30 dicembre 2011

439- Condannare il negazionismo dell'olocausto armeno ma no alla Storia di stato

Premessa

$$$_ matematica antisemita.jpgRisposta di Sergio Romano a 2 lettori del "Corriere" sull'approvazione della legge francese che vieta la "negazione" del genocidio armeno. Viene pubblicato solo per le naturali osservazioni del Romano in merito alla "libertà di espressione" che viene,così, repressa con tale legge.

Naturale  il parallelo con la volontà liberticida, censoria, oscurantista, conservatrice delle estorsioni economiche dei sionisti, degli "agenti hasbara" dell'entità criminale sionista di Palestina nei vari stati; con coloro che invocano (e in molti stati ottenuto) leggi contro  la libera ricerca storica sul preteso olocausto ebraico a tutela di falsità storiche quali i "4.000.000" di Auschwitz...le "camere a gas"mai trovate, le responsabilità della "strage di Katyn", il "sapone fatto con gli ebrei" tanto caro, e cavallo di battaglia, al MENTITORE wiesenthal simon, delle "camere di ELETTROESECUZIONE", delle "camere a VAPOR ACQUEO"...riconosciute FALSITA' STORICHE...ma che DEVONO essere TUTELATE con legge,tanto è il discredito degli assertori di tali ASSURDITA' nonchè FALSITA'...il concetto ispiratore rimane "$hoah/holocau$t must go on" !

Sotto l'articolo del "Corriere"

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di Sergio Romano

28 dicembre 2011
CONDANNARE IL NEGAZIONISMO MA NO ALLA STORIA DI STATO

$$$ ULTIMA CHANCE_PACIFICI.jpgCari lettori,
Non credo che gli Stati e i parlamenti democratici, abbiano il compito di scrivere la storia e di fissare per legge le date fauste e infauste del calendario nazionale e internazionale. Là dove questo accade lo Stato è «etico », vale a dire una cattedra morale autorizzata a proclamare dogmi e a impartire precetti. Oggi scrive una sorta di bolla pontificia sui massacri armeni del 1915. Domani proclamerà altri dogmi a cui i sudditi fedeli dovranno piegarsi. È questo lo Stato in cui desideriamo vivere?

La condanna del «negazionismo » diventa a questo punto inevitabile.

Se il giudizio su un evento storico è legge dello Stato,

non è permesso avere dubbi,

proporre interpretazioni diverse,

invocare circostanze che ai sacerdoti del dogma sembreranno inammissibili giustificazioni.

Avrò ancora il diritto di sostenere (come lo storico angloamericano Bernard Lewis di fronte a un tribunale francese qualche anno fa) che l’espressione genocidio è impropria e che «massacri» definisce meglio il trattamento di cui gli armeni turchi furono vittime nel 1915? Potrò ricordare che gli armeni delle maggiori città turche non vennero colpiti dai provvedimenti di espulsione? Avrò ancora il diritto di collegare quegli avvenimenti a una guerra in cui le comunità armene dell’Anatolia erano percepite, con qualche buona ragione, come la quinta colonna dell’impero zarista? Sarò autorizzato a suggerire che la legge approvata dall’Assemblea nazionale francese risponde soprattutto alle esigenze elettorali di un presidente a caccia di voti per una elezione che si annuncia particolarmente difficile? Potrò dire a un armeno che se fossi al suo posto non proverei dopo questo voto alcuna soddisfazione? Il pensiero liberale si è battuto per secoli contro il delitto di opinione, la caccia alle streghe, il rogo degli eretici e dei loro libri. Dovrei applaudire una legge che ripristina il concetto di eresia e mi impedisce di ragionare, discutere, argomentare?

Fonte: http://www.corriere.it/lettere-al-corriere/11_Dicembre_28/CONDANNARE-IL-NEGAZIONISMO-MA-NO-ALLA-STORIA-DI-STATO_fcb60832-3121-11e1-b43c-7e9ccdb19a32.shtml

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