23 febbraio 2012

471- Claudio Moffa su conferenza di Teheran su "Hollywoodismo",Robert Faurisson,Revisionismo dell'olocausto ebraico,Neturei Karta

Doccia fredda

germanCow-Pig.jpgLa truffa dell'olocau$to ebraico è la MADRE, come riconosciuto da Giovanni Maria Flick, presidente della Corte Costituzionale, Ministro di Grazia e Giustizia del governo Prodi:

«La Shoah ha influito sulle identità della nuova Europa sorta dalla Seconda Guerra Mondiale. Chi nega la Shoah nega l’identità europea»(fonte)

del sistema politico economico imposto,in Europa, nel 1945,dalla finanza usuraia mandialista per mezzo della violenza delle armi. Lo ri-riconoscono gli sterminazionisti sionisti proprio in questi giorni.

..."Chi nega, in effetti annulla e cancella il luogo della frattura da cui, con fatica, dopo la Shoah, sono sorte in Europa le democrazie,ne pregiudica il fondamento e il legame"...(fonte)

Lo riconobbe il rabbino capo d’Inghilterra, immanuel jakobovits, che ha appropriatamente descritto la propaganda sull’Olocausto come

“una vera e propria industria, con profitti notevoli per scrittori, ricercatori, registi, costruttori di monumenti, progettisti di musei e perfino politici”. Ha anche aggiunto che diversi rabbini e teologi sono “partner di questo lucroso affare”. (H. Shapiro, “Jakobovits”, in The Jerusalem Post (Israele), 26 novembre 1987, p. 1.)Fonte: http://olo-truffa.myblog.it/archive/2011/08/07/olocausto-...

Lo riconobbe in un intervista rilasciata al Nouvel Observateur del 25.10.1976 l'ebreo Nahum Goldmann,che affermò, spudoratamente: ...

"ogni treno in Israele è tedesco; le navi sono tedesche così come l’elettricità e una gran parte dell’industria.. senza contare le pensioni individuali pagate ai sopravvissuti.. In certi anni l’ammontare di denaro ricevuto dalla Germania supera l’ammontare totale di quello raccolto dalle comunità ebraiche nel mondo, due o tre volte tanto."...
(Fonte: Intervista a Nahum Goldmann da Le Nouvel Observateur del 25.10.1976.)

Se si assimila questo elementare concetto si mina alla base TUTTO il sistema!

Altro che playstation,11 settembre e seghe mentali annesse!

... TUTTO questo aggiunto  è NULLA !

TUTTO è rimediabile, assorbibile, neutralizzabile, inertizzabile per l'industria sionista dell'olocau$to...

TRANNE  i risultati delle ricerche storiche revisioniste,del Faurisson, Mattogno, Graf,Klues,Rudolf & Co!

Non c'è "cura" se non il CARCERE per gli "assassini della memoria"! Melodrammaticamente l'"ULTIMA CHANCE"!

Questa "Sonderbehandlung", questa "Endlösung der holocaustfrage" Zyklonbineggia i parassiti dell'Industria dell'olocau$to, dell'industria della lacrima e lamento,del ricatto morale dell'estorsione materiale degli u$raeliani sionisti e dei loro eunuchi!...ci vuol tanto a capirlo? WaA359

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DI RITORNO DALL'IRAN - LA CONFERENZA SULL'HOLLYWOODISMO CON TARPLEY, FAURISSON, STONE FIGLIO, NATUREI KARTA ...

di Claudio Moffa

22-02-2012


teheran,iran,01-02-2012,Robert Faurisson, Paul-Eric Blanrue,Mahmoud Ahmadinejad,Claudio Moffa,Manuel Galiana Ros,Vincent Renaud, Alain Brunet et Arnauld Leon Cohen,Dieudonné M'Bala M'Bala,1.jpgSono in ritardo su un paio di articoli che mi trascino da diversi giorni, impegnato in urgenze personali di vario tipo. Uno è il resoconto sulla conferenza sull’hollywoodismo (Foto conferenza di teheran,all'estrema destra il Prof. Moffa) che mi sono ripromesso di scrivere fin dal giorno del rientro da Teheran. Approfitto dunque adesso della relazione diffusa da Faurisson per intervenire, senza alcuna altra pretesa se non quella di dire la mia. Premetto che ai margini del convegno, Faurisson ed io ci siamo scambiati i biglietti da visita “aggiornati” con un paio di messaggi: lui ha scritto “Pour Claudio Moffa en témoignage d’estime” e io l’ho riconosciuto, sempre per iscritto, come una persona e uno studioso di coraggio “circondato da belve”, con riferimento a tutte le persecuzioni da lui subite. Aggiungo anche che mi ha irritato che il giorno dopo mi abbia fatto telefonare da un italiano mentre ero lì a due passi da lui, all’ottavo piano invece che nella hall dell’albergo, sia perché questo modo di proporsi per un suo nuovo invito in Italia mi pareva un po’ snob – più che scozzese quale lui è, tipicamente francese – sia perché sembrava non rendersi conto che anche dalle nostre parti la lobby picchia: con la diffamazione diffusa in rete, con le censure e i tentativi di boicottaggio di qualsiasi iniziativa non politically correct, e a volte con le minacce dirette, come quando nell’ottobre 2010 un gruppo di non so chi busso’ con discreta violenza alla mia porta di casa al grido de la “shoah esiste”, e stetti attaccato al telefono con una mia amica per una buona mezzora fino a che arrivarono un poliziotto e un carabiniere, a disturbatori ormai scappati per le scale. Ma Faurisson è fatto così: già nel 2007 gli chiesi di venire a Teramo senza clamore, facendo tana dentro l’Università e beffando i censori del Master Mattei, ma non ci fu verso. Lui mi rispose che si aspettava di fare la sua conferenza nei giardini o in qualche piazza teramana.

Insomma, dichiarazioni reciproche di stima ma anche diversità di carattere…

Questo detto, un'altra premessa, che riguarda i contenuti delle ricerche e deduzioni sue e dei revisionisti della tragedia degli ebrei durante la II guerra mondiale, tragedia e sofferenze che lui stesso non ha mai negato. Ebbene, per me gli scritti e le argomentazioni di Faurisson sono cose serie e condivisibili: le Vittorie del revisionismo, e la sua intervista rilasciataci nel Caffè Grand’Italia di Teramo nel marzo o aprile 2007 restano documenti bene esposti, nei quali l’argomentazione scorre lungo il filo di una consequenzialità piena di logica e supportata dalle fonti citate. Per carità, quanto appena detto è “a mio avviso”; e “fino ad oggi”, sulla base della letteratura anche olocaustica che sono andato a controllare, Hillberg e Poiliakov innanzitutto. Sono pronto cioè a cambiare opinione se qualcuno mi dimostra il contrario, ma non con gli anatemi insopportabili contro il “negazionismo”: parlando invece di fatti, di fonti, di controdeduzioni puntuali e concrete sui tre dogmi della Shoah contestati da tutta la letteratura revisionista:

ordine scritto di Hitler a favore dello sterminio degli ebrei,

6 milioni di vittime ebree, e

camere a gas.

Criticate pure, ma con serietà di metodi e di intenti. Per stabilire o avvicinarsi alla verità “vera”.

Hollywoodisme 2012, Faurisson, Dieudonné, Liberté pour Reynouard...Hollywoodisme 2012.jpgQuesto premesso, passo alla conferenza sull’Hollywoodismo a Teheran. Maurizio Barozzi giudica eccezionale il resoconto di Faurisson, ma questa volta non sono d’accordo con lui, a meno che non lo si contestualizzi nell’ambito del tema oggetto degli studi di Faurisson stesso. Innanzitutto i fatti: nei tre giorni del convegno, non si è parlato solo di Shoa e di film sulla Shoa, sessione che ha visto Faurisson protagonista osteggiato senza successo da un ebreo americano un po’ maleducato, e sostenuto invece apertamente dall’attore francese Dieudonné, (nella foto col Prof. Faurisson)da una giovanissima assistente di Reynard (l’insegnante finito in carcere per aver scritto un articolo non ortodosso sulla Shoah), Maria, e dal sottoscritto. Un ospite importante è stato infatti Webster Tarpley, noto per un altro “revisionismo” che non riguarda la shoah, ma l’11 settembre e l’islamofobia da terrorismo, sempre attribuito dai media e dai film hollywoodiani agli arabi e ai musulmani.

neturei karta,teheran2012,ahmadinejad.jpgC’erano anche i rabbini di Naturei Karta, con la loro nota opposizione a un giudaismo che si pretende inverato dal sionismo e dunque nello Stato di Istraele.

Poi c’è stata la sessione dedicata al movimento Occupy Wall Street, con un filmato abbastanza vuoto – solo immagini delle manifestazioni e occupazioni di strade e prati, senza un discorso critico e una analisi di prospettiva – che riportava i tre principali slogans di un movimento ampio ma senza obbiettivi incisivi: occupy Congress, occupy Courts, occupy Wall street. Che dire? Anche qui la manipolazione è evidente, un film di Hollywood ancora non c’è ma il fenomeno si è mosso e si muove entro binari che non è errato definire hollywoodiani, tanto che – come ha detto Tarpley – il noto regista Moore si è messo a un certo punto a incitare i manifestanti a non curarsi degli obbiettivi di lotta, ma solo a continuare a scendere in piazza occupando piazze e luoghi simbolici. Già ma quali? Personalmente sono intervenuto criticando proprio la parzialità degli obbiettivi simbolici delle occupazioni: ho riferito brevemente della situazione italiana, e ho detto che sarebbe stato utile e altamente significativo occupare semmai la Federal Reserve Bank, introducendo così la questione cruciale del carattere privato di quella banca, come delle nostrane BCE e Banca d’Italia, con annessa usurpazione del signoraggio da emissione monetaria. A tavola, nell’intervallo, Tarpley mi dice che lo slogan Occupy Wallstreet è stato inventato da una fondazione legata a Soros: credibile e vero!



Ma la questione non è fare l’elenco di tutti quelli che c’erano – come gli italiani Sacchetti e Moncada, quest’ultimo autore di un libro su Israele Stato razzista che gli è valso gli strali dei soliti noti – né ricordare anche il tenore e l’oggetto delle altre relazioni (nel mio intervento principale, ho parlato dei giochi per la playstation, sulla falsariga di quelli fatti al convegno di Fiano e a Teleponte di Teramo) – ma superare il nodo di un “revisionismo” inteso alla fin fine come da applicarsi al solo spaccato della Shoah, come se solo l’analisi critica di quella che resta comunque una tragedia umana fosse “il” problema, superando il quale si distrugge la menzogna hollywodiana.

Non è così, ovviamente: innanzitutto il revisionismo non è mai una sorta di contro dogma rispetto alle menzogne o distorsioni della versione ufficiale, ma semplicemente una potenzialità insita nella ricerca storica, una necessità che insorge solo quando e se – condizioni ben sussistenti nel caso dei lager della II guerra mondiale - la versione piu’ diffusa, ufficiale per peso mediatico e per opportunismo e ignoranza degli “esperti”, mostra la corda.

Questo per quel che riguarda la necessaria “limitazione” del revisionismo; poi c’è l’ancor più cruciale necessità di “estensione” della metodologia revisionista, dalla “sola” II guerra mondiale a una lunghissima serie di altri spaccati, momenti, fasi della storia dell’umanità. Anche questa problematica è tutta dentro l’hollywoodismo, il cui antidoto non può dunque riguardare la sola sacrosanta critica a filmacci come Exodus, Schindler list e via elencando. La critica è a tutto campo, perché l’ideologia sionista che esprime il mondo di Hollywood è essa stessa a tutto campo, anche se il dogma olocaustico né è un anello cruciale.

Nell’edizione del Festival dello scorso anno, è stato sollevato ad esempio il problema della violenza spesso gratuita dei film americani, cosa assolutamente assente nei film iraniani: una violenza virtuale che induce le giovani generazioni a praticarla nei fatti, e che dunque corrompe e distrugge le basi solidaristiche e di fratellanza che dovrebbero presiedere le società umane. Improvvisi momenti di follia in una scuola e in una strada, su cui si riversano fiumi di commenti senza spesso vederne i retroscena mediatici.

Un film come Lutero – altro esempio – diffonde la menzogna di un cristiano ribelle solo contro la Chiesa di Roma, e non anche contro le pratiche usurarie ebraiche nell’Europa e nella Germania: nella pellicola hollywoodiana non c’è nemmeno un fugace accenno agli scritti antigiudaici del fondatore del protestantesimo, cosicché il messaggio trasmesso a centinaia di milioni di spettatori è quello focalizzato – ad uso del presente – solo nella critica alla Chiesa cattolica. Piaccia o no (in quest'ultimo caso per troppo laicismo) anche il film Codice da Vinci rientra nella guerra contro il nemico plurisecolare del giudaismo, una fiction che si pretende storica e che sicuramente ha influenzato nel profondo milioni di persone. Infine, Indiana Jones ha rappresentato dal canto suo il capostipite dei film arabofobi e islamofobi,anticipazione cinematografica delle omonime ideologie da guerra infinta e da scontro di civiltà, poi inveratesi e dilaganti dagli anni Novanta ad oggi: con i musulmani ovviamente alleati dei nazisti e l’eroe Indiana Jones che fa fuori tre eleganti avversari, con le loro roteanti e del tutto inutili scimitarre (la retorica araba!), con tre proiettili della sua pistola.

Insomma, evidenziare le menzogne di Hollywood sulla Shoah è merito indubbio della relazione di Faurisson, prova ancora una volta della sua tenacia e del suo eroismo: ma ridurre l’hollywoodismo a questo solo tema, come traspare dal suo scritto, è veramente limitativo e obnubilante una realtà molto più ampia, ancora più sottile e complessa. Faurisson ha avuto il merito di difendere passo dopo passo, battuta contro battuta, processo dopo processo, la corretta metodologia per raggiungere la verità storica sulla tragica vicenda dei lager: ma ha anche speso tutta la sua vita sullo studio di questo solo, seppur cruciale, tema storico. Il mostro hollywoodiano è molto più pervasivo, come l’ideologia sostanzialmente esclusivista-razzista che lo anima. E lo stesso compito degli storici impegnati nella ricerca della vera verità storica va ben al di là del capitolo della II guerra mondiale: l'occultamento della verità - come ha dimostrato il caso Toaff, e come dimostra la cronaca di tutti i giorni - attraversa praticamente tutta la storia dell'umanità e questa presa d'atto non può non essere la base della critica all'industria del cinema americano.

Claudio Moffa
Fonte:http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=45066

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Commenti

Come al solito intelligente, la critica del Moffa ma a mia vista un pochino parziale.
Come non capire infatti che alla base dell'imposizione violenta della dottrina mondialista di schiavizzazione, rapina e distruzione dei Popoli e delle Nazioni Europee la dottrina olocau$tica rappresenta semplicemente il passo temporalmente successivo alla guerra criminale d'occupazione guerreggiata del 40-45?
Questa dogmatica da accattoni mentali infatti è conditio sine qua non per il mantenimento di un mondo europeo evirato e succube di USrael.

Scritto da: eja9 | 23 febbraio 2012

Rispondi a questo commento

A "sinistra" si tende a separare le menzogne sterminazioniste dal "giudizio" sul III° Reich (come se si potesse fare!). Ciò comporta una semiverità che è pure ,ovviamente,una semibugia,SOLo per non restare ASSOLUTAMENTE senza "munizioni" in chiave propagandistica!
Hanno perduto su tutti i fronti,ma è un rospo troppo grosso da digerire.

Scritto da: Franziska | 24 febbraio 2012

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