30 novembre 2011
413- Perchè gottliner atzmon sara, bambina ebrea non venne gasata ad Auschwitz ? di Jean-Marie Boisdefeu
Un colloquio internazionale consacrato a La mémoire d’Auschwitz dans l’art contemporain è stato organizzato a Bruxelles l’11 e il 13 dicembre 1997. Come si vedrà, gli atti del colloquio non sono certamente senza interesse per il ricercatore.[2] Ma, innanzitutto, ricordiamo che, secondo la storia ufficiale, più di 400.000 ebrei ungheresi sono stati deportati ad Auschwitz nell’estate ’44 e gasati per la maggior parte al loro arrivo: è la pagina più sanguinosa della storia di Auschwitz; in generale, d’altronde, gli inabili venivano sistematicamente gasati all’arrivo: tutti lo sanno bene. Ora, uno degli intervenuti a questo colloquio, una pittrice israeliana di nome Sara Gottliner-Atzmon(foto), è una di questi ebrei ungheresi e la versione della storia che ella fornisce nella presentazione della sua opera pittorica[3] non è certamente conforme alla storia ufficiale. Sara è nata a Hajdunas (Ungheria) nel 1933; era la quattordicesima di 15 figli. Quando aveva 9 anni (dunque verso il 1942), suo padre e quattro dei suoi figli vennero inviati in un campo di lavoro. Ma, apparentemente, il padre – almeno – ne fu liberato perché nel 1944 venne inviato con « la famiglia » ad Auschwitz. Sara aveva dunque 11 anni e uno dei suoi fratelli e sorelle era anche più giovane, per non parlare di un nipote di tenera età e di altri fratelli e sorelle che non dovevano essere molto più grandi di lei (la mamma aveva solo 44 anni): eppure costoro non furono gasati; di solito, i bambini sopravvissuti spiegano il fatto in un modo o nell’altro: per esempio, « Le camere a gas erano guaste », oppure, « Non c’era più gas », ma Sara, lei, spiega come è riuscita a sfuggire all’ « INFERNO »[4]. Ella ha perduto, afferma, 70 persone della sua famiglia (il che sembra assai esagerato, come vedremo) ma, in nessun momento, ella cita le camere a gas (tranne in un’occasione e per un campo in cui nessun membro della sua famiglia vi ha messo piede e per il quale gli stessi storici ufficiali cominciano a smontare le dette camere a gas: Majdanek); suo padre, per esempio, è morto, ma di fame e di privazioni a Strasshof, in Austria (sua madre è tornata e, a quanto pare, anche la maggior parte dei suoi fratelli e sorelle, poiché afferma di aver perduto 3 fratelli, ma non necessariamente nella deportazione). Fine 1944: la madre e i suoi figli furono evacuati da Auschwitz e trascorsero 4 giorni a farsi disinfettare a Strasshof, da dove partirono per Bergen-Belsen, dove vi furono detenuti per 5 mesi. Nell’aprile ’44 [deve necessariamente trattarsi dell’aprile 1945, n. d. t.] vennero liberati dagli americani nei pressi di Magdeburgo; costoro posero loro la scelta: andare negli Stati Uniti o andare in Palestina. Senza esitazione, Sara e sua madre scelsero la Palestina e andarono colà passando per Buchenwald, accompagnati da un « gruppo di bambini dai 10 ai 15 anni ».N.B. Il titolo di testa è di Olotruffa. In verde testi di Olotruffa.Colore,foto,evidenziatura, grassetto, sottolineatura, NON sono parte del testo originale.La fonte è riportata. Mail : waa359@libero.it / Skype : velvet-blu
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06:11 Scritto da: prussian-blue in $hoah must go on, Ansia, paranoia, delirio, Prozac, Disordine da stress pre traumatico (DPTS), holoca$h,holocash,truffa, Indu$tria dell'Olocau$to, Lager Au$chwitz, Neurodeliri sterminazionisti, Testimoni falsi e falsari, Verità politicamente scorrette | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Tag: jean-marie boisdefeu, auschwitz, ebrei ungheresi, sara gottliner-atzmon, $hoah must go on, ansia, paranoia, delirio, prozac, disordine da stress pre traumatico (dpts), holoca$h, holocash, truffa, indu$tria dell'olocau$to, lager au$chwitz, neurodeliri sterminazionisti, testimoni falsi e falsari, verità politicamente scorrette |
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