale.jpg

 

 

Nella foto il registro dell'ospedale per internati,il Block 20. La didascalia originale della foto recita:

"Pages from Block 20 register (camp hospital). Red crosses in the last columns mean death of patients.  (Auschwitz-Birkenau State Museum Archives)"

 

Il 27 Luglio 1944 l’amministrazione di Auschwitz compilò una statistica circa i prigionieri “temporaneamente accampati nel campo degli ebrei ungheresi”. Il documento indica che fino a quella data

3.138 ebrei ungheresi erano stati sottoposti a cure mediche all’ospedale del campo,(...QUI è descritto il trattamento sanitario nel lager di Auschwitz)

1.426 di loro furono sottoposti ad operazioni chirurgiche. (43)

(Secondo la storia dell’Olocausto, un grosso numero di ebrei ungheresi furono gassati ad Auschwitz fra il 15 Maggio ed il 9 Luglio 1944. Mentre non una di queste presunte camere a gas viene identificata in alcun documento tedesco, le cure mediche di 3.138 ebrei ungheresi ad Auschwitz fino al 27 Luglio sono invece documentate).

Come riferisce lo storico polacco Henry Swiebockj, non meno di 11.426 prigionieri furono sottoposti ad interventi chirurgici ad Auschwitz fra il 10 Settembre 1942 ed il 23 Febbraio 1944. (44).

Un “campo di sterminio” alquanto strano, non è vero Dr. Lindtner?

 
Nella sua edizione in lingua inglese, il quotidiano israeliano Ha’aretz, il 18 Aprile 2004, riportava che erano ancora in vita 687.000sopravissuti dell’Olocausto”, il ché significa che ce ne dovevano essere svariati milioni nel 1945. Come può quadrare questo fatto con una politica di sterminio, Dr. Lindtner?

 
11. Il fallimento morale ed intellettuale di uno studioso


Gli argomenti qui riportati non sono nuovi. Tutti quanti si possono trovare nei libri revisionisti e in riviste che Lindtner non può pretendere di non conoscere.

Questi libri e riviste sono disponibili in lingua inglese e tedesca, due lingue che Lindtner conosce fluentemente tanto quanto la sua lingua madre danese.

Ma per giustificare il suo voltafaccia, Lindtner preferisce ignorare questa bibliografia e fare affidamento sui lavori di storici di corte dogmatici  e settari i quali, nel loro bruciante odio del sistema nazional-socialista, violano ogni principio di storiografia scientifica appoggiando ogni tipo di accusa-spazzatura purché incrimini Adolf Hitler e il male nazista.

 In passato nutrivo rispetto per Christian Lindtner, nonostante il fatto non avessi mai condiviso le sue vedute circa le origini del cristianesimo. Ora per lui non provo che disprezzo.

 Fonte originale dell'articolo : http://www.adelaideinstitute.org/HomePage28April2009/lind...

Traduzione a cura di Gian Franco Spotti

 Note:


[1] Amtliches Material zum Massenmord von Katyn, Berlin 1943.

[2] Amtliches Material zum Massenmord von Winniza, Berlin 1944.

[3] Gosudarstvenny Arkhiv Rossiskoj Federatsii, Moscow, 7021-115-11, p. 13.

[4] Gosudarstvenny Arkhiv Rossiskoj Federatsii, Moscow, 7021-108-21.

[5] Gosudarstvenny Arkhiv Rossiskoj Federatsii, Moscow, 7021-93-21, p. 15-18.

[6] Wikipedia, Russian entry for „Salaspils“.

[7] Wikipedia, German entry for „Salaspils“.

[8] URSS-008.

[9] Carlo Mattogno, „Franciszek Piper und die Zahl der Opfer von Auschwitz“, Vierteljahreshefte für freie Geschichtsforschung 1/2003.

[10] IMT, volume VII, p. 590.

[11] Jürgen Graf and Carlo Mattogno, Concentration Camp Majdanek. A historical and technical study,Theses & Dissertation Press, Chicago 2003, chapter 4. www.juergen-graf.vho.org/articles/zur-revision-der-opferzahl-von-majdanek.html.

[12] IMT VII, p. 416, 417, 644.

[13] Carlo Mattogno „KL Sachsenhausen. Stärkemeldungen und ‚Vernichtungsaktionen’, Vierteljahreshefte für freie Geschichtsforschung 2/2003.

[14] Israel Gutman (ed.), Encyclopedia of the Holocaust, Macmillan, New York 1990, vol. I, entry „Aktion 1005“.

[15] Jens Hoffmann, „Das kann man nicht erzählen“. Wie die Nazis die Spuren ihrer Massenmorde im Osten beseitigten, Konkret Verlag, Hamburg 2008.

[16] NO 3842. NO-3947.

[17] E. van Roden, „American Atrocities in Germany“, The Progressive, February 1949.

[18] Rupert Butler, Legions of Death, London 1983, p. 235 f.. Robert Faurisson, „How the British obtained the confessions of Rudolf Höss“, Journal of Historical Review, Vol. 7, no. 4 (Winter 1986/1987).

[19] IMT, Volume IV, p. 535/536.

[20] http://de.wikipedia.org/wiki/Erich_von_dem_Bach-Zelewski

[21] Jürgen Graf, The Giant with Feet of Clay. Raul Hilberg and his standard work about the Holocaust, Theses & Dissertation Press, Capsha 2001, chapter VII, 1.

[22] Jürgen Graf, Thomas Kues, Carlo Mattogno, Sobibor. Holocaust Propaganda versus Reality, The Barnes Revue, Washington 2010, p. 183.

[23] Idem, p. 185.

[24] Idem, p. 397.

[25] Stern, No. 13, 22 March 1984.

[26] R-102.

[27] Herbert Tiedemann, “Babi Yar: Critical Questions and Comments,” in: Germar Rudolf (ed.), Dissecting the Holocaust, Theses & Dissertations Press, Chicago 2003, pp. 501-528.

[28] John Ball, Air Photo Evidence, Delta (B. C.) 1992, p. 107, see also J.C. Ball, “Air Photo Evidence,” in. G. Rudolf (ed.), ibid., pp. 269-282, here p. 273f.

[29] Gosudarstvenny Arkhiv Rossiskoj Federatsii, Moscow, 128-132 (photo album).

[30] Raisa Tschernoglasova, Трагедия евреев Белоруси в 1941-1944 годах; Minsk 1997, p. 274 f.

[31] Judenfrei! Свободно от евреев, Minsk 1999, p. 289 f.

[32] Vilnius Ghetto. List of prisoners, Volume 1, Lietuvos valstybinis muziejus, Vilnius 1996.

[33] J. Glatstein, I. Knox, S. Marghoses (ed)., Anthology of Holocaust Literature, Atheneum, New York 1968, p. 90 f.

[34] Archiwum Muzeum Stutthof, I-IIC-3.

[35] Archiwum Państwowego Muzeum w Oświęcimiu, BW 30/34. p. 100.

[36] Jean-Claude Pressac, Auschwitz: Technique and Operation of the Gas Chambers, The Beate Klarsfeld Foundation, New York 1989, p. 142, quoted according to Carlo Mattogno, Le camere a gas di Auschwitz, effepi, Genova 2010, p. 47. Retranslation from the Italian.

[37] C. Mattogno, Le camere a gas di Auschwitz, op. cit., p. 47 f.

[38] An alleged photograph of a gas van can be found in Gerald Fleming’s book Hitler und die Endlösung (Limes Verlag, Wiesbaden and Munich 1982) But in 1945 a Polish commission, which inspected this van, had come to the conclusion that it had only be used to transport furnitue. Carlo Mattogno, Il campo di Chelmno fra storia e propaganda, effepi, Genova 2009, p. 49-51.

[39] Bundesarchiv Koblenz, 58/871.

[40] PS-501.

[41] Pierre Marais, Les camions à gaz en question, Polémiques, Paris 1994.

[42] Serge Klarsfeld, Le mémorial de la déportation des juifs de France, The Beate Klarsfeld Foundation, Paris 1978.

[43] Gosudarstevenny Arkhiv Rossiskoj Federatsii, Moscow, 7021-108-32, p. 76.

[44] Henry Świebocki, „Widerstand“, in: Auschwitz. Studien zur Geschichte des Konzentrations- und Vernichtungslagers, vol. IV, Oświęcim 1999, p. 330.

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Commenti

è un dato di fatto : che ci voglia un giorno, un mese, un anno, un secolo.....nn si può costruire un castello su fondamenta di argilla, è inevitabile che questo crolli.
BEL LAVORO !!! grazie.

Scritto da: evakant | 31 luglio 2011

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Non a caso noi lo abbiamo definito: "Il gigante dai piedi di argilla"!

Scritto da: WaA | 31 luglio 2011

Tutte risposte molto convincenti e sensate..solo non mi convince tanto il massacro di Babi Yar e gli "Ereignismeldungen" tedeschi sul numero delle vittime. Che ragione c'era per i tedeschi di esagerare il numero delle vittime nei loro rapporti?? Poi a Babi Yar credo nessuno impediva l'utilizzo di molte armi, mitragliatrici, pistole,mitra, coltelli, bombe,carri armati avrebbero potuto essere utilizzate tutte insieme. Anche la località, mi sembra, è possibile che una persona di semplice cultura, a distanza di anni non riesca a focalizzarla con chiarezza..in un cimitero o "vicino" ad un cimitero sembra un errore plausibile.

Scritto da: Rjurik | 31 luglio 2011

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E' sempre un piacere leggere l' esule Jurgen Graf: chiaro, semplice e alla portata di chiunque voglia iniziare a farsi un' idea sulle' bubbole' che ci stanno raccontando da quasi 70 anni.
Spero un giorno possa essere libero di tornare nel suo paese... se lo desidera!

Scritto da: tommaso baldi | 01 agosto 2011

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The moral and intellectual bankruptcy of a scholar: Dr. Christian Lindtner and Holocaust Revisionism dice, a ragione, J. Graf.
Debbo dire che stupisce la presenza di un individuo del genere in un consesso scientifico. Ora che questi presentasse le tare mentali ed ideologiche ab origine, oppure che le abbia "maturate" in seguito, a causa di convincenti "pressioni" sioniste, il discorso cambia abbastanza poco.
Quello che è pacifico è che anche e soprattutto un congresso importante e storico come quello di Teheran possa essere meta di debunker e di tentativi vigliacchi di demolizione.Occorre vigilare.

Pe quanto riguarda l'ebreo clarke, il massacratore di Hoess, ho saputo che vive, tranquillo, in Inghilterra, in un piccolo centro...

Scritto da: rudolf262 | 03 agosto 2011

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