01 febbraio 2012
456- Non credi all'olocau$to,neghi la $hoah dei 4.000.000 di Auschwitz,neghi il sapone fatto con gli ebrei?Processo e carcere !
Il "negazionista" è il nuovo demonio!
Revisionismo:Galileo=Sterminazionismo:Inquisizione
Passano gli anni,i decenni,si susseguono i millenni, ma nessun sviluppo di alcun genere, nessuna elaborazione supplementare viene addotta alle affermazioni di un vidal-naquet, rilanciate da una lipstadt,rimasticate, anche,in chiave "semi(o)tica" o "inquisizionista-ergastolodipendente", se non "forcaiola"...
L'accusa?..."negare l’innegabile delle camere a gas" ... praticare l'"impostura"!
Innegabile che significa NON negabile;equivoca definizione,indistinta qualifica, equivoco tra divieto e "oggettiva verità"...un "preservativo",insomma!
Quindi,inevitabilmente,il "dogma", che il revisionista opponga un " rifiuto aprioristico", viene adottato,mutatis mutandis,dallo sterminazionismo riaffermando..." l’innegabile delle camere a gas"... si torna, inevitabilmente, monotonamente, banalmente, burocraticamente, omologamente, pedissequamente, conformemente, alla dichiarazione dei 34 storici francesi che nel 1979,il 21 Febbraio, venne inviata al "Le Monde" ,nella quale si dichiarava:
“NON bisogna chiedersi COME tecnicamente sia stata possibile una tale carneficina di massa. È stata tecnicamente possibile perché ha avuto luogo... Non si ha e non si può avere un dibattito sull’esistenza delle camere a gas.”...
il DOGMA indiscutibile accettato e brandito come ascia di guerra!Quindi il dogmatismo, indimostrato, dei revisionisti viene assunto come BASE iniziale dallo sterminazionismo,con espressa dichiarazione!
All'articolo in questione manca la definizione di "negazionismo" e , più che altro mancano le motivazioni in base alle quali sia NON RIVEDIBILE quel periodo storico e le "armi di distruzione di massa",pretesamente utilizzate,STRANE mancanze! Strane è un eufemismo,ovvio! Ci vien da ridere se pensiamo a quale santo si rivolgerà l'estensore quando dovrà scrivere i riferimenti!A chi porrà "fiducia"...al Tribunale di Norimberga?...quello dei 4.000.000 di assassinati ad Auschwitz? Quello delle Fosse di Katin affibbiate ai Tedeschi? Quello delle "camere a vapore"? Quello del "SAPONE fatto con gli ebrei"? Ci vien da ridere! ...è dal novembre 2010 che la casta politica e altri si erano impegnati a scrivere uno straccio di testo di legge "antinegazionista", ma a tutt'oggi non se ne conosce una sola riga! Eppure di olosalariati e titolari di "master" vari,di "direttori" di olomusei inesistenti, è piena l'"Industria dell'olocau$to" sterminazionista!
Sotto il testo commentato in verde
____________
Contro il negazionismo
Chi nega la Shoah commette un reato,
e perciò va contrastato sul piano legale
di Donatella Di Cesare
A differenza di quel che è avvenuto in altri Paesi europei, in Francia e in Germania, non esiste in Italia una legge che faccia del negazionismo un crimine
[L'introduzione dice già tutto! Il revisionismo definito "negazionismo" è un delitto e l'Italia è sprovvista di una legge che lo reprima!Strano non sia indicato di quale "delitto" si macchierebbe lo storico,il ricercatore che da una interpretazione altra,che rivede!]
Il fenomeno sembrava, fino a qualche anno fa, non avere assunto proporzioni di rilievo. E perciò era diffusa la tendenza a isolare i singoli,sporadici episodi, interpretati come spiacevoli incidenti, dovuti in gran parte a ignoranza,disinformazione, oblio. Questa tendenza, improntata a un ottimismo intellettualistico, resta peraltro tenacemente radicata. Come se la questione si riducesse al sapere, alla conoscenza ‘oggettiva’ dei fatti. Implicitamente ciò vuol dire che i negazionisti negano perché non sanno. Se sapessero, non negherebbero. In tal modo il negazionista appare un residuo arcaico e inesplicabile del passato fascismo.
[La "maestra" lipstadt non è passata inutilmente! Quindi il revisionismo sarebbe solo un "residuo fascista". Rimane da spiegare che fascista sarebbe un Rassinier,ex comunista, socialista,membro della "resistenza " francese,internato in 2 lager tedeschi,pluridecorato; un Felderer,ebreo e testimone di geova; un Faurisson,un liberale vecchio stampo; un Ginsburg,ebreo, comunista, che scriveva con lo pseudonimo di “J. G. Burg”; un Atzmon, ebreo; uno Shamir ,ebreo;un Cole,ebreo...ci fermiamo per non annoiare! MISTERI dei credenti olocaustici,dello STERMINAZIONISMO salariato o meno!]
Di qui il fastidio e l’imbarazzo, ma anche il senso di impotenza, verso i casi più recenti di
negazionisti universitari o di insegnanti che si avvalgono della cattedra per negare.
Che posizione assumere?
Che misure adottare?
Se si confida nella formazione, come rifiutare la parola a chi tiene una lezione sostenendo l’inesistenza delle camere a gas?
Non si finisce per intaccare pericolosamente la libertà di opinione?
La polarizzazione, molto italiana, che si è prodotta tra politici e storici, scaturisce dal modo,
discutibile e inadeguato, di porre la questione. Anzitutto perché la risposta giuridica e politica non è alternativa a quella culturale; l’una non esclude l’altra. E semmai sarebbe auspicabile una sinergia.
[Il ragionamento sembrerebbe lineare,ma vediamo: se il revisionismo, ribattezzato negazionismo, è un delitto,non ha alcun senso discutere culturalmente!Che senso ha discutere con un omicida sugli omicidi? Alcuno! Quindi ne risulta che gli storici accademici NON possono intervenire,delegando,così, alla politica e alla magistratura il compito di tacitare i "delittuosi" revisionisti!
In pratica si avrebbe il controllo della politica e della magistratura sul lavoro universitario degli storici...un ritorno al più puro bolscevismo!...200 anni di storie di "lumi"!
Ovvero la verità storica in funzione degli interessi delle "lobby",della politica e di chi la ispira!...un pò come la Storia sostituita dalla "memoria della parte in causa"! Un gigantesco "conflitto di interessi"! ]
Ma a ciò si aggiunge la carenza effettiva di un ampio dibattito pubblico che abbia per protagonisti gli intellettuali. Affidare tutto agli storici, come avviene nel contesto italiano, è un rischio.
Si assume per questa via che gli storici siano ‘esperti’ del settore, che la storia abbia una
‘oggettività’ scientifica che si impone da sé. Si tratterebbe allora di dimostrare, provare e aumentare quantitativamente il materiale.
Ma la storia è racconto, e decisivo, nel racconto, è come vengono interpretati i fatti. È una terribile ingenuità credere che con un dato in più si smonti il dispositivo del negazionismo. I limiti della ‘dimostrazione’ storica vengono qui alla luce in modo ineluttabile. La risposta a chi nega l’annientamento non può essere basata su cifre e dati, su prove e verifiche. I motivi sono almeno due.
Anche di fronte alla prova più schiacciante i negatori continuano a negare.
Lo fanno perché perseguono una strategia precisa.
Non esercitano una critica storica, non praticano lo scetticismo metodico per arrivare, attraverso il dubbio iperbolico, alla certezza. Al contrario, sono armati di convinzioni al punto di elevare i loro fantasmi a dogmi.
[dogmi come questo :..."Le camere a gas e lo sterminio degli ebrei d’Europa hanno avuto luogo. Questo luogo non è in questione"..?]
Come doberman, chini crudamente sull’osso che non smettono di rodere, i negatori si attaccano a un piccolo particolare, al brandello di una prova che alla fine non muterebbe l’entità del crimine.
[quindi quando mettiamo in evidenza che tale nyiszli miklos, ebreo,sedicente testimone oculare delle gasazioni di Auschwitz,principale accusatore dello SS-Hauptsturmführer Dr. Josef Mengele, rende FALSA TESTIMONIANZA affermando che le "camere a gas di Birkenau erano lunghe 200 jards"...ci attaccheremmo..."a un piccolo particolare, al brandello di una prova "...?
Quando la bimko ada,ebrea,medico,internata afferma che il "gas",nella forma solida ,quale era,di 5-10 mm di diametro/lato, usciva dai forellini "delle docce"...ci attaccheremmo..."a un piccolo particolare, al brandello di una prova "...?
Questi sono solo 2 casi dell'infinita gamma di falsità,che possiamo citare, dette,scritte,giurate in tribunali ]
Sono specialisti del rivolgimento dialettico: il minuscolo diventa maiuscolo. Loro scopo non è la ricerca, ma semplicemente la negazione. Ogni argomento diventa strumento per raggiungere il fine: negare l’innegabile delle camere a gas.
[ Solo a questo punto si scopre di quale "negazionismo" si sta trattando!Era più proprio porlo in evidenza all'inizio del testo!]
Si comprende perché c’è chi ha proposto di parlare di ‘denegazione’ con l’intento di sottolineare che non si tratta di semplice negazione, ma di rifiuto aprioristico che il negazionista oppone alla realtà, comunque venga provata, verificata, dimostrata.
Il dibattito storico è votato al naufragio. È impossibile trovare argomenti per confutare il
negazionista che si trincera nel luogo della sua ‘denegazione’. Ma c’è di più.
Se la tesi non è confutabile, il dibattito storico finisce per legittimarla. Ogni discussione, ogni controversia,presuppone una sorta di reciprocità, ammette una liceità e fondatezza delle tesi opposte.
Chi discute con il negazionista sul piano dell’indagine storica, inoltrandosi nel particolare, se per un verso ottiene solo una negazione, per l’altro accetta e conforta ― inconsapevolmente ― l’impostura.
Ma il negazionismo è una tesi da controbattere?
Si può davvero parlare di tesi o anche solo di ‘opinione’?
E dunque rientra nella libertà di opinione?
A ben guardare no.
[A quale discussione si riferisca l'autrice non è dato sapere,nei fatti esiste UN SOLO momento di "dibattito" tra revisionisti e sterminazionisti,nel 1985,in una sede giudiziaria:il tribunale di Toronto,dove il testimone per eccellenza ,l'ebreo vrba dovette introdurre la "licenza poetica"per motivare la sua menzogna! Dove il "papa" dello sterminazionismo mondiale,l'ebreo hilberg raul, dovette ammettere ,contrariamente a quanto affermato e scritto nel suo libro, "bibbia" olocaustica, che NON esistevano gli ORDINI di Hitler sullo "sterminio" degli ebrei ed inventarsi "una concordante LETTURA NEI PENSIERI A L T R U I"...per sopperire alla mancanza di documenti ! E non si identifichi in Irving un revisionista, per favore.]
Il negazionismo è la soppressione stessa delle condizioni per un confronto; abolisce e nullifica la realtà condivisa nel dialogo da cui scaturisce la comunità democratica.
In tal senso il negazionismo pone un problema che non è solo logico, ma è anche deontologico, etico, politico. Chi nega, in effetti annulla e cancella il luogo della frattura da cui, con fatica, dopo la Shoah, sono sorte in Europa le democrazie,ne pregiudica il fondamento e il legame.
Il crimine del negazionismo non è, e non può essere, reato di opinione, perché il
negazionismo non è un’opinione, non è un’ipotesi interpretativa come un’altra. Il motivo della
libertà di opinione, sollevato da chi in Italia si è dichiarato contrario alla legge, perde qui valore. Per contro, accettare il negazionismo come ‘opinione’ vuol dire accoglierlo nell’ambito del discorso democratico.
È venuto però il momento di riconoscere che il negazionismo è un totalitarismo del pensiero perseguito in una salda continuità con il totalitarismo del passato.
L’opinione dei negazionisti è la ‘verità’ di Hitler. Non deve sfuggire la complicità tra
l’annientamento e la negazione, tra i nazisti di ieri e gli odierni “assassini della memoria” ―
espressione di Yerushalmi ripresa da Vidal-Naquet. Non si tratta allora di introdurre prove e argomenti per confutare una tesi che è una negazione. Si tratta invece, a partire dall’‘accaduto’, che si sottrae all’obliquità delle domande, di interrogarsi su questo nesso.
La prima questione riguarda i negazionisti.
Chi sono oggi coloro che dichiarano che le camere a gas non hanno avuto luogo?
Chi sono coloro che tentano di organizzare una menzogna così enorme?
I negazionisti sono gli hitleriani della seconda e terza generazione. Sono andati costruendo il luogo della loro negazione nell’ombra propizia di decenni. Hanno approfittato di un atteggiamento eccessivamente difensivo, di un racconto affidato alla memoria, alla testimonianza,all’archivio e al lavoro degli storici. Come se si trattasse solo di passato, non anche, e soprattutto, di futuro. Hanno fatto buon uso di silenzi e rimozioni, di insabbiamenti e amnesie, di uno sterminio che non riusciva a essere articolato e scandito a chiare lettere.
I primi negazionisti sono stati i nazisti stessi. Già nell’estate del 1944 le SS cominciarono a
cancellare ad Auschwitz le tracce dei loro crimini bruciando gli elenchi dei convogli di ebrei
deportati; nel 1945 fecero saltare le camere a gas e i crematori. Il sogno di Hitler era un mondo judenrein, un mondo ‘puro’, ‘depurato’ dagli ebrei. Gli assassini, si sa, cercano di far sparire le tracce del delitto. Il totalitarismo nazista presenta una novità: mira a cancellare in modo sistematico non solo le tracce del delitto, ma anche quelle delle vittime. Non si accontenta di negare i crimini,ma nega che le vittime abbiano mai potuto esistere. Di qui la ‘menzogna’ dei sei milioni ribadita dai negazionisti di oggi che, facendo ciò, si pongono esplicitamente nel solco di Hitler. Con la loro negazione intendono perseguire la politica di annientamento, in certo modo portarla a termine.
Che cosa significa infatti negare l’esistenza delle camere a gas? Significa insinuare che
Hitler non abbia raggiunto la meta, che la guerra totale contro gli ebrei non sia finita. Vuol dire
assumerne la necessità ― ontologica ― nel domani. Come ha scritto Alain Badiou, la negazione di quel che ha avuto luogo è il “dover essere dell’antisemitismo assoluto”. I sopravvissuti alla Shoah sono perciò intollerabili per i negazionisti essendo ebrei che vivono malgrado e oltre la Shoah.
I negazionisti odierni, i nazisti universitari, hanno prosperato nelle accademie, in quelle
italiane non meno che in quelle tedesche e francesi, dove per troppo tempo ha avuto fortuna il discutibile veto di Theodor W. Adorno e, al cospetto di una assolutizzazione del male radicale, si è imposto il silenzio del dire e del comprendere. Ma dal non dire al negare il passo è breve. E facendo della Shoah un indicibile incomprensibile, la si è relegata nel dominio del mistero, nella sfera occulta della mistica, la si è resa un nulla. Ha contribuito l’argomento della ‘unicità’ che ha finito per astrarla dalla storia. Articolata nel linguaggio, inserita nella storia di cui fa parte, la Shoah è evento unprecedented, “senza precedenti” ― come suggerisce Emil Fackenheim ― affinché si sia spinti a cercare precedenti nel passato e si vigili perché non divenga precedente nel futuro.
I negazionisti hanno fatto buon uso anche della definizione sbrigativa e pericolosa del
nazismo come ‘follia’. Senza dubbio non c’è stato finora ― a parte eccezioni come quella di
Emmanuel Lévinas ― l’interesse e il bisogno di interrogarsi seriamente sul nazismo come
fenomeno politico, filosofico, culturale. Così i negazionisti hanno trovato e trovano complicità,
udienza e audience, si avvalgono di una orchestrazione mediatica, traggono profitto da un
nazionalismo razzista che ha il gusto per il marchio e lo statuto speciale.
( non ci è ben chiaro se stia descrivendo l'entità sionista di Palestina,detta israele).
La politica del nazismo va ancora indagata e messa a fuoco; questa politica non è passata e superata; al contrario ha un rapporto di collusione con le politiche criminali.
Il nesso tra l’annientamento perseguito da Hitler e la negazione dei nazisti di oggi legittima e
anzi richiede una legge analoga a quella che esiste in Francia dal 1990 e in Germania dove, dopo anni di rimozione, nel giugno del 1985 è stata varata la legge di modifica del codice penale n. 21 che punisce come oltraggio alle vittime la negazione dei crimini nazisti. Risultato anche di un aspro dibattito, noto come Historikerstreit, a cui hanno partecipato storici, intellettuali e filosofi, la legge stabilisce che la “menzogna su Auschwitz” è illegale. Integrazioni sono state apportate nel 1992, nel 2002 e nel 2005 mettendo l’accento sulla Volksverhetzung, cioè sull’incitamento di parte della popolazione all’odio e alla violenza.
Quali sono gli effetti? La legge tedesca non ha ovviamente eliminato il fenomeno, ma ha
sottratto ai negazionisti lo spazio pubblico: quello delle università
[ha quindi creato una Universität Holocaust-Leugnerrein, università pure da "negazionisti"! Strano ri-corso...a quando le Evakuierungen!],
dei giornali, dei media. Ha così contribuito a ridurne drasticamente le pubblicazioni e ha dato i mezzi sia per intervenire nella rete sia per sciogliere le associazioni che sono il serbatoio degli hitleriani di nuova generazione.
Soprattutto ha marcato un limite che, lungi dall’essere è una intrusione
[Figuriamoci! Perdere il lavoro,pagare avvocati,spese legali è un piacere ]
inopportuna nel dominio del pensiero, salvaguarda le condizioni di possibilità del discorso democratico che con difficoltà ha ripreso a svilupparsi a partire dal blocco di orrore che nel secolo scorso ha incrinato la storia mondiale.
È necessario dunque che la legge, di cui in Italia si è fatto promotore Riccardo Pacifici (Cliccare qui),sanzioni coloro che oggi fanno apologia del crimine negandone l’esistenza e che così intendono offrire a Hitler una vittoria postuma.
[Qui sorge un grosso problema che speriamo risolvibile tramite i luminari sterminazionisti, ed è questo:"Apologia" significa "discorso in difesa di qualcuno o qualcosa"
Se io affermo che il numero degli "ebrei" gasati è 10 invece che 3.000.000 non faccio apologia di crimine,non faccio un "discorso in difesa di qualcuno o qualcosa"! Se nego i 4.000.000 di morti di Auschwitz come posso fare "apologia"? E' una pura affermazione storica,basata su studi,analisi,riscontri testimoniali e documentali....cosa centra l'apologia?
Si tratta di esercizio della individuale facoltà di esprimere pareri,giudizi,risultati di studio, che, OVVIAMENTE,possono essere contestati,annullati,ma sempre restando sul piano del confronto,non tacitati,impediti,proibiti nella divulgazione da parte di una forza estranea che non ha i mezzi,le conoscenze necessarie,per valutare nel merito,come la Polizia e la Magistratura.Che senso ha?Oltre,naturalmente, la voglia di reprimere il "diverso" da "noi"!?
Se non ricordiamo male una simile situazione si presentò in Francia nei confronti di Pierre Guillaume e del professor Faurisson negli anni'80 ]
Lasciarli nelle loro nicchie? Ne hanno anche troppe nei meandri della rete. Là dove reale e
virtuale, prova e rumore, ragionevole e assurdo, tutto è equiparato, i negazionisti trovano estro e ispirazione per rendere attuali e concreti i loro fantasmi. D’altronde un malinteso senso del perdono e dell’oblio ha fornito da tempo un terreno fertile al fiorire della loro pubblicistica.
A questo proposito varrebbe la pena chiedersi perché una legge contro la “menzogna su
Auschwitz”, come la chiamano i tedeschi, o contro il negazionismo, non esista in Italia. Accanto al proverbiale disincanto cinico verso la legge (inefficace perché spesso non rispettata), c’è una profonda influenza cattolica che tocca forse anche il mondo ebraico. Se la giustizia non è di questo mondo, a che dovrebbe servire una legge? Se ciò che conta è il perdono, perché mai gli ebrei dovrebbero chiedere risarcimenti?
Del tutto sbagliato è concepire la legge come una soluzione pratica di tutto, una risposta
definitiva. La legge è uno strumento indispensabile e in nessun modo alternativo alle possibilità offerte dalla cultura. Si deve sottolineare in tal senso un’altra differenza che allontana l’Italia da altri Paesi europei. Certamente ha prevalso finora il rito della celebrazione, la vigilanza in alcune date, ma questo non ha trovato il sostegno di iniziative durature e di largo respiro inserite stabilmente all’interno delle istituzioni scolastiche e universitarie.
[Finalmente un punto fermo! Creiamo "master",corsi vari,viaggi, seminari,conferenze, musei, tanto paga Pantalone! In piena recessione economica con un debito fuori controllo si pensa a SPENDERE! Vedasi l'articolo al link http://olo-dogma.myblog.it/archive/2012/01/29/prodotti-e-tanti-sottoprodotti-dell-industria-dell-olocau-to.html, sistemiamo "stabilmente" qualche centinaio di "impiegati della memoria"! ].
Mancano in Italia cicli di lezioni,corsi di studio, dottorati sulla Shoah (visti anzi con un certo sospetto). Il che è evidente nelle pubblicazioni dove prevalgono i racconti e scarseggiano le riflessioni. La didattica della Shoah non si è ancora sviluppata e ‘come parlarne’ non è davvero ancora un tema. Su tutto ciò si dovrà intervenire. Perché per smascherare i negazionisti occorre saper scegliere le parole giuste. Jacques Derrida ha indicato la difficoltà di raccogliere la parola dalla cenere contro “l’affermazione del fuoco senza luogo né lutto”.
Ma nel frattempo la ‘negazione’ deve essere dichiarata crimine, deve essere passibile di condanna, affinché nel futuro non si lasci scivolare il mondo nel dubbio.
Le camere a gas e lo sterminio degli ebrei d’Europa hanno avuto luogo. Questo luogo non è in questione.
[Qui avviene il collegamento organico con altra sterminazionista che affermò:
«Per questo motivo, l’esistenza del genocidio è la premessa indiscussa di ogni serio studio storico su questo argomento, e non la tesi da dimostrare. Si potrà discutere sul come, sul perché, sul dove, sul quando e perfino sul chi, ma non sul fatto in sé,poiché è proprio su questo fatto che tutte le testimonianze si dimostrano concordi»...
Che si ricollega alla dichiarazione dei 34 "storici"francesi...“NON bisogna chiedersi COME tecnicamente sia stata possibile una tale carneficina di massa. È stata tecnicamente possibile perché ha avuto luogo... Non si ha e non si può avere un dibattito sull’esistenza delle camere a gas.”...BW5a]
Piuttosto in questione deve essere il luogo di chi lo nega. Perché un mondo in cui venga messa in dubbio l’esistenza delle camere a gas è un mondo che già consente la politica del crimine, la politica come crimine. •
Fonte: http://www.keshet.it/public/kesh%2017%20-%20donatella%20di%20cesare.pdf?idtesto=775
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N.B. In verde testi di Olotruffa.Colore,foto,evidenziatura, grassetto, sottolineatura, NON sono parte del testo originale.La fonte è riportata. Mail : waa359@libero.it / Skype : velvet-blu
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13:48 Scritto da: prussian-blue in $ei milioni...6.000.000 ?, $hoah must go on, Ansia, paranoia, delirio, Prozac, Articoli Redazionali, Deliri $terminazioni$ti, Disordine da stress pre traumatico (DPTS), holoca$h,holocash,truffa, Indu$tria dell'Olocau$to, Lager für Holocaust Revisionisten, Neurodeliri sterminazionisti, Olo$alariati, Olocau$to dipendenza, repre$$ione revisionismo, sayanim, spie sioniste, hasbara, sion zion sionisti "Italia" | Link permanente | Commenti (2) | Trackback (0) | Tag: donatella di cesare, negazionismo, crimine, libertà di opinione, innegabile, camere a gas, negazionista, vidal-naquet, hitler, auschwitz, shoah, olocausto, $hoah, leggi revisionismo, riccardo pacifici, menzogna su auschwitz, didattica della shoah, $ei milioni...6.000.000 ?, $hoah must go on, ansia, paranoia, delirio, prozac, articoli redazionali, deliri $terminazioni$ti, disordine da stress pre traumatico (dpts), holoca$h, holocash, truffa, indu$tria dell'olocau$to, lager für holocaust revisionisten, neurodeliri sterminazionisti, olo$alariati, olocau$to dipendenza, repre$$ione revisionismo, sayanim, spie sioniste, hasbara, sion zion sionisti "italia" |
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Commenti
Mi pare che solamente il fatto di occupare lo spazio del blog con quest'accozzaglia di ragli olocau$tici, sia dare alla loro "redattrice", tale ignota di cesare, la patente di "scrittrice" o peggio ...di "esperta".
veramente un qualcosa che fors'anche la stessa di cesare non avrebbe mai osato auspicare.
Scritto da: eja9 | 01 febbraio 2012
Rispondi a questo commentoQuesta è una "finestra" molto "panoramica",consente osservazioni di "prima mano"...
E' in atto una "notte dei lunghi coltelli"o una "eredità" contesa...
Ne vedremo delle belle!
Ci saranno ulteriori "bonifiche",di ben altra portata!
Scritto da: WaA | 01 febbraio 2012
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