18 dicembre 2011

431- Fascismi, il conflitto tra linea euro-atlantica (tedesca) ed euro-asiatica (italiana)

di Maurizio Barozzi

$$$ No-monoteismo-semita-non-sono-radici-europa.jpgIl commento di Maurizio Barozzi all’articolo di Franco Morini che ‘Historica Nuova’ pubblicherà integralmente
FASCISMI il conflitto tra linea euro-atlantica ed euro-asiatica


Questo articolo, a mio avviso, completa un quadro storico, molto importante, su cui già da tempo si discute: I rapporti di Himmler con gli Occidentali e la linea euro–atlantica del Nazionalsocialismo, l’origine della “continuità ideale” nel tradimento di tutte le destre occidentali.
L’articolo, infatti, seppur limitato a rievocare un episodio storico, fa indirettamente anche comprendere che all’interno del nazionalsocialismo agì, fin dalle origini, una linea strategica ed ideologica i cui fini geopolitici erano di natura euro-atlantica. L’esatto contrario dei nostri interessi nazionali e della linea, sostanzialmente euro-asiatica di Mussolini.
Questo perché la linea geopolitica euro-atlantica del nazionalsocialismo aveva come presupposto fondamentale l’accordo, anche su presupposti razziali, con la Gran Bretagna.
E’ questo un filone geopolitico, con implicazioni financo esoteriche, che affonda le sue radici in ambienti di tal fatta che pullulavano ad Alessandria d’Egitto, là da dove proveniva Rudolf Hess, ma non solo lui.
La linea geopolitica euro-atlantica della Germania, ebbe una grave responsabilità nel disastro bellico della guerra e, in particolare in Italia, sappiamo benissimo come il tradimento del generale Wolff, non fu episodico, ma nasceva da tutto un precedente operato “filo occidentale” di Himmler (sembra che costui già nel 1944 aveva proposto agli alleati un colpo di stato per sbarazzarsi di Hitler e arrivare a un compromesso bellico).
Non si può escludere che, in realtà Himmler non si suicidò affatto, ma venne semplicemente eliminato dagli inglesi affinché non potesse parlare.
Ma attenzione: l’operato di Himmler pone seri dubbi su tutta la versione olocaustica, quella che lo ritiene responsabile di un programmato ed eseguito piano di sterminio ebraico.

Come è possibile, infatti, a meno che Himmler non fosse totalmente scemo, che egli da anni in contatto con ambienti “occidentali” e persino con ambienti ebraici con i quali si concordarono molti aspetti di reciproco interesse tra sionismo e nazismo (ad esempio la proibizione dei matrimoni misti, l’espulsione degli ebrei dall’Europa, ecc.) ritenne possibile un accomodamento con gli Alleati, proprio lui che la propaganda di guerra additava come “sterminazionista”?
Se Himmler, tentò quegli approcci con gli anglo americani è evidente che, non solo poteva contare su vecchi canali di comune percorrenza, ma sapeva anche bene che le accuse a suo carico erano più che altro “propaganda di guerra.
Non si rese però conto Himmler che la guerra aveva anche finalità che andavano oltre certe esigenze nazionali (mondialismo), che la strategia mondialista che era dietro gli Alleati, aveva come obiettivo primario la distruzione e l’occupazione dell’Europa e solo secondariamente quella del nazismo (tanto è vero che non venne mai dato spazio alle correnti della resistenza tedesca anti nazista) e che la già nascente propaganda sull’Olocausto era un elemento importante per il futuro del sionismo, ecc. e quindi rimase letteralmente fregato.
In ogni caso la linea euro-atlantica del nazionalsocialismo, quella che comunque prese il sopravvento in Germania, è dimostrata anche dalla facilità e quasi “spontaneità, di come tantissimi generali, ufficiali e membri a tutti i livelli del precedente Reich, a guerra finita vennero arruolati nei sevizi segreti occidentali. Vi era in effetti, invisibile, ma palpabile, una certa “continuità ideale” e non solo.
Sarebbe ora che si facesse luce su queste faccende, in particolare nell’ambito di un certo “ambiente” che per tanti anni ha dovuto sorbirsi libri e fogliacci della Destra, tutti ispirati dai servizi segreti occidentali e dalla linea filo atlantica.
Quanti libri, opuscoli e lavori pseudo storici ci siamo dovuti sorbire, tra gli anni ’60 e i ’70, dove si esaltavano soprattutto le battaglie e gli scontri con i Sovietici. Tutti lavori infarciti di anti comunismo viscerale, e di un neppure troppo mascherato filo atlantismo (gli Usa male minore i sovietici che mangiano i bambini) che hanno finito per nascondere i veri aspetti geopolitici della Seconda guerra mondiale.
Ma c’è di più. Discutendo con un valido e preparato osservatore storico, in merito a certi aspetti “speculari” che si possono riscontrare nei rispettivi presupposti ideali di dominio e supremazia razziale, tra nazionalsocialismo e sionismo, questi mi faceva notare quanto segue, che si può approvare parola per parola e fa quadrare i conti:
 
1. Hitler/ Mein Kampf = Bibbia

Il Nazional-Socialismo – a differenza del Fascismo di Mussolini (che – nella sua rivoluzione – aveva chiaramente anteposto l’azione al pensiero, il fatto alla teoria, il pensiero pensante al pensiero pensato e che prima di ideare, elaborare e redigere la sua “Dottrina”, aveva fondato i Fasci di Combattimento, aveva realizzato la Marcia su Roma, preso il potere, lanciato ed attuato la riforma della Scuola e la riforma dello Stato) – prese per buono il medesimo ‘schema’ (io sono il capo; tu, il vice-capo; lui, il sotto-vice-capo, ecc.) che era stato tracciato dallo Zarathustra delle Gâthâ e successivamente ripreso e volgarizzato dall’ideologia politico-religiosa giudeo-cristiano-musulmana. Come è facile poterlo verificare, il suo principale leader (Adolf Hitler), per mettere in cantiere la sua ‘rivoluzione’ (ufficialmente antitetica a quel genere di ‘pensiero’), si adattò a seguire – magari senza volerlo o senza saperlo, e quasi sicuramente, senza nemmeno accorgersene… – il medesimo ‘schema’ che, prima di lui, avevano già praticato i diversi e variegati ideatori/redattori/editori del TaNaKh, i Paolo di Tarso, gli Evangelisti, i Mani, i Muhammad/Maometto, ecc.; oppure, i vari intellettuali dell’epoca dei “Lumi”, i teorizzatori della ‘Rivoluzione americana’ e della ‘Rivoluzione francese’; o ancora, gli Adamo Smith, i Karl Marx, i Lenin, ecc. Come questi ultimi, infatti, anche Adolf Hitler (sicuramente in buona fede!), per ‘riflesso condizionato’, ideò e compose dapprima – con la collaborazione di Rudolf Hess e del gesuita Bernhard Stämpfle – il suo “testo sacro” (i due tomi del Mein kampf o ‘La mia battaglia’, pubblicati rispettivamente, nel 1925 e 1929); lo presentò come se fosse il compendio della “verità” assoluta ed indiscutibile; iniziò a propagandare le idee che vi erano contenute ed a fare dei proseliti; e dopo che ebbe ottenuto – democraticamente – la maggioranza dei consensi elettorali, si installò al potere e tentò, con tutti i mezzi a sua disposizione, di forzare la realtà ad adattarsi alle ‘teorie’ che egli stesso aveva enunciato e fissato nella sua “Bibbia”. Ironia della Storia: anche se Hitler avesse vinto la Seconda Guerra mondiale, avrebbe vinto lo ‘schema’ ideologico, politico e pratico che fino ad allora era stato propagandato e voluto dai suoi più acerrimi nemici!
 
2. Julius Streicher

Julius Streicher, 22.2.1885-16.10.1946.jpg(Leggi razziali nazional-socialiste) e Leggi razziali della Bibbia (libro di Esdra o Ezra).

Nel 1945-46, al processo dei “criminali di guerra” a Norimberga, nel corso dell'interrogatorio al "teorico" della razza, Julius Streicher, la questione viene sollevata:

Domanda:

"Nel 1935 al Congresso del Partito di Norimberga sono state promulgate le "leggi razziali". Al momento della preparazione di questo progetto di legge, siete stato interpellato e avete partecipato in qualche modo all'elaborazione di queste leggi?".

L'accusato Streicher risponde:

"Sì io credo di avervi partecipato nel senso che da anni scrivevo che bisognava impedire in futuro ogni contaminazione del sangue tedesco con il sangue ebraico. Ho scritto degli articoli su questo argomento e ho sempre ripetuto che avremmo dovuto prendere a modello la razza ebraica o il popolo ebraico. Nei miei articoli ho sempre sostenuto che gli ebrei dovevano essere considerati come un modello per le altre razze, perché essi obbediscono a una legge razziale, la legge di Mosè, che dice: "Se andate in un paese straniero, non dovete prendere una donna straniera"; ciò, signori, è d'importanza fondamentale per giudicare le leggi di Norimberga. Sono queste leggi ebraiche che sono state prese a modello. Quando, secoli più tardi il legislatore ebreo, Esdra constatò che, nonostante ciò, molti ebrei avevano sposato delle donne non ebree, quelle unioni furono spezzate. Questa fu l'origine dell'ebraismo che, grazie alle sue leggi razziali, è sopravvissuto nei secoli, mentre tutte le altre razze e tutte le altre civiltà sono state annientate".

 
Fonte: Tribunale Militare Internazionale di Norimberga, 14 novembre 1945 - 10 ottobre 1946: dibattito del 26 aprile 1946, Trial of the Major War Criminals, Washington, 1946-1949, XII, doc. 321.
 
3. Hitler

Dopo essersi tardivamente accorto dell’irrazionale e gratuita “cantonata” che aveva preso in precedenza, dichiarerà: “Parliamo di razza giudaica per comodità di linguaggio, poiché non c’è, a dire il vero, e dal punto di vista della genetica, una razza giudaica. (…) Antropologicamente, i Giudei non riuniscono i caratteri che farebbero di loro una razza unica

("Le testament politique de Hitler", notes recueillies par Martin Bormann, Quartier Général du Führer, 13 Février 1945, Librairie Arthème Fayard, Paris, 1959, pag. 84 e 85).

Fonte: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=12064

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Nota di WaA:

Questo articolo è in riferimento al precedente di Franco Morini,consultabile al link: http://olo-truffa.myblog.it/archive/2011/12/14/430-la-sto...

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Commenti

E' ben chiaro che all'interno di movimenti grandiosi ed omnicomprensivi come il Fascismo ed il Nazionalsocialismo sono (state) presenti alcune anime diverse, talvolta anche in conflitto formale tra di loro. Non potrebbe essere diversamente in sistemi rapperesentanti la Weltanschaaung di Popoli e Nazioni.
Tuttavia, ciò che realmente conta e che denota la potenza e la rappresentatività effettiva degli stessi è che al momento della bisogna, come di fronte al nemico, una sola, univoca e ben definita era l'anima rappresentata, che altro non era che lo spirito della Nazione.

Scritto da: eja9 | 18 dicembre 2011

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